giovedì 25 maggio 2017

Il mercante cinese

I Piazzesi pagano più tasse e vengono ritenuti evasori dal Nobile (si fa per scherzare) Comune di Piazza Armerina. 
A pensare che i Piazzesi siano degli evasori sono organismi ed uffici istituzionali della città. Si va dal sindaco al vice-sindaco (lo hanno detto pubblicamente in incontri alla sala delle Luci e interviste a radio Kabul, dove hanno persino sostenuto che il Comune ha i conti in ordine) ad alcuni "responsabili" di uffici comunali, passando dal collegio dei revisori dei conti (che ha esortato il Comune Armerino al recupero) e persino per molti consiglieri comunali. 
La tabella che vedete sopra dice esattamente il contrario
Secondo i dati della Banca d'Italia riportati nel famigerato sito SIOPE (sconosciuto alla maggior parte dei consiglieri comunali sino a tre anni fa) nel 2015 i Piazzesi hanno pagato il quadruplo delle tasse pagate nel 2009 (2 milioni nel 2009 e 8 milioni nel 2015 secondo 'sti farabutti della Banca d'Italia ah ah). Con quale faccia si ha il coraggio di dire che i Piazzesi non pagano le tasse? 
Dal 2011 i comuni devono trovare i soldi per amministrare soprattutto tra i concittadini. Sono cambiate le leggi e la costituzione. I seguenti partiti  hanno deciso così: Partito Democratico, Forza Italia -che conteneva i fondatori di Fratelli d'Italia, NCD ed ALA-, Sciolta Civica e Lega Nord -che ora al sud è Noi con Salvini). 
Le regole sono cambiate ma i contribuenti sono rimasti gli stessi. Pagano le tasse allo Stato come e più di prima, pagano le tasse al comune come mai prima. In più pagano dei servizi che prima erano comunali e poi sono stati privatizzati (distribuzione acqua). 
Cazzo, c'è la povertà, non c'è la ripresa economica! E come pensi di superarli i problemi se continui a strizzare il limone già secco?
E se qualcuno si permette di dire che il Comune sta marciando a testa alta e petto in fuori verso il disastro finanziario, gli danno del gufo.
Quelli bravi e competenti che siedono al Comune ti dicono che i conti sono in ordine, in attivo. Bene se sono in attivo perchè il pagamento degli stipendi del personale che si occupa della raccolta rifiuti è stato fatto in ritardo- voce che corre in città-? E perchè ti fai prestare sempre più soldi dalla banca - voce della Banca d'Italia-?
La sapete la storia del mercante cinese che vende lance e scudi al mercato? Dice, le mie lance perforano qualsiasi scudo. Poi dice, i miei scudi resistono a qualsiasi lancia. E uno gli chiede, ma che succede se con una tua lancia cerco di perforare un tuo scudo? E il mercante non sa rispondere. 

 Il dettaglio del tipo tasse incassate dal comune è questo:





















Dettaglio semestrale del ricorso all'indebitamento bancario dal 2014 al 2016:

giovedì 18 maggio 2017

la moda delle liste civiche

Un breve giro sul web per scoprire i nomi dati in Italia alle liste civiche. Spesso dietro si nascondono politicanti di lungo corso o assatanati rampanti. Ne vedremo anche qui. Liste chiaviche.
[Al posto della parola “città” si può mettere direttamente il nome della città, Palermo, Piazza Armerina, ecc. ecc.]
uniti per unire ( rivenditori colle e mastici)
dalla parte dei cittadini ( quale parte? Fare molta attenzione)
per cambiare ( pannoloni, pannolini, intimo, moda)
cittadini protagonisti ( teatro, drammaturgia, cinefili)
cittadini al centro (zaurdi in periferia)
amministrare insieme (spartire in pochi)
sveglia! ( narcotizzati)
orgoglio (narcisisti anonimi)
impegno comune ( pagamenti pro quota)
SiAmo la città (odio il mare e la montagna)
città futura ( per villaggi palustri)
scelgo la città (migranti)
noi cittadini ( voi?)
valore e rispetto ( lupara in omaggio)
un cuore civico ( ma 'na panza così)
città in movimento (zone sismiche)
io corro per la città ( sportivi e latitanti inseguiti dalla polizia)
cittadini perbene (zone cimiteriali)
progetto comune (geometri ingegneri architetti)
obiettivo comune ( e tutti lì vogliono andare, al comune)
momento di cambiare (autoscuole istruttori di guida, esaminatori patente)
il nuovo (antagonisti dell'usato)
insieme per crescere ( diversamente alti )
amare la città (erotomani, mandrilli, ninfomani)
insieme si può ( da soli solo pippe)
prima la città ( dopo la campagna o il mare)
passione per la città ( devianza delle pulsioni sessuali)
alleanza per i cittadini (contratti di assicurazione per tutti)
per un'altra città ( escursionisti)
fatti sentire (sordi, ipo-udenti)
nuove prospettive (architetti, geometri, ingegneri edili)
riparte la città ( meccanici ed elettrauto)
la città cambia (in zone vulcaniche eruttive)
trasparenza e partecipazione (non adatta ai minori anni 18)
rilanciamo la città ( giocatori di poker)
punto. A capo ( insegnanti lettere )
facciamoci in quattro per la città (tossico dipendenti)
sosteniamo la città (zone con dissesto idrogeologico o rischio sismico)
città per tutti ( niente gite, niente mare, campagna o montagna)
svoltare (ex vigili urbani polizia stradale)
liberaMente per la città (ex detenuti, persone in libertà vigilata)
con la gente per la gente (Cetto Laqualunque)
sindaco donna (feticismo)
per la città (vagabondaggio)
per la città con Fabrizio (accompagnatori turistici)




sabato 13 maggio 2017

attenti al voto, roba scientifica, maneggiare con cura

Marie-Jean-Antoine-Nicolas de Caritat

marchese di Condorcet

noto come Nicolas de Condorcet
Se ti chiedo di scegliere tra Tizio, Caio e Sempronio votando un solo nome dei tre sto probabilmente manipolando il tuo voto.
Ti sei mai chiesto perché devi dare un solo voto? No, perché è una cosa che sei abituato a fare da sempre senza chiederti perché.
Eppure oggettivamente oltre a preferire solo uno dei tre possono succedere altre cose. Per esempio non trovi differenze tra Tizio e Caio, oppure tra Sempronio e Tizio, o in nessuno dei tre, ma non puoi esprimere con un solo voto questa tua reale opinione, cioè quello che veramente pensi e preferisci.
Ci sono ben 13 possibilità su tre candidati.
  1. preferisco Tizio a Sempronio e Caio che per me sono uguali
  2. preferisco Tizio a Sempronio e Sempronio a Caio
  3. preferisco Tizio a Caio e Caio a Sempronio
  4. preferisco Sempronio a Tizio e Caio che per me sono uguali
  5. preferisco Sempronio a Tizio e Tizio a Caio
  6. preferisco Sempronio a Caio e Caio a Tizio
  7. preferisco Caio a Tizio e Sempronio che per me sono uguali
  8. preferisco Caio a Tizio e Tizio a Sempronio
  9. preferisco Caio a Sempronio e Sempronio a Tizio
  10. Tizio, Sempronio e Caio per me sono uguali
  11. preferisco Sempronio e Caio che per me sono uguali a Tizio
  12. preferisco  Tizio e Caio che per me sono uguali a Sempronio
  13. preferisco Tizio e Sempronio che per me sono uguali a Caio  
Se hai a disposizione solo un voto, devi indicare un solo nome, non potrai votare la 10 (Tizio, Sempronio e Caio sono uguali), se voterai Tizio non potrai esprimere una valutazione su Sempronio e Caio, cioè non potrai dire se li ritieni uguali 1) o se tra loro preferisci l'uno 2) o l'altro 3), non potrai neppure valutare Tizio a pari merito con Caio 12) e preferirli a Sempronio o a pari merito con Sempronio 13) e preferirli a Caio.
La cosa non è ininfluente sulla scelta collettiva.
Se 12 votanti esprimessero 5 voti a favore di Tizio, 4 a favore di Sempronio e 3 a favore di Caio, Tizio vincerebbe avendo riportato il maggior numero di voti. Ma è il candidato che ha ottenuto i maggiori consensi reali?

La risposta sembrerebbe si. E invece in casi come questo di regola non è così.
Intanto Tizio non ha la maggioranza (metà più uno, cioè 7) e se fosse possibile votare esprimendo una tra tutte le 13 possibilità sopra descritte le cose potrebbero andare in tutt'altro senso.
Se cinque persone votassero la possibilità 2 (preferisco Tizio a Sempronio e Sempronio a Caio), quattro persone la possibilità 6 (preferisco Sempronio a Caio e Caio a Tizio) e tre persone la possibilità 9 (preferisco Caio a Sempronio e Sempronio a Tizio) il vincitore non sarebbe Tizio, ma Sempronio perché in 9 su 12 voti sarebbe preferito a Caio.

Siamo di fronte ad un paradosso ( i matematici lo chiamano paradosso di Condorcet): Tizio è uno che non piace alla maggioranza assoluta dei votanti pur avendo ottenuto in una votazione tradizionale un numero maggiore di voti ( 5 voti) rispetto a Sempronio (4 voti) e rispetto a Caio (3 voti). Sintetizzo: le probabilità che l'esito del voto tradizionale (scegli un solo nome) coincida con l'esito del voto articolato (dimmi per ciascun candidato cosa pensi) sono bassissime se si tiene conto che le combinazioni possibili dei 13 elementi sono enormi.

Ringrazio i signori Tizio, Sempronio e Caio per la discreta collaborazione. Aggiungo che al loro posto si può mettere un partito da votare, una proposta di legge, una deliberazione del consiglio comunale o del condominio, la scelta del locale dove andare a cenare, la città dove andare in vacanza, la produzione di un bene destinato alla vendita e tutto quello che vi pare, quasi. Il ragionamento matematico non cambia, non contiene errori, è consistente (non contiene contraddizioni) ed è dimostrato e ridimostrabile infinite volte con un calcolo fatto di matrici e grafi (per coloro che sanno cosa siano). 

La faccenda porta ad almeno una considerazione: se esistono due metodi di votazione uno dei quali è debole (perché può produrre contraddizioni, paradossi) perché usarlo? Se volessi far vincere Caio userei il metodo tradizionale manipolando in tal modo le espressioni di voto, se invece non voglio manipolare nulla e preferisco far vincere chi ha congiuntamente i maggiori consensi e minori dissensi, allora userò il metodo Condorcet. Tutta una questione di scelte.



The ranked ballots:
5:tizio>sempronio>caio
4:sempronio>caio>tizio
3:caio>sempronio>tizio
The pairwise matrix:
against
caio
sempronio
tizio
for
caio
3
7
sempronio
9
7
tizio
5
5
sempronio is the Condorcet winner.
La matrice mostra quante volte ciascun candidato è stato preferito ad un altro, non quanti voti ha preso.








martedì 2 maggio 2017

programma partecipato

Spesso sento chiedere: ma chi si presenterà come sindaco? La risposta che spiazza rapidamente è: ma per fare cosa? L'idea che ha in testa  chi fa la domanda è quella di chi pensa che ci sia un eroe, un santo, un profeta, anche un personaggio biblico, dai poteri taumaturgici, capace come un San Fulippu di sanare ogni genere di male e guidare le masse nei momenti più difficili. L'idea è diffusa e alberga comodamente stravaccata tra inconsapevoli neuroni anche di intellettuali ma non per questo è giusta. Sa di tribale, di arcaico, di primitivo. Ce l'hanno messa in testa sin da piccoli già a scuola. Vi ricordate i sette Re di Roma, Augusto, Napoleone, Garibaldi, Mazzini e poi andando avanti nella scuola superiore, Cavour, Mussolini ecc. ecc. contava la persona, il capo, il leader. E non parliamo dei fumetti e dei cartoni animati, tutti eroi con le lodevoli eccezioni molto recenti di Paperino e dei Simpson, anti eroi per definizione.
Senza questa componente la sopravvivenza della specie umana forse non l'avremmo avuta. All'uomo delle caverne il capo serviva, era quello con più  forza, coraggio, velocità, abilità. Ti salvava la vita in tempi di aggressioni e fame, di caccia con arco e frecce, pietre, bastoni e reti primordiali. 
Per questo nelle antiche civiltà del mediterraneo il re veniva scelto con una gara di abilità. Ulisse, come racconta Omero, divenne re di Itaca perchè vinse una competizione, una gara tra carri trainati al galoppo da cavalli. E con un altra gara di abilità (con l'arco) si doveva decidere il successore di Ulisse. Esistono molti altri esempi di gare e combattimenti rituali per stabilire il nuovo re o il nuovo gran sacerdote delle antiche comunità. Sarebbe anche un archetipo già presente nella nostra mente, secondo Jung. 
A che ti serve un sindaco se non ha programmi da portare avanti e completare? Serve a tranquillizzare la tua amigdala, l'area limbica del cervello, quella che percepisce e stabilisce mi piace o è antipatico, non c'è pericolo, attento che c'è qualcosa che non va
Però il cervello è fatto anche di altre parti, la neocorteccia, per esempio. Quella che capisce i numeri e le forme geometriche, sa fare calcoli, interpretare i simboli del linguaggio, raggruppare oggetti simili, separare i dissimili. Quella che viene chiamata intelligenza e si misura con il q.i. (quoziente di intelligenza ampiamente usato nei test rispettivi anche se criticatissimo da molti).
Siamo entrambe le cose, emozionalità e razionalità, cerchiamo dunque di farle convivere pacificamente. Quindi, alla domanda chi si presenterà sindaco meglio continuare a rispondere per fare cosa? 
Se vi risponde per il bene dalla città, per cambiare la città, state tranquilli che non ha nulla in testa, vuoto pneumatico di programmi, idee e cognizioni sul tema.
Stessa cosa per la domanda: chi si candida alla Regione?




venerdì 28 aprile 2017

ma cosa è il Movimento 5 Stelle?

Extra terrestri o dei terrestri extra? Dai media non è facile capirlo. Eppure secondo i sondaggi più recenti è la prima forza politica italiana. 
A metà degli anni '90 vengono pubblicati alcuni studi sul cervello che ribaltano le conoscenze sul funzionamento della mente umana, in particolare dell'intelligenza (tra tutti Howard Gardner e Daniel Goleman). 
A partire dagli stessi anni si completano gli studi sulla teoria matematica delle reti (tra tutti Duncan J. Watts, Steven H. Strogatz). 
Il management di diverse aziende nord americane comincia ad utilizzare queste nuove conoscenze, con successo, resistendo alle plurime e cicliche crisi economiche. 
Nel frattempo comincia a svilupparsi internet in modo esponenziale ed iniziano ad osservarsi i primi grandi fenomeni di disintermediazione di massa (previsti e studiati dalla teoria delle reti, in particolare, nei cosiddetti gradi di separazione) nel campo della conoscenza, delle transazioni commerciali, bancarie e finanziarie, dell'informazione e della comunicazione. 
La scommessa di Gianroberto Casaleggio (cofondatore insieme a Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle) è questa: esportare il nuovo modello di metodologia di managing americano (già sperimentato con successo e fondato sulle nuove conoscenze scientifiche ed esperienze operative societarie e tecnologie internet) in un campo assolutamente nuovo ed estraneo, la politica. Nella sostanza si tratta più di un metodo (e di tecnologie utilizzabili) per i sistemi politici democratici che non di ideologia. 
L'intuizione, evidentemente rivoluzionaria, trova inizialmente nel blog di Grillo il primo strumento tecnologico sul quale sperimentare la nuova metodologia. Funziona. Il blog di Grillo raggiunge in breve la vetta della classifica dei blog più seguiti del mondo e si moltiplicano in Italia i gruppi chiamati Meetup (cluster nella teoria delle reti) che sono coinvolti nel progetto. 
Inizialmente i Meetup sono gruppi locali che propongono progetti in diverse materie amministrative alle istituzioni comunali. Le istituzioni però sono sorde. Si provano anche iniziative verso il Parlamento. Le istituzione sono ancora più sorde. Ed è a quel punto che nasce il Movimento 5 Stelle, nasce dal fallimento del tentativo di "influenzare" le decisioni istituzionali. Si autodetermina in forza politica. Una forza politica che si presenterà quindi alle elezioni politiche ed amministrative, secondo le nuove metodologie proprie.
Queste, in sintesi, le basi del Movimento 5 Stelle. Chi non conosce tutto questo ha enormi difficoltà a comprendere cosa sia. Tanto se lo osservi dal di fuori attraverso media impreparati a spiegare (o interessati a screditarlo) quanto per chi simpatizza o antipatizza " a pelle", quanto per chi lo ha scambiato per un cavallo di Troia per uso personale o di gruppo. 
In cosa consiste questo metodo? Ridurre il più possibile i "gradi di separazione" tra cittadini ed istituzioni, eliminando ogni intermediazione. Come? I decisori (le istituzioni e i partiti) vengono visti come i terminali di una rete, collegati con un'ampia rete di comunicazione, con una rete di competenze e una rete di fiducia (vedi per le definizioni in particolare gli studi di D. Goleman). Per questa ragione non si troveranno nel Movimento segretari di partito, dirigenti nazionali, territoriali e locali, né correnti, né cordate pro o contro qualcuno, né congressi. Quando queste "funzioni" venissero scoperte verrebbero smantellate (regolamento del Movimento) o si smantellerebbero da sole. 
L'evoluzione del Movimento ha portato alla creazione di un nuovo strumento e prassi di codecisione democratica, Rousseau, la piattaforma internet che permette agli iscritti di proporre leggi, di valutarle con l'aiuto di competenze esterne al Movimento e infine di votarle per poi diventare se approvate dagli iscritti una proposta di legge presentata dai gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Stessa cosa per le proposte di legge di iniziativa dei Parlamentari: gli iscritti le valutano, propongono emendamenti, modifiche e le votano. Stessa cosa per i programmi di politica nazionale e per le candidature.




lunedì 3 aprile 2017

trispi tavuluni e lapa

I muratori finivano il lavoro ed arrivava il momento di fare i conti. Tanto per sabbia, tanto per cemento, tanto per blocchi, tanto per il lavoro, totale 500 Euro. Più trispi, tavuluni e lapa, 100 euro, totale 600.
Fino a 500 tutto chiaro, perché stava nel preventivo fatto e giurato sui 450. Ma insomma chi caspitina ci vuoi fare se un sacco di cemento era aumentato di prezzo, ed erano occorsi una decina di blocchi in più? Cose normali che succedono, 450 o 500 siamo lì.
Però nel preventivo del mastro di trispi (cavalletti) di tavuluni (assi in legno per ponteggi) e lapa (motoveicolo a 3 ruote, Ape) non c'era traccia, neanche a parole era fatto cenno e solo i più avveduti e pratici della materia ne erano a conoscenza, tu no.
E quindi pagavi 600 perchè il mastro ti spiegava che era la prassi, l'uso.
Ora 'sta faccenda delle bollette della spazzatura a Piazza Armerina somiglia tanto ai trispi-tavuluni-lapa. Perché il costo del servizio raccolta rifiuti è una cosa, ma le bollette richieste ai Piazzesi dal Mastro Comune un'altra. 
Infatti il servizio costa 2.750.000 Euro all'anno però il Comune stacca bollette per 3.800.000, con una differenza in più di 1.050.000. 
Ci vogliamo mettere qualche blocco e sacco di cemento imprevisto? E mettiamocelo. Facciamo che il costo del servizio sia 3.450.000 Euro. 
Allora, ricapitolando, con calma:
3.800.000 (la richiesta) - 3.450.000 (il costo) = Superchiano 350.000 Euro all'anno.
'Sta storia va avanti dal 2014, da quando u mastru Comuni nel fare il preventivo disse che ci volevano più di 4.300.000 Euro per il 2014.
A cunti fatti superchiano dal 2014 ad ora la bellezza di 1.906.419,03 Euro. 
Ma a che serve tutto questo superchio?
Serve per trispi, tavuluni e lapa.
Segue comunicato 5 stelle

martedì 21 marzo 2017

i conti della serva

Nel triennio 2014, 2015 e 2016, il Comune di Piazza Armerina ha mandato bollette ai contribuenti per il servizio raccolta rifiuti per euro 
4.306.419,03 Euro, nel 2014 + 
3.800.000,00 Euro, nel 2015 + 
3.800.000,00 Euro, nel 2016 =
11.906.419,03 Euro in totale

Invece il costo del servizio raccolta rifiuti a Piazza Armerina (nel 2013, 2014, 2015 e 2016) è stato intorno a 3.450.000 euro l'anno. Quindi arrotondando ed abbondando per eccesso 3.450.000 x 310.350.000 per il triennio 2014, 2015, 2016 


La legge prevede che la tassa è costituita dal solo costo del servizio e che va suddiviso tra i contribuenti in ragione dei metri quadrati dei locali, e del numero dei suoi occupanti, della tipologia di attività economica.
Quindi, c'è un sovraccosto di: 
11.906.419,03 (bollette da pagare nel 2014 + 2015 + 2016)                     -
10.350.000,00 (costo del servizio raccolta rifiuti nel 2014 + 2015 + 2016) =
  1.556.419.03 Euro che non rientrano nel costo del servizio di raccolta rifiuti.
Se l'insieme delle bollette è maggiorato ingiustamente,  allora ogni bolletta è maggiorata ingiustamente. Questa maggiorazione che non è prevista dalla legge è del 15% su ogni bolletta

Il servizio raccolta rifiuti a Piazza Armerina costa ad ogni contribuente il 15% in più.
Se la riscossione coattiva verrà attivata, dunque saranno letteralmente confiscati ai cittadini proprietà e denaro.
A questa conclusione si è giunti nel Meetup Grilli Armerini (Movimento 5 Stelle di Piazza Armerina) dopo lo studio di atti e dati pubblici riportati integralmente in un documento di 480 pagine (1). Per consultarlo  questo è il link: Dossier rifiuti Piazza Armerina. Consigliabile aprire il documento dal PC se non si dispone di un cellulare capace di scaricare 27,6 MB.







(1) Si riporta la parte iniziale del documento

DOSSIER RIFIUTI PIAZZA ARMERINA
Come si calcolano le bollette delle spazzatura e come si riscuotono.
Documenti raccolti dal Movimento 5 Stelle di Piazza Armerina per
spiegare ai cittadini perché l’amministrazione comunale vuole
“privatizzare” la riscossione dei tributi.
Incontro tenutosi in data 18 marzo 2017 presso l’Hotel Villa Romana

2
La gestione dei rifiuti è un problema enorme che affligge cittadini ed
istituzioni. In Sicilia la questione è particolarmente allarmante per il
fallimento del sistema degli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali).
Piazza Armerina, nel 2014, ha abbandonato Enna ed è passata a
Caltanissetta iniziando l’avventura della differenziata con la gestione del
servizio alla società Tekra srl.
L’amministrazione comunale riscontra difficoltà negli incassi delle bollette
ed ha già deciso di affidare il servizio di riscossione ad un privato il quale,
naturalmente, penserà solo ad incassare, anche pignorando le case, e
senza considerare la condizione sociale ed economica del cittadino.
Il Movimento 5 Stelle non è d’accordo e ritiene la scelta scellerata ed
inopportuna.
Il Sindaco ed i suoi funzionari sostengono che è una scelta obbligata in
quanto il 50% dei piazzesi non paga questa tassa e che la riscossione
affidata ad Equitalia non ha dato risultati.
Prima bugia. Il servizio non è mai stato affidato ad Equitalia (Riscossione
Sicilia) e nessuno ha mai ricevuto una cartella di spazzatura dall’esattore
perché il Comune ha cercato di riscuotere direttamente il dovuto.
Comunque è la terza volta che provano a dare il servizio all’esterno. Ci
avevano tentato anche senza le difficoltà finanziarie di cui parlano oggi.
La prima volta, Delibera G.C. del 05/11/2013, n. 194, lo hanno dato ad
una società di Catania, Studi e Servizi alle Imprese S.r.l., senza nessuna
gara e ci furono proteste.
La seconda volta, Delibera G.C. del 21/04/2015, n. 65, hanno aderito ad
un accordo con altri comuni del messinese che stranamente utilizzavano
la società prima menzionata per riscuotere i tributi!

3
La terza volta, Delibera G.C. del 08/03/2017, n. 40, sempre senza passare
dal Consiglio Comunale, hanno dato mandato al responsabile del servizio
di fare una gara.
Come si dice: non c’è due senza tre ed il quattro viene da se!
Seconda bugia. Non è vero che il 50% dei piazzesi non paga la tassa. Se si
confrontano gli incassi coi pagamenti reali il sistema è coperto al 76%.
Se si confrontano le bollette emesse con gli incassi le cifre calano di
molto, ma siamo sicuri che le bollette emesse sono giuste?

Fonte SIOPE
Anno Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani
- TARES riscosse mediante ruoli +
Tassa smaltimento rifiuti solidiurbani
- TARES riscosse attraverso altre
forme + TARI riscossa mediante ruoli
+ TARI riscossa attraverso altre
forme
Contratti di servizio per smaltimento
rifiuti
2013 2.633.412,99                                                                                                                3.505.544,69
2014 2.097.211,29                                                                                                                3.032.465,32
2015 2.928.300,25                                                                                                                3.475.815,98
2016 2.676.059,69                                                                                                                3.599.111,53

Totale Piazza 10.334.984,22                                                                                             13.612.937,52
                                                         Tasso di copertura 76%
I dati sono pubblici e si possono ricavare dalle informazioni della Banca
d’Italia al sito internet www.siope.it (a proposito, il Sindaco afferma che il
Siope non è attendibile, ma dimentica che ogni volta che presenta il
rendiconto al Consiglio comunale allega proprio queste informazioni).
Noi riteniamo che i piazzesi, che sicuramente devono pagare le tasse, non
si meritano una tribolazione perché stanno tenendo in piedi il Comune
pagando il massimo delle tasse possibili con le leggi attuali. Semmai,
pretendono dei risparmi di spesa ed una maggiore pulizia della città.

4
Addirittura proprio per la spazzatura, Delibera G.C. del 07/06/2011, n.
130, negli anni 2011 e 2012, hanno pagato il doppio dell’addizionale
sull’energia elettrica. Poi la tassa è stata abolita, ma la Regione manda i
soldi per compensare il vuoto. Ci chiediamo se tali soldi sono usati per la
spazzatura o per altro! Se è cosi non si finirà mai di pagare le tasse su case
ormai vuote e tutte in vendita.
A quanto ammonta questa tassa e come si calcola il dovuto?
La legge dice che il costo del servizio rifiuti deve essere coperto
integralmente, cioè la tassa che pagano i cittadini deve essere in grado di
coprire tutte le spese.
La tassa, per le famiglie, è proporzionata ai mq dell’abitazione ed al
numero dei componenti che vi abitano; per le imprese, invece, dipende
dal tipo di attività e dai coefficienti medi di rifiuti prodotti (carrozzieri,
pasticceri, fornai, alberghi, ecc.).
Il calcolo è un po’ complicato, ma non è difficile!
Il primo passaggio è quello di sapere che tipo di servizio vuoi. Anche noi
quando chiamiamo qualcuno per fare le pulizie paghiamo ad ore e a
seconda del lavoro che si svolge. Lo stesso è la spazzatura, se vuoi che la
raccolta avvenga ogni tre ore basta pagare!
La comunità potrebbe anche decidere di raccogliere una volta a settimana
e tenersi la spazzatura a casa e risparmiare, per questo il costo del
servizio non è fisso, ma varia ogni anno a seconda di quello che vuoi fare.
Allo stato attuale noi abbiamo un contratto con la Tekra Srl, Delibera G.C.
del 12/12/2014, n. 231, che prevede i seguenti servizi ai costi indicati:

5
Riepilogo dei costi e dei servizi resi dalla Tekra Srl

Il contratto è stato sottoscritto in data 3 novembre 2014 e fu fatto per 6
mesi, poi è stato prorogato, ma il costo per anno è, includendo l’Iva e
arrotontando per eccesso, di circa 2.800.000,00 di cui, nota curiosa,
46.200,00 euro circa, per sacchetti di plastica e 60.000.00 euro circa, per
extra costo a causa della inadeguatezza del C.C.R., cioè del Centro
Comunale di Raccolta della Bellia.

6
A queste spese bisogna aggiungere le altre che non vanno all’impresa,
ma che dipendono dalle tasse di conferimento in discarica, dai trasporti
non inclusi nell’appalto, dagli investimenti ed altro che il Comune
vuole realizzare. Tali costi sembrano girare intorno a 500.000,00 mila
euro l’anno (valore stimato) e dunque il totale del costo del servizio da
ripartire tra gli utenti appare realistico ed abbondante intorno ad
euro 3.450.000,00 per anno.
Nel triennio dal 2014 al 2016, il Comune ha mandato bollette per euro
11.906.419,03 (4.306.419,03 nel 2014 + 3.800.000,00 nel 2015 +
3.800.000,00 nel 2016) e ci sembra che circolano più bollette che soldi!
Se le bollette sono quasi 12 milioni euro e ci togliamo le spese di
10.350.000,00 euro (3.450.000 x 3) avanza almeno un milione e mezzo
che dovrebbero essere pagati senza capire il perché.
Il Comune in verità ha avuto un solo documento che descrivesse il costo
del servizio da ripartire tra i cittadini, parliamo del piano economico
e finanziario redatto da EnnaEuno Spa (Delibera C.C. del
30/09/2014, n. 77). Il documento è stato ritenuto inattendibile dal
responsabile del servizio di allora e, a memoria d’uomo, mai sono stati
pagati in questa città 4.306.419,03 di spazzatura!
Quel piano fasullo ha condizionato anche gli anni a venire e ci è stato
fatto credere che i costi diminuivano per via della differenziata, cosi
siamo passati da un piano di oltre 4 milioni ad un piano di 3 milioni e otto.
In verità nessuno ha mai fatto un piano serio ed attendibile perché il
gestore, che dovrebbe farlo per legge, non lo ha mai predisposto e forse
non ha interesse a farlo. Il Comune ha dovuto sostituirsi al gestore ed ha
inserito numeri che non si capiscono.
Com’è possibile che il piano del 2015, Delibera G.C. del 27/07/2015, n.
116, di euro 4 milioni e rotti, è stato bocciato con delibera del C.C. del
29/07/2015, n.49, e poi approvato, Delibera C.C. del 30/09/2015, n. 55,

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per 3.800.000,00? Ma se è stato approvato per 3 milioni e 800 mila
perché le entrate sono registrate per 4 milioni e rotti1?
Noi attivisti del Movimento del 5 Stelle diciamo che prima di giudicare il
debitore, cioè il cittadino piazzese, bisogna che il creditore si passi la
mano sulla coscienza e metta le dita sulla calcolatrice. Facciamo i conti
insieme alla città, chiari e trasparenti, e poi pensiamo a riscuotere.
Inutile dire che la Corte dei Conti ci sta col “morso sulla nuca” e bisogna
incassare. Incassare cosa? Soldi che non spettano? Qual'è stato il risultato
di tutta l'attività di cui il Sindaco scrive nella Relazione del 24.3.2015?
Non si può dire sono tutti evasori quando 2 x 2 fa 5!
Nel corso dell’incontro è stato anche detto che il piano è oneroso perché
il Comune si sta caricando il C.C.R per evitare di pagare “l’ecotassa” di
5.000,00 euro al mese!
In realtà stiamo pagando un extra costo di 60 mila euro l’anno perché
manca il C.C.R. Comunque, per la cronaca, stiamo anche pagando 46
mila euro di sacchetti l’anno!
Togliamo i sacchetti che sembrano veramente inutili e l’extra costo
si riduce a 14.000,00 euro l’anno. In questo modo con 140.000,00
euro riusciremo a pagare 10 anni di extra costo e non “caricheremo”
sui cittadini, 646.000,47 di euro per il rifacimento del Centro, Delibera
G.C. del 29/12/2016, n. 233. Inoltre, non si capisce perché l’opera in un
primo momento costava 150.000,00 euro, poi 200.000,00, ed infine più
di tre volte tanto!
Se proprio non se ne può fare a meno, facciamolo nuovo con 189.415,61
euro come fa il comune di Castellaneta che ha 17.216 abitanti2, oppure
1http://finanzalocale.interno.it/apps/floc.php/certificati/index/codice_ente/5190280140/cod/4/anno/2015/md/0/co
d_modello/CCOU/tipo_modello/U/cod_quadro/02
2 http://castellaneta.gov.it/bandi-di-gara/item/6574-lavori-di-realizzazione-del-centro-comunale-di-raccoltadifferenziata-
rifiuti-c-c-r

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con 148.153,15 euro come fa il comune di Alezio 3, in provincia di Lecce,
che di abitanti ne ha 5.722, oppure, se proprio ci vogliamo allargare, ne
spendiamo 271.000,00 come fa il comune di Fasano 4, che di abitanti ne
ha 39.780.
L’operazione C.C.R. è importante, ma non giustifica il ricorso all’esattore
e tutta la premura della Delibera G.C. del 29/12/2016, n. 233, visto che
quanto dichiarato nel documento non corrisponde con gli altri atti del
Comune. O le carte sono inutili ed allora scriviamo quello che vogliamo,
o le carte servono a qualcosa e le scriviamo secondo le regole. Le regole
se valgono, valgono per tutti: cittadini ed Istituzioni.
Infatti, non si comprende perché si possono impegnare più di 300.000,00
euro nell’anno 2016 per il C.C.R., quando il piano triennale delle opere
pubbliche, approvato con Delibera del C.C. del 28/04/2016, n. 39,
prevede per l’opera, n. 96 dell’elenco, solo 200.000,00 euro e solo per
l’anno 2016. Come è possibile che altri 376.000,00 euro sono impegnati
nell’anno 2017 quando ancora, sia il piano triennale, sia il bilancio
devono essere approvati e nei documenti precedenti non c’è traccia
di queste spese?
Insomma, abbiamo qualche perplessità e sarebbe giusto che tutto venisse
spiegato alla città in modo chiaro e trasparente. Solo questo può
attribuire autorevolezza e consentire di parlare nel nome del pubblico
interesse.
Piazza Armerina 21 marzo 2015
3 http://www.comune.alezio.le.it/documenti/atti/bandi-gara/01_Bando_lavori_CCR.pdf
4
https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjYibrE4OPSAh
WG1xQKHQ4PCFcQFggaMAA&url=http%3A%2F%2Ffasano.etrasparenza.it%2Fmoduli%2FdownloadFile.php%3Ffile%3
Doggetto_gare_atti%2F132831132052O__OBando%2Bdi%2Bgara%2BCCR.pdf&usg=AFQjCNHBGpkwJb7gxXJ2QUBJsXWg0gQDw&
sig2=YAXtY8wK2EpzZqcklWo8dQ&bvm=bv.149760088,d.bGs


lunedì 13 marzo 2017

Occasioni sprecate ci siamo giocati 2 Ferrari

Da Gennaio a Febbraio 2017 il Comune di Piazza Armerina ha speso per telefonare 10.190 Euro. Si tratta di bollette riferite al traffico telefonico di mesi immediatamente precedenti. 
In tutto il 2016 il Nobile Comune ha pagato per telefonare 131.704,35 e ad ogni cittadino Armerino gli è costato quasi 6 euro. Da Luglio 2013 a Dicembre 2016 l' Amministrazione ha speso quasi 355.000 Euro per telefonare. Ma con la stessa spesa e un piccolo sforzo di altri 24 mila Euro potevamo comprare DUE FERRARI "California". 
Ad Aprile 2017 avremmo potuto farcela, senza sforzi.

mercoledì 1 marzo 2017

quest'acqua qua (cit.)

Le partite pregresse sarebbero state sospese per 6 mesi. Sospese vuol dire che ci sono ancora, non sono state eliminate. Cosa sono? Il gestore negli anni non ha incassato abbastanza per pareggiare i costi che ha sostenuto ( per stipendi, energia elettrica, carburante per i mezzi, rimborso oneri depurazione, ecc. ecc.). In pratica il gestore (AcquaEnna) ha delle perdite, come la rete idrica, e le recupera sulle bollette sotto la voce partite pregresse
Le partite pregresse "sarebbero" state sospese perchè non è detto che il gestore accetti la decisione della maggioranza dei Sindaci.(1) Può darsi di si e può darsi di no. E' un film che vedremo sulle prossime bollette e nelle aule dei Tribunali. 
La decisione è stata preceduta da anni di proteste sia contro il gestore sia contro l'inerzia dei Sindaci. Tra queste una manifestazione con corteo per le vie della Città di Piazza Armerina, azioni legali da parte di associazioni di consumatori, cittadini, diffide di un paio di Sindaci, formazione di comitati cittadini. Acqua bollente da tempo insomma.
Se AcquaEnna non accettasse la decisione altro non sarebbe che uno schiaffone rumoroso e umiliante a quei Sindaci che hanno votato per la sospensione semestrale, un marchio a fuoco di perdita di credibilità proprio sotto elezioni regionali. 
Accettandola, invece, avrebbe una ulteriore perdita degli incassi previsti per questo 2017. Ora, da voci ricorrenti, tutte da verificare, sembrerebbe che AcquaEnna non navighi in buone acque. Se fosse così difficilmente permetterà di far togliere altra acqua alla papera che già non galleggia. Se non si trova una soluzione resterebbe, sul tavolo delle possibilità, l'apertura con banda musicale del portone del Palazzo di Giustizia, con tappeti di carte bollate scritte con inchiostro di bile. Un contenzioso che potrebbe avere durata ventennale, ammesso che i Sindaci ne abbiano davvero voglia.
Siamo con l'acqua alla gola perchè le leggi nazionali e regionali hanno inventato e praticato un liberismo all'amatriciana ( o alla carbonara ...) secondo il quale il gestore privato non può perdere soldi quando fa un servizio pubblico di rilevanza economica, neppure quando le perdite siano state causate (come nel nostro caso) da previsioni totalmente sbagliate approvate dai 20 Sindaci e dal Presidente della Provincia il 30 Settembre del 2002. Approvazione mai rivista in seguito, da nessuno.
Anche i taxi sono un servizio pubblico. Che facciamo vogliamo pagare i debiti dei conducenti di taxi, dei trasporti ferroviari, delle linee di autobus urbani ed extra-urbani? Un sistema voluto e protetto dalla classe politica italiana che negli ultimi 20 anni, da destra a sinistra passando per il centro, ha occupato militarmente l'Italia. In alcuni casi ha messo il pecorino sull'amatriciana, in altri il gorgonzola e in altri la marmellata di prugne (fortemente lassativa). Il problema dunque è "alla testa dell'acqua", a monte, nella politica.






(1) I 20 Sindaci che fanno parte dell'ATI, Ambito Territoriale Idrico, della ex Provincia di Enna.

sabato 11 febbraio 2017

triste lettera del Sig. Di Pagina

Abito nei piani inferiori di palazzo Testo. Talvolta presto servizio negli scantinati del palazzo, nell'ala riservata alle Note. La mia è una vita infame. Tutti coloro che visitano il palazzo non mi vedono quasi mai. 
Eppure sono io quello che ha le informazioni importanti. 
Chi vi dice "offerta valida sino al ..."? Io. E voi che fate? Telefonate il giorno dopo la scadenza e fate la figura che vi meritate. 
Chi vi dice chi è l'autore del testo? Io. Vi sembra poco? Allora confrontate queste due frasi:
1) ["avrei voluto fare il ginecologo"],

2) ["avrei voluto fare il ginecologo"
   (f.to il mostro di Firenze)].
Cambia tutto, no? 
E quando vedete una bella frase che parla di politica? E vi piace molto? E' scritta bene assai. Se poi non andate a guardare, giù in basso, chi l'ha scritta, resterete solo affascinati, irretiti. Ma se leggeste anche sotto, sino alla fine, sino alla firma, magari vi accorgereste che è uno che ha messo nei guai una comunità quando ricopriva una carica pubblica.
E nei contratti, dove trovate le trappole? In fondo al testo, spesso scritte piccole piccole.
Sono io che do luce al palazzo Testo permettendovi di orientarvi, di capire. La quasi totalità delle persone non arriva a leggere sino in fondo, spesso salta pure le note segnalate dal mio collega Sig. Aster Isco per non perdere tempo. E questo lo dicono gli studiosi di comunicazione. 
Persino nei dieci Comandamenti ricordate bene "non rubare" e "non uccidere" e ricordate poco l'ultimo. 
Mi capita per ragioni di lavoro di prestare servizio anche qualche piano più su. Ma mi trafiggono con due trattini ai fianchi o mi mettono come ganasce due virgole o mi imballano con due parentesi. Io lì non mi trovo a mio agio. Appesantisco la lettura, me ne rendo conto. Non è il mio vero mestiere. 
I social mi hanno praticamente licenziato. Quei testi brevissimi di una dozzina di parole non hanno più bisogno di me. 
La persona che odio di più è il Sig. Titolo. Quello lo guardano tutti. E' infido, ingannevole. Vi indica un contenuto che spesso non troverete. Eppure tutti sono attratti da lui. 
Sono depresso, sto giù... diciamo. Sono andato dallo psichiatra, gli ho raccontato dei miei sogni ricorrenti. Mi guardo allo specchio e mi vedo riflesso da solo ed ho un senso di angoscia. Da solo allo specchio io mi vedo come il mio peggior nemico, il Sig. Titolo. Lo psichiatra mi ha spiegato che così come un testo non ha luce senza me, io senza un testo non sono nemmeno un titolo. E me lo ha detto pensando di risollevarmi, credeva lui.
Con deferenza.
Piè Di Pagina.

domenica 8 gennaio 2017

il pianto greco a Piazza Armerina

Da molti mesi l'allarme era stato dato, il Comune di Piazza Armerina va verso il fallimento. Allarme ignorato. Come già nel 2013 erano stati ignorati gli all'erta provenienti dagli stessi uffici comunali. All' erta e allarmi talmente  i g n o r a t i  che l' Amministrazione Armerina preferisce attribuire la colpa del dissesto al decreto di estinzione dell' IPAB (1) che ha prodotto il trasferimento di tutto il patrimonio dell' IPAB al Comune di Piazza Armerina. 
Si tratta di un patrimonio fatto di debiti per milioni di Euro, di 9 dipendenti di ruolo da assumere al Comune e dal valore degli edifici e terreni dell' IPAB. 
Il Sindaco in tutto questo ci ha visto un complotto nei suoi confronti. Ha reagito proclamando la mobilitazione popolare per resistere. Ed ha avvertito i concittadini Piazzesi delle nefaste conseguenze: tasse al massimo (ma lo sono già, evidentemente non gliel'hanno detto) e impossibilità di fare il Palio dei Normanni. Tragedia, questa si. Si può fare a meno di servizi ma non del Palio, ci mancherebbe!
Però se si guardano i numeri resi pubblici si nota che non è stata fornita alcuna stima del valore di mercato degli edifici e terreni mentre invece sono state incluse e considerate le somme per il ripristino della destinazione d'uso del complesso dei Teatini (oltre 7 milioni) che non sono affatto necessarie e improcrastinabili (come invece lo sono i 900.000 Euro per la sua messa in sicurezza). Quindi non sappiamo quanto varrebbero gli edifici ed i terreni in caso di vendita ed il valore del patrimonio al netto dei debiti. Sappiamo pure che terreni ed edifici sono pignorati e questo significa che almeno la gran parte dei creditori (quasi tutti dipendenti dell' IPAB) è in tutto o in parte garantita. Quindi a ben guardare tutta questa tragedia greca non c'è.
Però il pianto greco serve. Fa dimenticare precise responsabilità politico-amministrative e burocratiche. Responsabilità già ben delineate nel documento dei 5 Stelle  di denuncia al bilancio 2015 che fu approvato con la compiacenza e la connivenza delle opposizioni, nel silenzio tombale di organi di controllo e degli uffici proponenti. 
Di queste ore un altro comunicato dei 5 Stelle con il quale si evidenzia invece la possibilità tecnica per il Comune di Piazza Armerina di non fallire. Un invito a chi deve prendere decisioni importanti a mantenere la calma.
(1) Decreto preceduto da un parere della Corte dei Conti richiesto dalla Regione Siciliana

mercoledì 7 dicembre 2016

mal di pancia

Sostengono molti renziani che la maggior parte degli italiani avrebbe votato al referendum senza interessarsi ai temi della riforma e senza capire. Un modo per dire che la maggior parte degli italiani sono sicuramente dei decerebrati. 
Le cose non stanno così.
L'interesse per il calcio è una delle cose più popolari e "italiane" che si possano immaginare. Questi sproloquianti signori dovrebbero essere informati del fatto che l'interesse per il referendum del 4 Dicembre è stato tale da superare persino l'interesse per il calcio. Cosa mai accaduta negli ultimi 12 anni.
In tutto questo la pancia però c'entra. Infatti, secondo le più recenti ricerche neuroscientifiche e psicologiche, un forte stato emotivo, come un lutto o uno spavento, possono essere somatizzati e provocare ad esempio anche forti mal di pancia. Non solo, persino il sistema immunitario ne risente. Macrofagi e linfociti (che si è scoperto possiedano strutture simili a sinapsi) sono in grado di rilevare  la presenza di adrenalina, noradrenalina, cortisolo, prolattina ecc. in circolo e di ridurre la loro efficienza. Pensate alla salute.



giovedì 1 dicembre 2016

i perchè del referendum

La "rete" è frequentata praticamente da tutti, non è più una parte della popolazione, è la popolazione stessa. Per sapere a cosa si interessa e fa basta usare lo stesso web. Lavorandoci bene su si possono ottenere informazioni importanti in tutti i campi, dall'economia alla politica, e altro. Per sapere come stessero andando le cose alle elezioni europee del 2014 era sufficiente osservare il web. Dall'osservazione attenta a non commettere errori grossolani si potevano trarre delle conclusioni e prevedere risultati. I sondaggi non hanno la stessa precisione dell'osservazione dei dati. Infatti i sondaggi delle europee furono totalmente sbagliati. Come sbagliati sono state le previsioni sulle recenti elezioni americane, dell'esito del referendum Britannico. Perché una cosa è chiedere ad un campione di qualche migliaio di persone che intenzioni hanno, altra cosa è vedere che stanno facendo decine di milioni di persone, di cosa si interessano in concreto. Quindi vietare i sondaggi a 15 giorni dalle elezioni pare ragionevole, perchè sono del tutto inutili. dovrebbero essere vietati sempre per abuso della credulità popolare. Per aggirare il divieto di pubblicare sondaggi sono stati confezionati sondaggi clandestini nei quali sono state alterate le parole. "Conclave" sta al posto di "referendum", "San Simplicio" al posto del SI e "San Norberto" al posto del NO. Ma anche questi sondaggi clandestini sono fasulli perchè fondati su interviste ad un campione di persone. L'osservazione del web, invece, non è un sondaggio. Non si chiede niente a nessuno e non lo si influenza con una domanda più o meno tendenziosa. E allora mi sono cimentato in una analisi del web sul referendum travestendola da sondaggio clandestino, inventando SImpson per il SI e paperiNO per il NO, lasciando inalterato il terzo elemento di ricerca "perchè referendum". In realtà ho cercato l'andamento di interesse per 1) io voto si, 2) io voto no, 3) perchè referendum", cioè in che misura gli utenti del web hanno scritto da sè le tre espressioni sul motore di ricerca Google, il più usato al mondo. Le prime due frasi rappresentano le persone già decise, orientate. L'ultima chi ancora ha dei dubbi o è alla ricerca di informazioni (è associata nella ricerca degli utenti a perchè votare si, perché votare no, testo referendum, testo riforma e simili). La ricerca comprende anche il referendum dell'aprile 2016 sulle trivelle. La differenza è che al 30 Novembre 2016 le persone orientate per il NO superano gli indecisi e sono tra il doppio e il triplo delle persone orientate per il SI. La massa minore di indecisi e di coloro che stanno cercando informazioni non ha precedenti né per le elezioni europee del 2014, né per il referendum dell'Aprile 2016. Altra connotazione è che la ricerca degli utenti per fallimento banche, aumento pensioni, di questi ultimi giorni ( che ha superato come interesse le tre frasi) non ha modificato il trend, il NO rimane sempre tra il doppio ed il triplo dei SI. Il che dovrebbe significare che la campagna per il SI non sta funzionando per niente e che ha smesso di funzionare da quando è cominciata. 
Sembrerebbe dunque che i 400.000 Euro dati dal PD a Jim Messina (il Guru della comunicazione, scelto in precedenza da Obama e da Camerun ...) non abbiano fruttato granché, come neppure i forse 3-4 milioni di Euro spesi dal PD per la campagna referendaria fatta prevalentemente su giornali e TV con una quantità mostruosa di balle. 
Essendo il web un oggetto nuovo, non esistono ancora metodologie scientificamente validate, quindi non è detto che quanto oggi è prevedibile domani sarà ciò che accadrà. Tutto può accadere nelle ultime 48 ore prima del voto, si tratta solo di probabilità, e non è nota né prevedibile la massa di persone che si informerà nei prossimi giorni, né la quantità di informazioni che cercherà.


martedì 22 novembre 2016

città della legalità, seconda puntata

Qui non scherzano, azzannano. L'esercito di baciapile e portatori di bara in processioni che si scandalizza per presumibili firme false altrove non si accorge dei lupi mannari sotto il culo. 
Nel solo primo semestre del 2016 il Comune di Piazza Armerina ha speso 178.123 Euro tra parcelle avvocati, oneri per cause perse e transazioni legali. In tre anni ammontano a oltre 462 mila Euro. La truppa dei baciapile era quella che alle amministrative del 2013 doveva opporsi alla spendacciona, arrogante e opaca amministrazione precedente, dante mortis causa di un potenziale buco di bilancio di un milione di Euro. 
E invece hanno avuto il coraggio di accettare in silenzio compiaciuto e complice la nomina di esponenti politici o loro congiunti in organi di controllo dell' Amministrazione
E capirai, che controlleranno mai? il loro gettone, forse. 
Hanno avuto il coraggio di tacere di fronte ad incarichi professionali per esponenti politici della loro maggioranza, senza contare amici e sodali, rigorosamente senza evidenza pubblica. 
La torma di scarti di sacrestia andava da destra a sinistra, passando dal centro, in tuta mimetica per non farsi riconoscere. Un'orda il cui orrido lezzo non è stato sentito dalla opposizione che ha permesso l'approvazione del bilancio 2015- uscendo dall'aula- e ha approvato il bilancio 2016 con il lifting, non accorgendosi delle macroscopiche mirabolanti previsioni. Come mai?
Che c'è di male? Sei senza soldi, non riparerai strade, non potrai sostenere servizi, manifestazioni, iniziative, ma il bilancio è bello, gonfiato come labbra al silicone, sensuale e allusivo, fotoshoppato come certe foto su Facebook. 

giovedì 17 novembre 2016

Piazza Armerina crisi finanziaria all'orizzonte?

La linea rossa dice che i soldi che incassa il Comune di Piazza Armerina sono sempre di meno. Sono i soldi delle tasse locali pagate dai cittadini e quelli che lo Stato e la Regione Siciliana inviano al Comune (trasferimenti). Nel secondo semestre 2013 (periodo di insediamento della Amministrazione Miroddi) in totale erano circa 8 milioni e mezzo, nel primo semestre del 2016 si sono ridotti a 4 milioni e mezzo. Per far fronte alla mancanza di soldi il Comune fa ricorso in maniera regolare e crescente dal primo semestre 2015 alla Banca che fa da Tesoriere e nel primo semestre del 2016 ha ricevuto anticipazioni di cassa ( prestiti) per quasi 1 milione e 800 mila Euro. Il dato di metà Novembre è parziale e vedremo nel mese di Dicembre quanto effettivamente entrerà in cassa. Senza l'indebitamento bancario il Comune sarebbe già stato in crisi finanziaria evidente, con incapacità di pagare stipendi, fornitori, servizi ecc. ecc.
Il Comune riesce ancora a cavarsela oltre che con le anticipazioni della Banca anche con altre entrate/uscite di giro che usa come bancomat, ma è ormai evidente che la distanza tra entrate ed uscite si riduce sempre di più e si tratta delle voci di spesa principali come gli stipendi del personale e del contratto di smaltimento rifiuti come mostra il secondo grafico (linea blu). 
Potrebbe arrivare il momento nel quale la banca chiude i rubinetti e gli stipendi o lo smaltimento rifiuti non potrebbero puntualmente essere pagati. Uno scenario che sembrava esagerato, appena lambito qualche mese fa, adesso è davanti a noi. 
Chi non lo vede mente. Difficile non fare commenti. La situazione è stata ampiamente denunciata da esperti (veri) già da molto tempo. 
Chi ha approvato gli ultimi bilanci ed il Giornalino di Gian Burrasca queste cose le sa ma non ne parla. Con chi prendersela?  La povertà dilagante in città? La marmellata politica al consiglio comunale con l'opposizione (che è maggioranza) che approva i bilanci e la minoranza (che non è all'opposizione) che si iscrive all'opposizione? Esiste ancora un margine per correggere la tendenza ed evitare la crisi finanziaria? Esiste una maggioranza politica che vuole affrontare il problema e magari tentare di risolverlo o contenerlo? 
Cosa ci verrete a raccontare, che ci sono stati degli incapaci ad amministrare? E i bilanci chi li ha fatti passare, il Vescovo? Ormai tutti sulla stessa barca, il traghettatore si chiama Caronte.

mercoledì 2 novembre 2016

olio di ricino DOPD

Lo chiamano riformismo, chi se ne frega se non è perfetto, è un passo avanti. Uno slogan suggestivo, ma perfettamente vuoto. La riforma costituzionale non è riformismo ma accentramento di poteri nelle mani del Governo, a scapito di Corte Costituzionale, Parlamento, Cittadini. Questo senza considerare la legge elettorale a cui è abbinata (Italicum) che è molto peggio della legge Acerbo, quella legge che permise al Fascismo di prendersi le istituzioni italiane prevedendo un premio di maggioranza alla lista più votata qualora avesse ottenuto almeno il 25% dei voti degli elettori, ed ancora peggiore della legge truffa del 1953 che prevedeva un premio di maggioranza alla lista o alla coalizione di liste che avesse ottenuto almeno un voto in più della metà dei voti validi. Ma lasciamo perdere l' Italicum e vediamo l'altro pacco.
Primo bicchiere di olio di ricino: il Governo, se passa la riforma, può stabilire una corsia preferenziale per le sue proposte di legge. Attualmente, di fatto, l'80% delle leggi approvate dal Parlamento è di iniziativa del Governo. Con questo bicchiere di olio di ricino il Governo potrà imporre la sua agenda al Parlamento e quindi, se vuole, il 100% delle leggi approvate sarà di iniziativa del Governo. Addio previsto dunque all'iniziativa delle leggi che appartiene a ciascun membro delle Camere (secondo l'art. 71 Cost). Scrivi una cosa e ne fai un'altra.
Secondo bicchiere di olio di ricino: la riforma ha ampliato le competenze dello Stato a discapito delle Regioni ma il Governo si è riservato il potere esclusivo, solo con una sua proposta di legge, di tutelare l'unità giuridica o economica della Repubblica o l'interesse nazionale. Il Parlamento quindi non avrà potere di iniziativa legislativa in materia.
Terzo bicchiere di olio di ricino: La riforma indebolisce la Corte Costituzionale e affida al Governo il potere di sospendere gli effetti delle sentenze della Corte Costituzionale che abbiano riscontrato vizi al procedimento di formazione delle leggi, dichiarandole incostituzionali. Per la prima volta nella Storia d'Italia Repubblicana, il Governo può fare come gli pare.
Quarto bicchiere di olio di ricino: per le leggi di iniziativa popolare le firme da raccogliere tra i cittadini salgono da 50 a 150 mila. Questo è il modo per rimuovere gli ostacoli alla piena partecipazione alla organizzazione politica del Paese (art. 3 Cost.)? Scrivi una cosa e ne fai un'altra. E se le probabilità di discutere ed approvare una legge di iniziativa popolare erano basse adesso non ci saranno più, di fatto. Puoi anche scrivere che sono garantite la discussione e la deliberazione ma, se poi aggiungi nei tempi, forme e limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari, non stai garantendo proprio niente, solo aria fritta. Ti stai assicurando invece che i cittadini non abbiano possibilità concrete di disturbare il manovratore. 
Quinto bicchiere di olio di ricino: i referendum. Una genialata propagandistica. Per quelli abrogativi il quorum rimane lo stesso ( deve partecipare al referendum la metà più uno degli aventi diritto al voto) se sono state raccolte 500 mila firme, ma se ne sono state raccolte 800 mila il quorum va calcolato sulla maggioranza dei votanti alle precedenti elezioni della Camera. Chi è in grado di raccogliere 800 mila firme se non una potente organizzazione capillarmente presente sul territorio? Questa cosa aiuta la partecipazione dei cittadini all'organizzazione politica del Paese (art 3 Cost.)? Per i referendum nuovi (propositivi e di indirizzo) ci vorrà invece un'altra riforma costituzionale e, ancora dopo, una legge attuativa. Ma lo spot pubblicitario c'è già adesso.

Tralascio altro, perchè l'olio di ricino è già tanto con tutti i suoi inevitabili effetti sull'apparato digerente. 
Il riformismo intestinale non mi piace.
Neppure il Presidente degli U.S.A. concentra nelle sue mani un potere simile, viene persino umiliato dal Parlamento che gli blocca le iniziative. Neppure il Premier Britannico, il Cancelliere Tedesco o il Presidente Francese oserebbe tanto, nessun Parlamento glielo permetterebbe e ne avrebbe i poteri. In questo consiste la democrazia rappresentativa costituzionale, nel limitare i poteri del Governo. Quindi stiamo transitando verso una forma arcaica ed autoritaria di democrazia rappresentativa, altro che riformismo, qui stiamo al livello dello Statuto Albertino del 1848, con un potere di governo monarchico che sovrasta tutti gli altri poteri. Chiamatelo riformismo, ma assomiglia tanto al potere del Governo ai tempi del Fascismo.
E poi un Parlamento a maggioranza fasulla PD+NCD+ALA, quello attuale, eletto barando e che non è rappresentativo della Nazione -come spiega a pagina 15 la sentenza n. 1 del 2014 della Corte Costituzionale la quale non ha potuto buttare fuori a calci i parlamentari abusivi perchè non è tra i suoi poteri e solo perchè non poteva interrompere la continuità dello Stato, né sopprimere un organo costituzionale- francamente fa democraticamente e riformisticamente schifo perchè propone un colpo di stato bianco.
Un riforma a denominazione d'origine PD,  una riforma DOPD.

frutti viventi

Cosa c'è di più discreto e confidenziale di una visita al Cimitero? Colloqui fatti di parole sussurrate o dette interiormente verso chi parole non può più avere. Ma anche immagini di volti, luoghi, cose, emozioni senza racconto, senza parole, con le quali riusciamo a raggiungere la parte profonda di noi stessi, quella parte dove le parole non esistono e in qualche modo ciò che ci accade assomiglia moltissimo a quei frammenti dei sogni nei quali non ci sono parole narranti, ma solo immagini, sensazioni ( che quando le ricordi dici "mi sembrava di essere, sembrava che ..."). La parte di noi narrante talvolta ricorda, talvolta implora e chiede protezione. In quale altra occasione ci capita, da svegli, qualcosa del genere? E con chi siamo così diretti, segreti, riservati, contenuti nei giusti limiti? A chi altri attribuiamo la paternità dei doni misteriosamente ricevuti dai nostri figli e nipoti, per chi altri ci spogliamo da "questo te lo regalo io"? E quello stupore, quella meraviglia che luccica negli occhi dei bambini che ricevono i doni dei morti, non è forse il più grande regalo che "loro", i morti, ci fanno, non è forse il "loro" frutto?

venerdì 28 ottobre 2016

L'Ospedale Umberto I di Enna a rischio

E' emersa nei vari incontri e convegni sulla sanità di queste settimane una preoccupazione sull'Ospedale di Enna. Se dovessero diventare effettivi i tagli dei Pronto Soccorso e dei reparti degli Ospedali della ex Provincia di Enna, di cui da mesi si scrive sulla stampa, di cui ha parlato l'Assessore Luisa Lantieri durante una seduta del Consiglio Comunale di Piazza Armerina, il Direttore Sanitario dell' ASP 4 di Enna alla Sala Cerere di Enna il 16 Ottobre scorso e anche il 27 Ottobre ad una riunione presso il Circolo di Cultura di Piazza Armerina, tagli riconducibili all'Assessorato Regionale alla Salute, l'Ospedale Umberto I, che fine farebbe? Durante la riunione al Circolo di Cultura di ieri, alcuni presenti tra il pubblico hanno indicato che, già adesso, ci sono delle attese nel Pronto Soccorso Ennese che in alcuni casi sono di due o quattro ore. Che cosa accadrà se oltre a pazienti di Enna dovessero riversarsi lì i pazienti di Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera, Leonforte, ecc. ecc.? La struttura è stata progettata sostanzialmente per la Città di Enna e adesso dentro di sé ha importanti reparti di primo livello. E allora, ce la farebbe a reggere l'urto il reparto Pronto Soccorso e Rianimazione? E gli altri reparti? Siamo sicuri che, per un cittadino residente ad Enna che crede di avere l'Ospedale a pochi minuti da casa, le cose non cambierebbero radicalmente? Le liste d'attesa si accorcerebbero? Il quadro prospettato, che non è mai stato condiviso o solo discusso con le comunità locali dall'Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, conduce ad una conclusione semplice: ridurre posti letto non riduce né il numero dei pazienti né le prestazioni sanitarie, soprattutto quelle d'urgenza ed emergenza. E allora, i cittadini di Enna devono far sentire forte la loro voce insieme a cittadini delle altre comunità della ex Provincia. O vogliono ancora sperare nell'intervento salvifico di qualcuno? I Santi protettori hanno forse difeso la Città da depredazioni più o meno recenti? Le dichiarazioni di parte pubblica non sono più attendibili: smentite, contro-smentite, contro-contro-smentite,  e finisce che ospedali che dovevano diventare "gioiellini", come dichiarava il Presidente Crocetta l'anno scorso, ce li ritroviamo invece nella lista degli ospedali da eliminare o ridimensionare pubblicata dalla stampa e riferita da Assessori dello stesso Governo Crocetta. E' il momento dei cittadini. Tuteliamo il nostro diritto alla salute. Più forte sarà la voce, più alta sarà la certezza di perdite di consenso tra chi campa di consenso. E chi campa di consenso? Il politico. Dunque, il 6 Novembre 2016 alla manifestazione di Piazza Armerina dovrebbero accorrere i cittadini di Enna, che rischiano come tutti gli altri. 

martedì 18 ottobre 2016

il neofascismo in Italia: la twittatura

Con una legge elettorale con premio di maggioranza il Cav. Benito Mussolini riuscì ad avere il controllo di Camera dei Deputati e Senato. A quel punto il voto di fiducia per il Governo era garantito e nessun Re avrebbe potuto impedire la formazione di un governo fascista. Ma, per evitare sorprese, fu anche istituito il Gran Consiglio del Fascismo (formato dalle diverse componenti del partito fascista) con il compito di stabilire le competenze costituzionali di Governo e Re. Il sistema era fragilissimo e infatti, occupato il Parlamento, il fascismo occupò tutto. Finito il fascismo "istituzionale" il 25 Luglio del 1943, nella nuova Costituzione vennero inseriti degli "anticorpi" per difendere il nuovo sistema politico, innanzitutto la Corte Costituzionale. Anche se un partito avesse preso il controllo del Parlamento, la Corte avrebbe "sterilizzato" leggi liberticide e antidemocratiche. Secondo gruppo di "anticorpi" fu il metodo di elezione del Presidente della Repubblica, doveva essere eletto da una maggioranza particolarmente elevata in parte comprendente anche delegati regionali ed opposizioni e quindi impedire ad un partito di eleggersi il suo Re. Terzo gruppo di anticorpi fu il referendum costituzionale senza quorum, ogni riforma costituzionale che non avesse avuto l'approvazione di una maggioranza più ampia di quella che sosteneva il governo (quindi almeno una parte dell'opposizione doveva essere d'accordo) andava sottoposta al giudizio degli elettori. E così è stato sino all'avvento del Cav. Silvio Berlusconi. Fu allora che con una legge elettorale maggioritaria ( il cd. porcellum) il secondo Cavaliere, grazie ai voti della Lega Nord, ottenne la maggioranza in Parlamento e occupò il Governo, non potendo nessun Presidente della Repubblica opporglisi. Ma una legge elettorale non bastava per controllare la Repubblica (protetta dai suoi anticorpi) e così provarono a fare una riforma della Costituzione simile a questa riforma attuale nel tentativo di appropriarsene. Fu il popolo a bocciarla.  Nel 2014 il gruppo di "anticorpi" della Corte Costituzionale dichiaro incostituzionale, illegittima, la legge elettorale maggioritaria ( il porcellum ). Oggi ci riprovano ancora, non c'è più un Cavaliere e neppure un cavallo di razza in testa alla marcia. Il neofascismo istituzionale, contemporaneo, marcia su Roma in modo diverso dal 1922, ma culturalmente è identico. L'idea di fondo è sempre la stessa, la conquista del potere. Per farne che? Una delle poche differenze tra il fascismo istituzionale del '22 e il neofascismo istituzionale di oggi sta in questa assenza di un dichiarato scopo politico-sociale, di una rivoluzione culturale da compiere (buona o cattiva che sia). Quanto alle rassomiglianze invece è imbarazzante. Allo stesso modo il grande capitale industriale e finanziario italiano (e straniero) sta con il neofascismo istituzionale italiano così come stava con il fascismo di ieri. Allo stesso modo sono state demolite le organizzazioni sindacali (alcune si sono auto-demolite, firmando qualsiasi cosa). Allo stesso modo il Governo ha il controllo della stampa (e della TV che ai tempi non c'era). La riforma prevede l'appiattimento del Parlamento che non avrà più la piena iniziativa legislativa. Attualmente il 20% delle leggi approvate è di iniziativa parlamentare, il resto è del governo. Con la riforma il Governo avrà una corsia preferenziale per le sue proposte e quindi dall' 80%, si passerà al 90 o al 100% delle leggi di iniziativa del Governo approvate. Il Parlamento sarà solo un organo di ratifica dei desideri di Governo, né più né meno del Parlamento del periodo fascista. 
Il neofascismo istituzionale coesiste con una evidente quanto inutile libertà di parola ed opinione e questo rende grottesco il nostro sistema politico, nel quale tutti possono a parole dissentire dal Governo, dal partito di maggioranza, dal Parlamento ma alla fine non avere nessun peso politico
La riforma prevede l'elezione del Presidente della Repubblica, dopo un certo numero di scrutini andati a vuoto, con i soli voti dei presenti in aula, qualunque numero siano, 30, 40, 5... Gli anticorpi del Quirinale, già depotenziati con l'elezione di presidenti del partito di maggioranza (illegittima), si estingueranno. Basterà una legislatura (5 anni) per avere il completo controllo della Corte Costituzionale, nominandovi persone gradite al partito di maggioranza. E se non dovesse bastare, il governo avrà la possibilità di fregarsene delle sentenze della Corte Costituzionale emesse per violazione della procedura costituzionale. Insomma il neofascismo istituzionale sta cercando di restare da solo alla guida del Paese, senza quelle noiose manifestazioni sindacali di massa, senza quella insidiosa Corte Costituzionale, senza quei rompiballe dell'opposizione parlamentare, senza persino il Senato, senza presidenti alla Sandro Pertini che osino dire "io non firmo". Le materie principali, quelle che contano per la gestione neoliberista e neofascista del Paese, saranno tutte nelle mani della Camera che sarà costretta a sostituire i suoi preziosi arredamenti con più pratici scendiletto, al Quirinale metteranno le pantofole ai corazzieri e al Palazzo della Consulta erogatori di tisane e camomille. Il progetto neofascista istituzionale è questo: per gestire il Paese occorre potenziare il Governo e indebolire ogni altro possibile ostacolo istituzionale, il Senato, il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, l'iniziativa legislativa dei Parlamentari, l'iniziativa legislativa popolare. il potere legislativo delle Regioni. Però una cosa va riconosciuta, verrà abolito il CNEL, l'organo più inutile e innocuo della storia della Repubblica. La nuova twittatura è fatta così.