sabato 11 novembre 2017

il Partito Unico di Enna

Almeno due pezzi di apparato di partito Ennesi hanno "spostato" il voto di gruppi di loro elettori su candidati altrui al solo scopo di far perdere candidati del loro partito. Si tratta del Partito Democratico e di Forza Italia (e i loro alleati Fratelli d'Italia-Noi con Salvini). Il dato emerge chiaro dal conto dei voti.

Considerate che nella città di Enna almeno un terzo degli elettori di Forza Italia non ha votato per i candidati di Forza Italia (uno dei quali della stessa città).  Avevano la rogna quei candidati e gli Ennesi non li hanno votati? Strano, perchè a Leonforte la stessa lista (Forza Italia) ha preso in percentuale il doppio dei voti presi ad Enna e li ha presi con candidati che di Leonforte non sono. 

A Piazza Armerina oltre metà dei voti di Forza Italia  sono invece andati verso un candidato del Partito Democratico, non sono andati cioè ai candidati di Forza Italia. Stessa cosa è accaduta per i Fratelli d'Italia-Noi con Salvini.  Continuando l'osservazione si scopre che il "fenomeno migratorio" riguarda la gran parte dei Comuni del collegio elettorale, con Comuni dove il Partito Democratico perde anche due terzi dei voti in favore di altri candidati, estranei al Partito Democratico.
Non si tratta di masse enormi di voti, in ciascun Comune si resta infatti nell'ordine misurabile in diverse decine o centinaia (e non in migliaia) a seconda della dimensione del Comune.

Sembra di essere tornati agli anni ruggenti della vecchia politica quando 3-4 persone decidevano consociativamente chi doveva essere deputato, chi senatore, chi presidente della provincia, parlamentare regionale, sindaco, chi amministratore di enti provinciali, ecc. La "cupola" politica insomma che sembrava essersi disfatta ci sarebbe ancora. 

Pesa per una semplicissima ragione: la gente non va a votare in numero sufficiente. Certamente ha le sue ottime motivazioni, altrettanto certamente chi non va a votare non appartiene ad apparati di partito. Però questo smarcarsi dal sistema fa pesare di più i pacchetti di voto di vario genere. 

Se l'affluenza alle urne fosse del 60/70 %, i portavoti di ogni genere e specie non potrebbero influire sull'esito del voto. Se nella pentola c'è troppo sale, devi aggiungere molta più acqua (elettori liberi). Se la pentola rimane piena a metà l'acqua sarà salatissima.

Ma più vedi all'opera portavoti di tal fatta (che in genere camminano nell'ombra, sottotraccia, non si espongono pubblicamente se non per proclamare il contrario di ciò che fanno in privato) e più ti viene da vomitare e meno propenso sei ad andare a votare. Un circolo vizioso.

Ci dobbiamo attendere pertanto che alle prossime elezioni politiche ed amministrative i due gruppi del Partito Unico si ricambieranno il favore e vedremo candidati degli uni sostenuti da gruppi di elettori degli altri.

Le caselle verdi indicano un aumento di voti superiore alla media del collegio di oltre il 20%.

Le caselle nere indicano invece un calo di voti superiore alla media del collegio di oltre il 20%.

La soglia del 20% è arbitraria e dovrebbe rappresentare un valore limite oltre il quale deve ravvisarsi una anomalia. 

L'indice di curtosi indica la "gobbosità" della distribuzione dei voti tra le liste. Più alto è l'indice e più la lista ha avuto delle impennate anomale (gobbe). Più basso è invece l'indice e più una lista si è appiattita di più sui valori medi generali (ha meno gobbe). Se l'indice è sotto lo zero l'appiattimento è maggiore ed altrettanto anomalo. Tutte le liste considerate nel loro insieme hanno avuto gobbe pari ad un indice 4, abbastanza elevato. 

Se zero in generale è l'indice di basso scarto, nel caso concreto data la vivacità media, pari a 4, l'indice "accettabile" di una lista dovrebbe essere intorno al 2, non troppo appiattita e non troppo gobba. 

L'indice di Pearson è "normale" quando è uguale a 1 e non molto sotto. Oscillazioni superiori con entrambi gli indici indicano forti anomalie nella distribuzione dei voti tra le liste, come nel caso della lista di Forza Italia e Fratelli d'Italia -Noi con Salvini.

Senza essere particolarmente esperti nell'argomento statistico, a prescindere cioè da indici e grafici, salta agli occhi dalla tabella il "flusso migratorio" dei voti dalle liste di Micari a quelle di Musumeci e viceversa a seconda delle città con più o meno di 8 mila votanti.

martedì 17 ottobre 2017

23 anni di regime

Il Parlamento italiano non rappresenta la Nazione dal 1994, dalla XIII Legislatura in poi. A dircelo è stata in modo soft la Corte Costituzionale per la prima volta nel 2014 e la seconda volta nel 2017.
Se gli elettori non possono esprimere le preferenze su una lista, o il rapporto tra i voti e gli eletti è distorto, il Parlamento che viene eletto non rappresenta la Nazione.

Nel 2014 ad essere bocciato non fu soltanto il porcellum con il suo abnorme premio di maggioranza (distorsione tra numero voti e numero eletti) ma anche la legge Mattarella per la mancanza di possibilità di esprimere preferenze (art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 533 del 1993, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati, al fine di determinarne l’elezione). 

Nel 2017 è stato precisato dalla Corte (che ha bocciato la nuova legge elettorale, l'Italicum) che l'elezione in più collegi della stessa persona non può essere affidata alla discrezionalità  dell'eletto (decide di rinunciare in un dato collegio piuttosto che in un altro a sua scelta) ma occorre fissare dei criteri che diano valore o ai voti di preferenza ottenuti da chi è arrivato secondo oppure al voto dato alla lista laddove abbia ottenuto più voti. Il testo partorito prevede invece che il tizio pluri-candidato e pluri-eletto venga eletto dove la sua lista ha ottenuto meno voti... e chi viene eletto al suo posto venga eletto non in base alla preferenze ottenute ma in base alla sua posizione nella lista (chi risulta indicato più in alto nella lista ) perchè le preferenze non ci sono, non sono previste. 

La Corte aveva pure detto che in caso di liste senza voto di preferenza (cosiddette liste bloccate) il numero dei candidati da eleggere doveva essere talmente esiguo da essere simile all'uninominale (dove c'è solo un candidato per ciascuna lista). Il testo di legge partorito invece ne prevede sino a 4 di candidati e sfido chiunque a dire che 4 sia esiguo e simile a 1.

Quindi ricapitolando abbiamo avuto dal 1994 ad oggi un Parlamento che non rappresenta la Nazione, (perchè è distorto il rapporto numero dei voti con il numero eletti e non ci è stato permesso di esprimere preferenze) che sta adesso facendo una legge elettorale che distorce il rapporto voti/eletti e non ci consente di esprimere preferenze.

giovedì 5 ottobre 2017

sondaggi quantistici

SICILIA, SONDAGGI DEL 2012





         
Più ti avvicini a cose molto piccole e più involontariamente le modifichi e non le puoi misurare.
I fisici del '900 ci hanno insegnato così. Si chiama fisica quantistica. Pare che funzioni anche nei sondaggi elettorali in Sicilia, più i sondaggisti si avvicinano agli elettori per intervistarli per sapere chi vincerà le elezioni, più non riescono a misurare le intenzioni di voto degli elettori.
Accadde esattamente la stessa cosa nel 2012. I sondaggisti unanimi davano Musumeci in testa e Cancelleri tra gli ultimi e i media ne davano ampia, dettagliata e ghiotta notizia. I Cavalieri di Arcore e Catania gioivano, ululando e sbavando di piacere, suonando le trombe della Vittoria.
Come quei famosi pifferi che andarono per suonar e furono suonati, anche i Cavalieri andarono per trombar e furono trombati. Galeotto fu il sondaggio e chi lo scrisse: quel giorno ( ma anche prima) più non vi leggemmo avante.

Il sistema elettorale siciliano non rende la vita facile ai sondaggisti. I siciliani hanno un loro metodo in qualsiasi cosa, consideriamo che persino negli scacchi esiste la difesa siciliana con ben tre varianti, la stessa pasta con le sarde (piatto abbastanza comune nei Paesi del Mediterraneo) è solo pasta alla siciliana con almeno tre varianti contrapposte (Palermitana, Catanese e Trapanese) per non parlare di granita che secondo i siciliani o è siciliana oppure non è granita (la fanno identica a Tunisi ma l'orgoglio isolano non è capace di ammetterlo). Persino una parte della letteratura italiana moderna è classificata letteratura siciliana e non parliamo poi della stessa letteratura italiana che si apre (e ti pareva) con la scuola (poetica) siciliana.
Si capisce che il polentone incespica e si confonde nell'isola dell'originalità. Abituati agli errori dei polentoni dovremmo essere prudenti e non cadere pure noi nella trappola. Perché come è ovvio il siciliano non commette errori banali tuttalpiù, se mai errori fossero, sarebbero errori alla siciliana.

mercoledì 13 settembre 2017

il ritorno di zio Tanino

Vado a prenderlo in macchina all'aeroporto di Catania. Zio Tanino manca dalla Sicilia dagli anni '90, quando emigrò in America. Grandi abbracci e parole affettuose prima di metterci subito in macchina e ripartire. Parla l'anglo-siciliano ormai e mi dice ma quantu è bello this airport di Catania, io me lo ricordavo molto piccolo, yea a Sicilia è cangiata! Vero zio Tanì la Sicilia è cambiata. Vicino Dittaino mi chiede wath's that, chi è sta little town, piccola città? No zio Tanì è un grande centro commerciale. Yea a Sicilia è cangiata! Vero zio Tanino la Sicilia è cambiata. Ceniamo andiamo a dormire e il mattino dopo colazione si affaccia al balcone e dice ma questi sacchetti di plastica mb'nnuti , appesi, what are? E Why, pirchì tutta questa trash su i marciapiedi, munnizza capisci? Zio Tanino qua facciamo la raccolta differenziata, vengono a prendersi la spazzatura davanti la porta di casa. E non fa stink, puzza mi capisci? Zio Tanino che fa vogliamo fare una passeggiata? Oh yes volessi a rivedere le belle chiese di questa Città, u Purgatorio, San Martino, Sant'Andrìa. Zio Tanì le chiese sono chiuse non si possono visitare a meno che non c'è un funerale, una messa. Stu paese è cambiato. Senti Pinù, mi ha venuto sete che fa me lo dai un bicchiere d'acqua dal faucet, rubinetto mi capisci? Zio Tanì ma quale rubinetto, beviamo acqua minerale. Ma why, pirchì, l'acqua da Bellìa non è più good, buona? Zio Tanì non la beviamo più. E l'acqua da unna la pigghiate? Dalla diga zio. Well, allora ci sarà un vantaggio di business, vi costa di meno? Zio Tanì ci costa 10 volte di più. Ah ok vi prendete l'acqua dalla diga che is very lorda e la pagate 10 volte di più? Yea stu paisi è cangiato! Usciamo di casa, passeggiata lungo il viale. Senti Pinù, ma tutta sta erba nei giardinetti why non la tagghiano? E tutti sti bottles di birra vacanti? Pinù sta città è cangiata assai. Zio Tanì vero è. Ma cu è stu sinnacu? Tu lo conosci zio, era già sindaco ad Aidone all'incirca quando partisti. E assessuri e consiglieri? Zio, alcuni li conosci, sono parenti dei consiglieri e di sindaci che già c'erano quando partisti e subito dopo. E alla Regione ci sono le votazioni, cu c'è candidato? Zio Tanì c'è quello col pizzetto, c'era pure 25 anni fa, insieme a tanti altri che tu conoscevi, chi vuol fare il consigliere e chi l'assessore in tante liste. A Roma c'è ancora il Cavaliere, c'è pure quello con la barca e i baffetti di sinistra e tutti i democristiani sopravvissuti, pensa che De Mita è sindaco. Ma come, tutto cangiato e i politici no? I don't understand, non capisco. Mi ste sentennu male... portami o spitali. Allora sbrighiamoci zio Tanì che tra poco finisce che lo chiudono.

lunedì 4 settembre 2017

il segreto di Filosofiana

Questi sono i resti di una delle prime "chiese" cristiane che si trovano nel territorio di Mazzarino, in contrada Sofiana, ad un centinaio di metri dai resti del centro abitato di Filosofiana (Philosophiana). Gli studiosi la datano intorno al IV secolo D.C.

Inizialmente pare fosse solo una tomba di non si sa quale personaggio di rango.

La cosa curiosa è che il tempio/basilica sembra essere orientato geograficamente.

Con gli strumenti che la geo-localizzazione e mappatura satellitare mettono a disposizione è possibile verificare che l'orientamento di uno dei muri interni della Basilica di Filosofiana è di circa 100° verso sud est (quella linea gialla che si vede).

La misurazione fatta da chi come me non è un esperto presenta sicuramente degli errori.

Una misurazione fatta in loco dovrebbe essere più precisa.

Tuttavia, allungando la linea gialla orientata sui 100 gradi si vede che essa passa dal porto di Augusta e dall'Isola di Creta per raggiungere una zona che sta tra Gerusalemme e Nazaret, cioè porta in Terra Santa.

Al tempo (IV-VI secolo) le conoscenze geografiche e matematiche necessarie esistevano.

La cartografia non era precisa e neppure gli strumenti di misurazione. Tuttavia, proprio quello che sorprende in questo caso è la precisione.

E' tanto precisa da escludere una casualità nell'orientamento della Basilica di Filosofiana. E le stesse tombe che la contornano sono anch'esse orientate e parallele verso altra direzione... Il che confermerebbe un' intenzione di orientare... Ma questo è un altro segreto.

Congetture se ne possono fare tante. Anche quella che fosse un punto di riferimento per raggiungere i porti dai quali passare per un viaggio verso la Terra Santa, il luogo di origine della religione Cristiana.


giovedì 24 agosto 2017

Sicilia inconquistabile

Si è vero tutti hanno occupato la Sicilia, ci sono riusciti in tanti e la lista è lunghissima. Ma chi è riuscito a conquistarla? Nessuno. Abbiamo preso da ciascuno degli occupanti qualcosa e ce la siamo tenuta stretta. Li abbiamo derubati noi in realtà e se ne sono andati con le ossa rotte. Ci mettiamo del tempo questo è vero, ma alla fine si stancano e se ne vanno.
I Romani antichi forse non la occuparono per secoli? E noi abbiamo continuato a parlare altre lingue durante l'occupazione ma non il latino. Cicerone si portava gli interpreti venendo in Sicilia e quando Belisario secoli dopo la occupò trovò che i più parlavano greco, come lui.
I Papi antichi si lamentavano che la Sicilia non fosse completamente cristianizzata. C'era Siracusa la più grande comunità cristiana del Mediterraneo ma il resto dei siciliani non era cristianizzato. Per non fargli torto ci siamo cominciati a cristianizzare al tempo dei Normanni molti secoli dopo per completare il tutto al tempo degli Aragonesi. Però ci siamo tenuti tutti i riti e le cerimonie non cristiane. Abbiamo rivestito i falli di legno e gli abbiamo dato sembianze antropomorfe. Ci portiamo in processione ancor oggi le più antiche divinità femminili del Mediterraneo roba di 5-10 mila anni fa, cambiandogli nome e attaccandoci sopra qualche simbolo e veste nuova. Li abbiamo pirandellianamente gabbati costringendoli persino a seguire ed organizzare le processioni di origine profana.
Per quanti secoli abbiamo avuto gli Arabi come occupanti? Qualcuno parla l'arabo in Sicilia? Gli abbiamo fregato l'arte della pasticceria, dei dolci. I cannoli, la cassata sono diventati siciliani. Gli abbiamo preso le tecniche e le parole per irrigare, le gebbie, le gurne, le grotte per stillare l'acqua. Qualcuno coltiva e mangia datteri? No, non ci piacevano e non ce li siamo presi. Vabbè giusto una vaschettina a Natale con la forchettina a forma di ballerina.
Durante il lungo periodo feudale i massari, fattori e contadini siciliani rubavano così tanto da costringere i signori feudatari e vassalli stranieri ed oriundi a organizzare bande armate per proteggersi dai furti.
E quando imposero la tassa sui ceci a Lipari in tutta la Sicilia si scatenò persino una rivolta. Ai ceci si sa il siciliano ci tiene, altro che datteri.
Abbiamo sempre fatto come cazzo ci pare ed abbiamo appreso però l'arte della sottomissione dietro la quale nascondiamo il senso profondo di ribellione individuale del siciliano. Con quella siamo riusciti a sopravvivere per secoli alle fastidiose occupazioni imbattibili sul piano militare.
Ma abbiamo pure avuto delle rivolte collettive, quelle servili al tempo dei Romani, quelle di Piazza Armerina e Butera ai tempi del re Guglielmo, quelle contro gli Angioini nel Medio Evo, quelle contro gli Spagnoli, contro i Borbone,  il cosiddetto brigantaggio al tempo dei Piemontesi, una versione di rivolta-guerriglia innovativa. Di recente, persino rivolte armate in pieno periodo monarchico con la proclamazione della Repubblica di Comiso il 6 Gennaio del 1945. Nessuno ci conquista.

martedì 22 agosto 2017

Medio Evo turistico

L’utilizzo di internet si conferma essenziale per il turista. Secondo i dati del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo oltre il 90% di coloro che dispongono di un accesso ad internet usano il web per fare turismo.
Nella fase di pianificazione di un viaggio, per esempio, lo utilizza l’80% e nella fase di fruizione quasi il 60% per valutare attività e servizi. E il 40% crea direttamente sul Web un nuovo contenuto e lo condivide.

L'esperienza più semplice è quella di Maps di Google. Si cerca o ci si trova in una località e l'applicazione ci consente di trovare nelle vicinanze quello che si desidera: chiese, musei, ristoranti, alberghi, gommisti, meccanici ecc. ecc. Se chi crea l'inserzione è attento allora fornisce tutte le informazioni utili (contatto telefonico, orari di apertura, caratteristiche, link a pagine web dettagliate, ecc. ecc.). E se le informazioni inserite sono accurate e veritiere ci sono anche le recensioni degli utenti, ulteriore e decisivo fattore per scegliere.

Lo sviluppo di questi servizi "di rete" è destinato ad espandersi quantitativamente (sempre più persone lo useranno) e qualitativamente perchè conterrà più dettagli e servizi.
Il tutto funziona così adesso e funzionerà in futuro senza mediazioni (niente richieste di informazioni ad info-point, gestori di struttura alberghiera, agenzie di viaggio o altro). Il turista direttamente cerca, conosce, valuta, decide.

Questo cambia anche le strategie di promozione turistica per gli operatori e gli enti pubblici interessati.

La paginetta Web o Facebook che racconta un luogo, un monumento, una chiesa, un museo o una struttura ricettiva ha poco senso se non è collegata con i servizi di geo-localizzazione (attraverso i quali è raggiungibile molto più facilmente), con i servizi online di prenotazione e quelli di pagamento. Anche la vendita/distribuzione di biglietti di ingresso a luoghi di interesse rientra in questa strategia. Per esempio, se so che per vedere il Palio dei Normanni devo fare la fila o devo farmi raccomandare e non conosco nessuno, allora a vedere la Giostra del Saracino che è l'evento centrale del Palio non ci vado. E se ci vado e scopro solo lì che c'è da prendere un biglietto, avrò un giudizio negativo sulla gestione dell'evento ed esprimerò una recensione negativa. Così come sarò meno propenso ad andare in un museo che non è attrezzato in questo modo ed è molto visitato e ben recensito.

Le diverse reti e piattaforme vanno interconnesse per potere essere efficaci. E diventano efficaci quando il turista con meno clic e parole trova sul web quello che cerca (minor grado di separazione, vedi teoria delle reti).

Con qualche espediente è possibile già da adesso persino promuovere degli eventi (spettacoli, happening, mostre, competizioni sportive, ecc.). L'investimento in brochure, manifesti, banner, volantini e simili dunque diventa marginale, minimale, complementare, esattamente come gli uffici di informazione turistica o gli info-point. Profondamente primitivo appare iniziare o continuare ad investire in strumenti destinati a non avere più nessun senso nel giro di qualche anno.



giovedì 10 agosto 2017

croniche medievali de la civitate de lo Messer F*

Grande sciagura la intrarete diffuse. Lo Messer G* fue bannato con meschino tradimento da lo ruolo cimentoso di banditor de lo Palio de li Normanni, cagionando grave infamia et infinita pena. Nonchè la irrimediabil perdita de la mano de la Gran Dama.
Or piangono insino le pietre per cotanto affronto e lo sanguine Normanno grida vendicazione. Vadasi dassezzo al guidrigildo o a singolar tenzone, pongasi fine alla malefica e infingarda derisione.
Ecco la narrazione de li grami fatti secondo lo dicere de lo Messer G*.

Pergamena ainina esso inoltrò (1) alla Corte di Messer F* che lo Feudatario est de lo Nobile Comune.

Con dicta pergamena est uso cherere de abbere bona e nobil parte ne li ruoli che lo Palio Normanno prevede.

Ma ricevuta essa, li conlaboratori di Messer F* strabilionno. E con mala agevelezza chieser lumi a li superior loro a mezzo di moderno marchingegno nomato telefono, che ne li veri tempi Normanni uso non era, sendovi allor lo piccion bolator latore di messaggi.

Recossi adunque lo Messer G* allo raduno de li figuranti per intentar fortuna e veemente adirossi avverso ruolati ministri de lo Palio.

Et infine, da maramaldico atto fue trafitto a le terga. Reietta fue sua petizione. Al loco suo, o abominio, altro Messere, tal Messer T*.

Alti lai egli gittò nella intrarete sendo che perse et nobil ruolo et Dama. Senza, a suo dir, alcuno dritto.

Orben, par abbia dicto lo Feudatario Messer F*, di che egli si duole? Forse che li Feudatari che su questo seggio lor cul posàro, ne li decenni iti, mai ricevetter araccomannazione e mai ne fecer? Forse che a memoria alcun ricordi che per li nobili ruoli mai araccomannazione facta non fue? L'orbe intero è fatto a scale, chi le discende e chi le sale. Et io le salsi et esso discesse. Un tempo anco esso messere amico fue di feudatari et vassalli et ora no. Die aiuta!

E lo Messer G* assai adirato a lo Gran Giustiziere cherere bole iustizia.


Lo volgo commenta ne lo sociale libro che politico fue l'infame gesto, ché Messer G* lo campione sie de la brigata di batzileri de lo novo centro dritto. Ergo inimico feroce de lo Feudatario. Ridanciano saria, popolino avverte, promuover a Banditor chi lo Feudatario bannar vorrebbe. Discopritor de acqua calda, talun lo addita. E li sodali suoi ne piangon afflitti.

(1) A mezzo di nova foggia detta emaila con la qual per l'aere o filamento li caratteri de lo testo viaggian in numeri tradotti.

Pinuccio de Plaza

Considerazioni moderne.
1) Per una rievocazione medievale è coerente avere modi e mentalità medievali. La forma di uno pseudo linguaggio medievale per raccontare la vicenda è conseguente.
2) Ma può essere che siamo diventati così piccoli crescendo?


domenica 6 agosto 2017

ricercati e latitanti

Questa foto mostra la Città invasa da fumi tossici generati dagli incendi boschivi di questi giorni. Piazza Armerina è ormai da diversi giorni così. Avvolta da una caligine velenosa. Bruciore agli occhi, alla gola, per alcuni difficoltà respiratorie, raucedine, ansia, insonnia. Sono aumentati gli accessi all'ospedale Chiello, notizia appresa da fonti non ufficiali.
Gli incendi sono scoppiati in zone diverse e non contigue ed in tempi diversi. Niente di casuale.
Ricercati gli autori del disastro ma non sarà facile.
Il concentrato di fumo è composto principalmente da ossidi di carbonio e anidride carbonica (1), particelle solide visibili, particelle invisibili (nano-particelle). L'inalazione prolungata o intensa ed immediata oltre un certo livello provoca danni alla salute (2).
Su questo aspetto sono state latitanti tutte le autorità sanitarie locali e regionali. Tra esse vi sono anche autorità politiche, investite del compito di protezione della salute dei cittadini.
Alla popolazione nessun comunicato, nessuna informazione, nessun invito a rimanere a casa, chiudere finestre, usare fazzoletti bagnati, allontanarsi dalle zone molto dense di fumo, ad annullare e rinviare manifestazioni in luogo pubblico. Niente, da parte di nessuno per ben tre giorni continui di inalazioni tossiche.
Poi oggi 6 Agosto sul sito del Comune appare qualcosa. Che non viene diffusa con altoparlanti, manifesti o stampa, ed è  in contraddizione con gli inviti a partecipare a prossimi eventi all'aperto organizzati da Comune e privati ...
Finiti gli incendi il fallout di particelle ed elementi pericolosi può continuare per giorni e, a certe condizioni atmosferiche, anche settimane.
Non è neppure noto se le autorità sanitarie si siano perlomeno attivate per il controllo ed il monitoraggio dell'aria cioè se abbiano svolto indagini sulla tossicità dell'aria respirata da decine di migliaia di persone ed animali. Nessuno ha cercato di rassicurare la popolazione informandola della presa in carico del problema. Siamo nelle mani di nessuno non tanto dal punto di vista politico quanto piuttosto da quello umano.

(1) il colore del fumo di un incendio da informazioni sugli elementi e composti chimici che bruciano. In questi giorni si sono osservate colorazioni diverse, non tutte riconducibili a boschi in fiamme.

(2) uno studio pubblicato su una rivista scientifica correla l'inalazione di nanoparticelle all'aumento di patologie cardiache gravi ed immediate (arresti cardiaci).


giovedì 3 agosto 2017

intenzioni voto in Sicilia

Pubblicati i primi sondaggi elettorali sul voto del prossimo 5 Novembre in Sicilia, realizzati 48 ore fa da Index Research.
E' stato utilizzata una tecnologia vecchiotta (C.A.T.I.) per ottenerlo e per le conoscenze che ho posso dire che il sondaggio è sottostimato per il Movimento 5 Stelle e sovrastimato per FI, PD ed astensionismo.
Il 34 % dei 5 stelle dovrebbe in realtà essere oltre il 37%.
Resta comunque un sondaggio fatto molto tempo prima ed in assenza di tutti i nomi, gli schieramenti ed alleanze in campo. La tendenza però è chiara.

lunedì 24 luglio 2017

i politici causano malattie

Dal Luglio del 2009 al Luglio 2017 in Sicilia è aumentato il numero delle persone che chiede informazioni su ansia, gastrite e tosse e sui rimedi.
Stessa cosa si osserva in Italia. Più accentuato è l'interesse per ansia e depressione nelle regioni meridionali.
Molto accentuato in tutta Italia l'interesse per la tosse, le sue cause e soprattutto i suoi rimedi.
In Sicilia l'interesse/preoccupazione per la tosse è maggiormente accentuato nei distretti industriali della provincia di Messina e Siracusa dovo sono presenti i grandi impianti di raffinazione del petrolio.
Il fenomeno è in crescita, sempre più gente vuol sapere. Essendo un fenomeno di massa è da escludere che l'interesse sia di tipo accademico. Si tratta invece di problemi quotidiani che si vivono più frequentemente che in passato e di soluzioni che si cercano al di fuori del sistema sanitario. Questo però pare strettamente collegato come si vede agli effetti delle politiche industriali e della crisi economica che dal 2009 ci perseguita, ci accompagna continuamente. Di qualche giorno fa la notizia del sequestro da parte della magistratura di alcuni degli impianti del polo petrolchimico di Siracusa. Le politiche italiane in materia di petrolio sono molto accondiscendenti con gli interessi delle compagnie petrolifere. E' una scelta politica che fa felici pochi e genera malattie in molti da quello che si vede.
Più devastante è il problema dell'ansia e della depressione. Il fantomatico carattere solare dei meridionali, l'allegria, i triccaballacche, i marranzani e le fritture di pesce non bastano ad arginare il fenomeno.
La lunga crisi ci ha cambiati.
Abbiamo ripreso le valige per andare in altre città, la disoccupazione è irrefrenabile, temiamo per il nostro lavoro, non ci curiamo più (oltre 10 milioni di italiani hanno rinunciato a cure mediche per ragioni economiche secondo l'ISTAT), siamo più poveri (quasi 5 milioni di italiani prevalentemente meridionali vivono in povertà assoluta secondo l'ISTAT). Che vogliamo in più dalla vita? Basta ca c'è stu sole, basta ca c'è stu mare la la la la la.
Adesso arrivano i politici che hanno generato tutto questo. Casa per casa. E si, sono loro la causa delle malattie e di tutto il resto, perchè quello che succede a noi non succede in Paesi come la Germania, l'Olanda ecc, ecc. Siamo molto simili alla Grecia invece. Dunque non è un'esagerazione considerare la classe politica italiana pluriventennale come un agente patogeno, come un infame virus che ha distrutto o compromesso le nostre difese immunitarie. Rivederli sfilare sui palchi elettorali sarà come guardarci le analisi di laboratorio. Riconosceremo il virus jobs act, quello del civuolepiùeuropa, unmilionedipostidilavoro, primaglitaliani, labuonascuola, la svoltabuona e forse ci renderemo conto che loro sono il problema e non la soluzione, sono un altro ceppo dello stesso virus che si evolve in continuazione, resiste alle elezioni politiche, ai referendum.
Qualcuno dirà bè è colpa nostra li abbiamo messo lì noi. E no, le elezioni sono state truccate, lo ha detto la Corte Costituzionale con la sentenza n.1 del 2014. Loro non rappresentano la Nazione da decenni.

venerdì 21 luglio 2017

nobili commenti razzisti

-Buttateli fuori dall'Italia sti animali della giungla, 
-girano in branchi
-massacrateli di legnate
-negri di merda negri bastardi vi odio tutti, 
-ma le macchine anziché camminare piano non facevano stile birilli, mandiamoli a casa...
-a pedate in culo, 
-appena li avete davanti con l'auto non vi fermate, 
-iu assa fattu piazza pulita ogn jangata ciassa fattu capir cu cumanna, 
-con le buone maniere non è lotta, rispediteli a calci in culo a casa loro, 
-tra un paio d'anni nasceranno le bande se non si fa subito qlc, 
-i neri ci stanno togliendo tutto
-Piazzesi di merda luridi vigliacchi al posto di filmare decidete di liberare la strada con la forza
-io ci sarei salita con la macchina ...li avrei buttati sotto... 
-bastardi dopo che sono serviti e riveriti, 
-perchè non usiamo le bottiglie riempite di benzina, 
-sfolliamoli a bastonate.

Questo un piccolo saggio di commenti razzisti da parte di una dozzina di utenti FB di Piazza Armerina. Sono stati scritti da persone giovani, in alcuni casi anche laureate a pieni voti, alcune anche di "buona famiglia" come si diceva una volta e accompagnati da un discreto numero di "mi piace".
Altri hanno postato con compiacimento il video di una violenta rissa al mercato di Catania, con lanci di ombrelloni ed altri oggetti ed un furgone bianco che si lancia contro e distrugge merci. Rissa tra commercianti catanesi ed extracomunitari.

i Commenti sono riferiti e correlati all'episodio di  blocco stradale di qualche giorno fa, in C.da S. Croce di Piazza Armerina, da parte di migranti richiedenti asilo o protezione.

Dovremmo avere commiserazione per questi utenti FB, non odio. Vivono nella più profonda insicurezza e reagiscono emozionalmente ad eventi che li colpiscono solo emozionalmente.

Incontrarli e spiegargli che è la politica nazionale che ha deciso che i migranti arrivassero qui da noi non avrebbe forse alcun effetto immediato. E' da Roma e dalle Prefetture (organi di governo) che partono gli ordini, dove portarli quanti portarne. Non hanno deciso di giungere nella favolosa e mitica Piazza Armerina, città di cultura che non vuole fomentare odio razziale, abitata da persone così tanto per bene. Loro di Piazza Armerina non conoscevano  neppure l'esistenza. La politica nazionale, lo Stato, ha deciso di mandarli qui e qui sono arrivati scortati dalle forze dell'ordine.

Anche parlarne con chi sta soffiando sul fuoco non avrebbe effetto. Sono professionisti della politica, campano sulle disgrazie altrui. Le usano per sopravvivere. Sfruttano le fragilità psicologiche e la scarsa informazione per aumentare insicurezza di parte della popolazione per offrirsi come soluzione.

Nella storia degli ultimi decenni sono infatti tali professionisti della politica che hanno creato il problema. Loro hanno creato il problema quando facevano parte della maggioranza o del Governo, quando si accettava nel 2003 il Regolamento di Dublino II e poi nel 2013 il Regolamento di Dublino III. Quando cioè
si accettava la regola che il Paese di sbarco è l'unico Paese dove l'immigrato può chiedere asilo o protezione e deve permanervi sino a che l'iter di accertamento (lunghissimo ad arte 18 mesi) non si sia concluso (invece gli accordi internazionali prevedono 2 mesi). Una volta ottenuta la protezione possono circolare liberamente solo nel territorio italiano, nella UE solo per tre mesi. Un vero obbligo di soggiorno, per ragioni umanitarie però, eccome.
Loro hanno creato il problema quando hanno destabilizzato la Libia, bombardandola insieme a U.S.A., Francia e Regno Unito (nonostante un trattato di pace ed amicizia con la Libia da loro stessi firmato) scatenando le prime grandi ondate migratorie che sono arrivate in Italia da lì.
Loro hanno creato il problema quando, stando al governo o in maggioranza, hanno accettato di vendere armi ai Paesi del Medio Oriente e in Africa, alimentando le guerre e con esse il flusso di profughi e migranti. Si chiamano Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e tutto il cucuzzaro. Non erano soli, vero, con loro i più bei nomi di spicco della cosiddetta sinistra italiana e del centro cattolico e moderato.

Lo ha spiegato magistralmente bene Bauman cosa accade nei suoi scritti sulla cosiddetta società liquida.
Insicurezza come percezione di una imminente aggressione alla propria incolumità fisica, insicurezza nel lavoro e nel reddito, insicurezza nell'interpretazione di ciò che accade intorno a noi. Questa è una società liquida, perché non ha più punti solidi a cui ancorarsi.


Egli ci ha pure spiegato che il successo di talune formazioni politiche, idee xenofobe e razziste, risiede in questa miscela di insicurezza che è spesso amplificata dai media. Qualcuno si presenta come salvatore della Patria, come punto solido, forte, anche violento, e dà l'illusione della sicurezza.















domenica 16 luglio 2017

morta la DC nasce la DB

La DC è morta ma è nata la DB
La DB è la dama bianca. Tiene in vita l'amministrazione di Filippo Miroddi per mezzo di alcuni consiglieri comunali che fanno riferimento a lei e che permettono l'approvazione dei bilanci del Comune di Piazza Armerina evitando il fastidioso scioglimento anticipato e favorendo la perpetuazione del rito del gettone di presenza. Una Santa per molti.

Appare su testate giornalistiche locali con una buona frequenza e con pezzi redazionali che tessono le lodi delle sue doti salvifiche e taumaturgiche.
Sostiene finanziariamente le feste di quartiere in particolare di un quartiere, il quartiere Casalotto di Piazza Armerina.
E lo stuolo dei sindaci in pectore non parla mai male di lei. Ed è questa la cosa che mi ha incuriosito. Lei in fondo gioca il suo ruolo, da protagonista.

Eppure succede che tanto i beneficiari, quanto i miracolati, i mondati dalla lebbra e i porporati al soglio pontificio locale preferiscono invece prendersela con il Movimento 5 Stelle ed in particolare con tutti coloro che potrebbero ostacolarla alle regionali sottraendole in casa propria le preziosissime preferenze elettorali, come fossero ladri blasfemi di santissime ostie in sacrestia. Lei però non parla male di nessuno.
Ognuno ha la sua piccola parte in commedia, il suo schizzetto di fango da lanciare, fingono di essere diversi ma hanno tutti lo stesso copione, Non sembra strano? Dovrebbero scannarsi tra di loro accusandosi a vicenda delle peggiori nefandezze politiche e invece non lo fanno.

Tra tutti loro c'è un collegamento elettorale trasversale: bisogna sostenerla e screditare i pentastellati, anche i loro familiari se serve.

Nulla dice contro di lei il suo ex collega di giunta provinciale, anch'egli in corsa per il soglio pontificio della ridente città degli Erei, nonché Frate Maggiore Provinciale dell'Ordine dei Querelanti.

Non fiatano né sussurrano contro di lei i suoi supporters  e galoppini nelle precedenti elezioni regionali, tra i quali pure un porporato, metropolita e Archbishop della Love Abbey, dalle infinite e mutevoli forme e simboli elettorali.

Taciturno, praticamente afasico, su di lei il Priore e Prelato del Nuovo Convento dei Disperati, un tempo parte del Convento delle Libertà.

Che dire della corrispondenza di amorosi sensi del quotidiano locale ed il Frate Maggiore dei Querelanti? E' la cosa più curiosa se vogliamo. Da una parte un ex Religioso, già reggente del Convento Armerinorum, dei Frati Piddienti, dall'altra il suo politicamente opposto avversario storico (perlomeno nell'immaginario collettivo).

A ben guardare lei è parte ed espressione del peggior governo regionale siciliano, a detta dei più se non di tutti. Eppure su di lei silenzio. Perché?
La vecchia cupola politica decide chi sale, chi scende e chi resta in carrozza. La vecchia classe dirigente si raggruma, sperando di sopravvivere.

Per carità, non ho nulla di personale con lei e personalmente mi è pure simpatica. Parlo di faccende politiche locali. Ci sono troppe cose che non quadrano, secondo me. L'aggettivo Bianca, voglio precisarlo, è riferito al colore della vecchia Democrazia Cristiana (DC), che diventò negli ultimi lustri della sua esistenza un coacervo di gruppi politici, correnti, aree, ecc., ecc., che si odiavano ma stavano insieme per spartirsi poltrone, mantenerle, costruirle, ottenere favori e vantaggi.

venerdì 7 luglio 2017

giornale di Parrocchia

Un piccolo consiglio a chi si crede Montanelli o Biagi e scrive immaginando chissà quali platee di lettori affamati di notizie e perle di saggezza. Non siate così certi di potere orientare l'opinione pubblica.
Purtroppo, le platee sono vuote stando ai numeri.
Da una piccola ricerca sulle tendenze del web si vede che due delle tre principali testate giornalistiche locali  (provincia Enna) prese a raffronto sono
confrontabili più con i giornali di parrocchia di qualche decennio fa che con i quotidiani moderni.
Un pubblico web limitato, nell'ultimo anno, con congenito disinteresse per immagini video. 


La misurazione è fatta sugli utenti del web che usano Google come motore di ricerca.



Non va affatto meglio nella categoria dei social network, fatta da un pubblico più giovane, lì addirittura le differenze tra le tre testate sono insignificanti e la dominanza di ViviEnna scompare.


Il peggiore dei tre quotidiani on line presi a confronto è StartNews, testata a cui il cambio del direttore responsabile non ha portato fortuna, il suo trend è in discesa.
In salita da qualche mese  TeleNicosia ma molto distanti entrambi da ViviEnna.
Tuttavia a raffronto con testate regionali, come La Sicilia e Giornale di Sicilia presenti sul web, ViviEnna è del tutto marginale al di fuori della Città di Enna e della sciagurata omonima provincia.

Fare a gara per apparire sulla pagina di un giornale parrocchiale non è una strategia mediatica ragionevole, é, più che altro, fame di visibilità ad ogni costo, narcisismo mal impiegato.
Le polemiche innescate ad arte per avere qualche clic in più non premiano, stufano i lettori, stando ai numeri.
Spalare fango per poi attendere la smentita per farci su qualche altro clic è una strategia editoriale da moribondo.
Tanto più che le testate on line prese in considerazione sono del tutto poco affascinanti per il pubblico giovane e medio. Si tratta prevalentemente di lettori over 40-50 stando agli studi di audiweb.
Buona fortuna agli aspiranti premi Pulitzer degli Erei. Scrittori negletti dal pubblico e dai critici letterari. Capaci di svarioni clamorosi sui fatti che diminuiscono credibilità, fidabilità e lettori.
Quanto ai quotidiani in generale è bene sapere che in Italia secondo Audipress solo 17 milioni di italiani leggono un giornale, circa 9-10 milioni al centro nord e 7-8 al centro-sud. Parliamo di lettori di giornale, non di persone che li comprano. La maggior parte dei giornali viene letta nelle città sino a 10 mila abitanti seguono le città sino a 20 mila abitanti. Insomma vengono letti nella cosiddetta provincia italiana, nella periferia culturale del Bel Paese. Nel numero dei lettori vengono contati anche quelli che li leggono sul web. La lettura è dunque sostanzialmente legata a bar ed uffici di provincia. E' per questo che il taglio dei giornali va più verso il gossip, i si dice, i potrebbe, sarebbe, i rumors. Ottimi argomenti da bar tra un salatino ed un caffè. Lì, si può rapidamente commentare, gossippare, senza approfondire e riflettere. Nella provincia ennese dunque leggono (anche sul web) i giornali cartacei (ma non li comprano) all'incirca 40/50 mila persone su 170.000. Ogni testata (tra nazionali e locali) non dovrebbe avere più di 10-15 mila lettori su 170.000, all'incirca il 7% della popolazione.

Segue nel dettaglio la diffusone regionale delle tre testate prese a confronto negli ultimi 12 mesi, su tutte le categorie indicizzate, compresa quella dei social network, per gli utenti che usano Google, il più diffuso motore di ricerca del mondo.





giovedì 29 giugno 2017

eletti, rieletti e negletti.

Se sai fare bene il tuo lavoro, se sei competente, allora ti premio e ti promuovo ad un ruolo superiore. Quando un sistema è organizzato così, col passare del tempo, sarà popolato da persone incompetenti. 
Lo sostenne Laurence J. Peter, uno psicologo Canadese, nel 1969, parlando dell'organizzazione gerarchica (di imprese, pubblico impiego, forze armate). 
Non è uno scherzo e l'apparente paradosso fu dimostrato con tanto di argomentazioni logiche.

Ora si potrebbe anche dire che l'organizzazione politica di Stato, Regioni e Comuni sia una organizzazione gerarchica dove sono gli elettori che promuovono qualcuno ad un ruolo superiore.
Quindi prima sei "promosso" da semplice cittadino a candidato (solo nel caso di raccolta firme), poi potresti essere eletto, cioè promosso, membro di un consiglio comunale, regionale, del parlamento.

Immaginando (e non sembra ci siano grosse difficoltà) che ci sia anche un diverso grado gerarchico tra Comune, Regione e Stato, dovrebbe anche essere scontato che chi da consigliere comunale venisse dopo eletto consigliere regionale e poi membro del Parlamento, sarebbe stato premiato dagli elettori con una indiscutibile promozione. 
Laurence J. Peter 

Ma se il principio di Peter fosse giusto (e lo è) ed applicabile anche alla politica (ed intuitivamente è così) accadrebbe che col passare del tempo tutte le istituzioni elettive sarebbero "infestate" solo da persone incompetenti. E si, perchè se l'unico criterio per essere promosso fosse il merito attuale, cioè la bravura che dimostri adesso, allora una volta che fai il consigliere comunale o regionale o altro senza progressive "promozioni" a superiori funzioni, se ne deve concludere che sei un incompetente secondo il principio di Peter, e lo sei adesso.

Stessa conclusione per chi sia eternamente candidato a qualcosa: gli elettori non ti eleggono perchè non vedono attualmente competenza in quello che fai. Ancora peggio la situazione di chi eletto una prima volta non venga rieletto. Si tratterebbe di una vera retrocessione per demerito, interpretando liberamente Peter.

Sembra una trappola: se fai lo stesso ruolo senza essere promosso sei un incompetente, se non ti eleggono sei un incompetente, se non ti rieleggono allo stesso ruolo sei un incompetente. A salvarsi sarebbero in pochissimi e per poco tempo, soltanto coloro che percorrono la carriera dall'inizio alla fine sino al rango di parlamentare. Ma, alla fine, sarebbero incompetenti pure loro, non venendo promossi ulteriormente.

Che dire, mostruoso, saremmo in una società gestita da incompetenti. La conclusione logica di Peter è coincidente  con le nostre sensazioni. Ci risulta assai difficile o assurdo considerare Sindaci, Consiglieri e Deputati come persone competenti.

Però il principio di Peter non è una critica alla meritocrazia, alla competenza come criterio di promozione/scelta ma ad un modo sbagliato ( forse un po' primitivo ed illogico) di intenderla.

Sarai anche un bravo e brillante meccanico ma non è detto che per questo motivo sarai anche un bravo capo reparto o capo officina. Una cosa è avere perizia nel riparare un motore, altra è essere capaci di gestire rapporti relazionali con colleghi e dirigenti.

Peter voleva solo dire che si dovrebbero valutare le competenze necessarie per il futuro incarico.




L'implicazione "se sei competente allora vieni promosso" implica a sua volta che "se non vieni promosso allora non sei competente.

domenica 25 giugno 2017

Il lampione

Di sera un tizio perde le chiavi di casa. Comincia a cercarle sotto un lampione. Qualcuno lo vede e gli chiede ma hai perso qui le chiavi? E il tizio risponde no, ma è l'unico posto dove si vede. 
Siamo così un po' tutti non solo gli studiosi. Cerchiamo soluzioni a problemi facendoci domande sbagliate, concentrandoci su ciò che conosciamo (il lampione). Spesso e soprattutto di fronte a grandi cambiamenti i lampioni a che servono? 
Se spunta fuori qualcosa di nuovo il lampione non ce lo fa vedere. Abituati forse come i gatti di Harvard a vedere solo strisce orizzontali, andiamo a sbattere contro le gambe di tavoli e sedie. Non le vediamo. Siamo portati a credere di trovare la risposta nell'area illuminata dal lampione del noto e tradizionale. Lì non la troveremo mai. Nessuno credeva che la terra girasse intorno al sole. Tutti pensavano e "vedevano" il contrario.
Di nuovo, progressivo e irreversibile c'è la disintermediazione (oltre la robotica) nel commercio, nella finanza, nella comunicazione, ecc. Come fai a consigliare a qualcuno di aprire un nuovo negozio se il commercio elettronico sta progressivamente prendendo piede? Il corriere ti porta a casa quello che vuoi. Sopravviverà forse solo l'untradeble.  Eppure trovi economisti di ogni estrazione culturale che ti parlano di investimenti e di ricchezza che ne consegue. 
Il lampione del '900 ti fa "vedere" capitalismo dove invece c'è solo speculazione finanziaria e socialismo dove c'è solo povertà e non più classi sociali operaie e contadine. Milioni di disoccupati e poveri (da decenni ormai) nei paesi più ricchi del mondo non sono il sintomo di una contraddizione che le teorie del '900 non sanno spiegare? Chi compra se non ha soldi? Chi guadagna se non vende? Il business della speculazione finanziaria è il debito, non la ricchezza prodotta. Si compra e si vende debito e si guadagna su questo. Servono solo larghe masse indebitate. Quindi bisogna impoverirle per farle indebitare. Questo sotto il lampione non si vede. 
Nella comunicazione, i giornali crollano come vendite e come lettori (i dati AudiPress sono chiari). Le merci dei giornali non sono più le notizie su copie stampate e vendute ma i lettori. E non importa che abbiano letto la copia cartacea, è sufficiente che abbiano visualizzato o messo un "mi piace" anche su un solo articolo, sul web, sui social. Tanto basta per valorizzarne la pubblicità inserzionale.
Il mondo è radicalmente diverso a parte le nostre convinzioni. 
Così accade nei partiti. Ma il Movimento è di destra o di sinistra? Lampione del '900. 
Avrà le correnti al suo interno? Ovvio! Lampione del '900. 
Chi comanda? Lampione del '900. 
E quindi a qualcuno potrebbe pure venire in mente cerchiamo di infiltrarci, di controllarlo, in fondo sono 4 ingenui un po' coglioni che di politica non ne capiscono, facciamoci un nostro consigliere, e facciamo un favore a un amico o un'amica depotenziandolo. Lampione del '900. 
Accade però che il lampione che ti fa vedere intorno ti può pure abbagliare, non lo vedi e prendi una lampionata in piena fronte.


martedì 30 maggio 2017

il rullo dei tamburi

Perché molta gente ha repulsione o addirittura schifo per la politica e altra ne è attratta? Della politica vediamo gli scandali, gli abusi, non c'è fiducia nei partiti, né negli uomini politici. 
Altri invece vedono nella politica un'opportunità personale. Tipo, sta per aprire un supermercato e l'assessore Tizio ha buone relazioni con il gestore. Oppure, potrei fare qualche mese di lavoro nella società che lavora per conto del Comune e l'assessore Caio può raccomandarmi. 
Certe volte giriamo la testa da un'altra parte per fingere di non vedere incarichi professionali dati ad amici strettissimi del politico, quello stesso che aveva detto su un palco con me non succederà mai. 
Subiamo in silenzio bollette comunali rincarate ad arte, leggiamo del Comune che nega ai cittadini diritti stabiliti dalla legge come ad esempio decidere insieme come spendere 20/30 mila Euro per piccole opere pubbliche o servizi. Sappiamo di gente messa dai politici ai margini negli uffici pubblici ed altra elevata sugli altari. Apprendiamo di opere pubbliche che costeranno il triplo di quanto non costino altrove. Leggiamo il libro dei sogni delle opere pubbliche, sappiamo che non si faranno, ma ci piace fantasticare su una città che non esiste.  Sappiamo o dovremmo sapere che il Comune è povero, non ha soldi perchè ne spende troppi, è in rosso, si fa prestare i soldi dalla banca, mente quando dice che la situazione economica è ok. I politici che non rispettano le regole e ne pretendono dagli altri il rispetto dovrebbero suscitare repulsione profonda avendo persino la faccia tosta di dare degli evasori ai propri sudditi. Sentiamo commentare eh bè, sì, è sempre successo. Indole e indolenza siciliana magari in bocca a chi la politica l'ha fatta o intende farla. Eppure pur sapendolo non diciamo, non gridiamo, non pronunciamo pubblicamente l'unica  parola possibile, farabutti. 
Lo diciamo in privato. 
Vediamo i ragazzi scappare da questo che è ormai un paesotto di provincia, senza cultura, senza arte eppure non privo di  artisti ed intellettuali. Sono i nostri amici, parenti, vicini, conoscenti ad andarsene a cercare lavoro e ci rattristiamo, certo, ma non ci ribelliamo. 
Vediamo coi nostri occhi lo spopolamento della Città, dei vecchi quartieri, del centro storico, il degrado degli edifici privati e dei beni pubblici e delle aree pubbliche. Ma ci piace fotografare il tramonto, la maestosa Cattedrale, la montagna magica, le sempre meno frequentate processioni religiose, le parate con i paramenti pseudo-medievali. Osserviamo persino iniziative di rilancio economico fatte senza alcuno studio di mercato, ma solo di panza, d'istinto. 
Oggi ho visto un uomo raccogliere cicche per terra. Non faceva civismo. Cercava di confezionarsi una sola sigaretta e fumarsela.
Sappiamo che sono troppe centinaia le persone che non riescono ad accoppiare il pranzo con la cena, che non possono permettersi gli occhiali o i denti artificiali. Qui, in questa città. 
Fingiamo di non capire e capiamo benissimo, ma copriamo la voce interiore della verità sotto il rullo di tamburi.


giovedì 25 maggio 2017

Il mercante cinese

I Piazzesi pagano più tasse e vengono ritenuti evasori dal Nobile (si fa per scherzare) Comune di Piazza Armerina. 
A pensare che i Piazzesi siano degli evasori sono organismi ed uffici istituzionali della città. Si va dal sindaco al vice-sindaco (lo hanno detto pubblicamente in incontri alla sala delle Luci e interviste a radio Kabul, dove hanno persino sostenuto che il Comune ha i conti in ordine) ad alcuni "responsabili" di uffici comunali, passando dal collegio dei revisori dei conti (che ha esortato il Comune Armerino al recupero) e persino per molti consiglieri comunali. 
La tabella che vedete sopra dice esattamente il contrario
Secondo i dati della Banca d'Italia riportati nel famigerato sito SIOPE (sconosciuto alla maggior parte dei consiglieri comunali sino a tre anni fa) nel 2015 i Piazzesi hanno versato al Comune il quadruplo delle tasse pagate nel 2009 (2 milioni nel 2009 e 8 milioni nel 2015, quindi 21 milioni di Euro in più in 7 anni). Con quale faccia si ha il coraggio di dire che i Piazzesi non pagano le tasse e si vuol procedere al recupero forzato?
Per finanziare i capricci dell'amministrazione si sta impoverendo ancor di più la Città. 
Dal 2011 i Comuni ricevono meno trasferimenti da Stato e Regione. Quindi devono trovare i soldi per amministrare soprattutto tra i concittadini. Sono cambiate le leggi e la costituzione. I seguenti partiti  hanno deciso così: Partito Democratico, Forza Italia -che conteneva i fondatori di Fratelli d'Italia, NCD ed ALA-, Sciolta Civica e Lega Nord -che ora al sud è Noi con Salvini). 
Le regole sono cambiate ma i contribuenti sono rimasti gli stessi. Pagano le tasse allo Stato come e più di prima (iva, irpef sono aumentate), pagano le tasse al comune come mai prima. In più pagano da molti anni dei servizi che prima erano comunali e poi sono stati privatizzati (distribuzione acqua). 
Cazzo, c'è la povertà, non c'è la ripresa economica! E come pensi di superarli i problemi se continui a strizzare il limone già secco?
E se qualcuno si permette di dire che il Comune sta marciando a testa alta e petto in fuori verso il disastro finanziario, gli danno del gufo.
Quelli bravi e competenti che siedono al Comune ti dicono che i conti sono in ordine, in attivo. Bene se sono in attivo perchè il pagamento degli stipendi del personale che si occupa della raccolta rifiuti è stato fatto in ritardo- voce che corre in città-? E perchè ti fai prestare sempre più soldi dalla banca arrivando a toccare un indebitamento di 6 milioni di Euro come mostra l'ultima tabella?
La sapete la storia del mercante cinese che vende lance e scudi al mercato? Dice, le mie lance perforano qualsiasi scudo. Poi dice, i miei scudi resistono a qualsiasi lancia. E uno gli chiede, ma che succede se con una tua lancia cerco di perforare un tuo scudo? E il mercante non sa rispondere. 

 Il dettaglio del tipo tasse incassate dal comune è questo:





















Dettaglio semestrale del ricorso all'indebitamento bancario dal 2014 al 2016:

giovedì 18 maggio 2017

la moda delle liste civiche

Un breve giro sul web per scoprire i nomi dati in Italia alle liste civiche. Spesso dietro si nascondono politicanti di lungo corso o assatanati rampanti. Ne vedremo anche qui. Liste chiaviche.
[Al posto della parola “città” si può mettere direttamente il nome della città, Palermo, Piazza Armerina, ecc. ecc.]
uniti per unire ( rivenditori colle e mastici)
dalla parte dei cittadini ( quale parte? Fare molta attenzione)
per cambiare ( pannoloni, pannolini, intimo, moda)
cittadini protagonisti ( teatro, drammaturgia, cinefili)
cittadini al centro (zaurdi in periferia)
amministrare insieme (spartire in pochi)
sveglia! ( narcotizzati)
orgoglio (narcisisti anonimi)
impegno comune ( pagamenti pro quota)
SiAmo la città (odio il mare e la montagna)
città futura ( per villaggi palustri)
scelgo la città (migranti)
noi cittadini ( voi?)
valore e rispetto ( lupara in omaggio)
un cuore civico ( ma 'na panza così)
città in movimento (zone sismiche)
io corro per la città ( sportivi e latitanti inseguiti dalla polizia)
cittadini perbene (zone cimiteriali)
progetto comune (geometri ingegneri architetti)
obiettivo comune ( e tutti lì vogliono andare, al comune)
momento di cambiare (autoscuole istruttori di guida, esaminatori patente)
il nuovo (antagonisti dell'usato)
insieme per crescere ( diversamente alti )
amare la città (erotomani, mandrilli, ninfomani)
insieme si può ( da soli solo pippe)
prima la città ( dopo la campagna o il mare)
passione per la città ( devianza delle pulsioni sessuali)
alleanza per i cittadini (contratti di assicurazione per tutti)
per un'altra città ( escursionisti)
fatti sentire (sordi, ipo-udenti)
nuove prospettive (architetti, geometri, ingegneri edili)
riparte la città ( meccanici ed elettrauto)
la città cambia (in zone vulcaniche eruttive)
trasparenza e partecipazione (non adatta ai minori anni 18)
rilanciamo la città ( giocatori di poker)
punto. A capo ( insegnanti lettere )
facciamoci in quattro per la città (tossico dipendenti)
sosteniamo la città (zone con dissesto idrogeologico o rischio sismico)
città per tutti ( niente gite, niente mare, campagna o montagna)
svoltare (ex vigili urbani polizia stradale)
liberaMente per la città (ex detenuti, persone in libertà vigilata)
con la gente per la gente (Cetto Laqualunque)
sindaco donna (feticismo)
per la città (vagabondaggio)
per la città con Fabrizio (accompagnatori turistici)
una speranza per la città ( guadagno fortuito moltiplicato per la probabilità di realizzarlo, gioco d'azzardo)




sabato 13 maggio 2017

attenti al voto, roba scientifica, maneggiare con cura

Marie-Jean-Antoine-Nicolas de Caritat

marchese di Condorcet

noto come Nicolas de Condorcet
Se ti chiedo di scegliere tra Tizio, Caio e Sempronio votando un solo nome dei tre sto probabilmente manipolando il tuo voto.
Ti sei mai chiesto perché devi dare un solo voto? No, perché è una cosa che sei abituato a fare da sempre senza chiederti perché.
Eppure oggettivamente oltre a preferire solo uno dei tre possono succedere altre cose. Per esempio non trovi differenze tra Tizio e Caio, oppure tra Sempronio e Tizio, o in nessuno dei tre, ma non puoi esprimere con un solo voto questa tua reale opinione, cioè quello che veramente pensi e preferisci.
Ci sono ben 13 possibilità su tre candidati.
  1. preferisco Tizio a Sempronio e Caio che per me sono uguali
  2. preferisco Tizio a Sempronio e Sempronio a Caio
  3. preferisco Tizio a Caio e Caio a Sempronio
  4. preferisco Sempronio a Tizio e Caio che per me sono uguali
  5. preferisco Sempronio a Tizio e Tizio a Caio
  6. preferisco Sempronio a Caio e Caio a Tizio
  7. preferisco Caio a Tizio e Sempronio che per me sono uguali
  8. preferisco Caio a Tizio e Tizio a Sempronio
  9. preferisco Caio a Sempronio e Sempronio a Tizio
  10. Tizio, Sempronio e Caio per me sono uguali
  11. preferisco Sempronio e Caio che per me sono uguali a Tizio
  12. preferisco  Tizio e Caio che per me sono uguali a Sempronio
  13. preferisco Tizio e Sempronio che per me sono uguali a Caio  
Se hai a disposizione solo un voto, devi indicare un solo nome, non potrai votare la 10 (Tizio, Sempronio e Caio sono uguali), se voterai Tizio non potrai esprimere una valutazione su Sempronio e Caio, cioè non potrai dire se li ritieni uguali 1) o se tra loro preferisci l'uno 2) o l'altro 3), non potrai neppure valutare Tizio a pari merito con Caio 12) e preferirli a Sempronio o a pari merito con Sempronio 13) e preferirli a Caio.
La cosa non è ininfluente sulla scelta collettiva.
Se 12 votanti esprimessero 5 voti a favore di Tizio, 4 a favore di Sempronio e 3 a favore di Caio, Tizio vincerebbe avendo riportato il maggior numero di voti. Ma è il candidato che ha ottenuto i maggiori consensi reali?

La risposta sembrerebbe si. E invece in casi come questo di regola non è così.
Intanto Tizio non ha la maggioranza (metà più uno, cioè 7) e se fosse possibile votare esprimendo una tra tutte le 13 possibilità sopra descritte le cose potrebbero andare in tutt'altro senso.
Se cinque persone votassero la possibilità 2 (preferisco Tizio a Sempronio e Sempronio a Caio), quattro persone la possibilità 6 (preferisco Sempronio a Caio e Caio a Tizio) e tre persone la possibilità 9 (preferisco Caio a Sempronio e Sempronio a Tizio) il vincitore non sarebbe Tizio, ma Sempronio perché in 9 su 12 voti sarebbe preferito a Caio.

Siamo di fronte ad un paradosso ( i matematici lo chiamano paradosso di Condorcet): Tizio è uno che non piace alla maggioranza assoluta dei votanti pur avendo ottenuto in una votazione tradizionale un numero maggiore di voti ( 5 voti) rispetto a Sempronio (4 voti) e rispetto a Caio (3 voti). Sintetizzo: le probabilità che l'esito del voto tradizionale (scegli un solo nome) coincida con l'esito del voto articolato (dimmi per ciascun candidato cosa pensi) sono bassissime se si tiene conto che le combinazioni possibili dei 13 elementi sono enormi.

Ringrazio i signori Tizio, Sempronio e Caio per la discreta collaborazione. Aggiungo che al loro posto si può mettere un partito da votare, una proposta di legge, una deliberazione del consiglio comunale o del condominio, la scelta del locale dove andare a cenare, la città dove andare in vacanza, la produzione di un bene destinato alla vendita e tutto quello che vi pare, quasi. Il ragionamento matematico non cambia, non contiene errori, è consistente (non contiene contraddizioni) ed è dimostrato e ridimostrabile infinite volte con un calcolo fatto di matrici e grafi (per coloro che sanno cosa siano). 

La faccenda porta ad almeno una considerazione: se esistono due metodi di votazione uno dei quali è debole (perché può produrre contraddizioni, paradossi) perché usarlo? Se volessi far vincere Caio userei il metodo tradizionale manipolando in tal modo le espressioni di voto, se invece non voglio manipolare nulla e preferisco far vincere chi ha congiuntamente i maggiori consensi e minori dissensi, allora userò il metodo Condorcet. Tutta una questione di scelte.



The ranked ballots:
5:tizio>sempronio>caio
4:sempronio>caio>tizio
3:caio>sempronio>tizio
The pairwise matrix:
against
caio
sempronio
tizio
for
caio
3
7
sempronio
9
7
tizio
5
5
sempronio is the Condorcet winner.
La matrice mostra quante volte ciascun candidato è stato preferito ad un altro, non quanti voti ha preso.