lunedì 28 dicembre 2015

Chiese aperte ai turisti

Il 17 Novembre scorso è stata ricevuta dal Comune di Piazza Armerina una proposta per rendere visitabili a turisti e residenti le innumerevoli Chiese della Città di Piazza Armerina. La proposta è stata illustrata il 23 Novembre, in occasione di un convegno sul turismo organizzato dall'Associazione Mira 1163, ottenendo un apprezzamento da parte degli operatori intervenuti. Da allora però nessun segnale di vita da parte dell'Amministrazione. La proposta ( clicca qui per visualizzarla o scaricarla) ricalca quello che altri Comuni hanno già fatto, tenendo conto anche degli errori commessi. Dal 1 Gennaio al 30 Settembre di questo anno, circa 82.000 turisti hanno visitato le Chiese di Ragusa, aperte ai turisti grazie ad una convenzione con la Diocesi. Altri Comuni hanno intrapreso la stessa strada da anni con ottimi risultati. 
Come si sa Piazza Armerina è una tra le più ricche Città Siciliane per numero di Chiese. E le statistiche ci dicono che da oltre 3 anni il flusso di turisti verso le Città d'arte (comprese quelle Siciliane) è in costante aumento. 
In questi giorni si è avuta la possibilità di visitare solo alcune delle tantissime Chiese (e Chiostri) della Città che contengono degli autentici gioielli d'arte. Ed è stato possibile per l'iniziativa e l'opera (esclusiva) di cittadini ben organizzati ed attivissimi che hanno coinvolto gli operatori economici della Città ma anche grazie alla sensibilità di autorità Ecclesiastiche illuminate. 
Le immagini pubblicate sui social sono meravigliose ma danno solo una semplice e pallida idea dell'emozione che si prova a vedere opere d'arte così interessanti. 
La Città ha un ricchissimo patrimonio culturale pittorico che va dai preziosissimi affreschi del Borremans nella Chiesa di S. Giovanni, ai rarissimi affreschi medievali del Gran Priorato di S. Andrea, solo per citare i più importanti e più noti. Il costo della convenzione che altri Comuni hanno affrontato è irrisorio rispetto ai benefici collettivi. Nei primi anni di sperimentazione (parliamo del 2001) si sono spese cifre assolutamente sostenibili (10.000 Euro l'anno) per tenere aperte alcune Chiese durante la stagione turistica. 
Se solo si riuscisse a portare in Città 25.000 turisti, attratti dalle sole Chiese e i loro tesori d'arte, provate ad immaginare di quale potenziale di ristorazione, pernottamento, consumazioni al bar e pasticcerie, vendita di souvenir, impiego di guide, vendita di pubblicazioni, ecc. la Città potrebbe beneficiare e con quali ricadute occupazionali. 
Ma il potenziale è molto più alto. Durante il convegno del 23 Novembre cui facevo cenno all'inizio si è appreso che una grande percentuale di visitatori della Villa Romana del Casale non viaggia con modalità organizzate da tour operator. Parliamo di turisti che si organizzano da soli, free. Si tratta di un numero che oscilla tra le 100-130 mila persone ogni anno, sono turisti attratti da beni culturali (la Villa Romana del Casale) cioè già potenzialmente motivati. Sappiamo che nella nostra zona è concentrata la più alta quantità di B&B ed Agriturismo della Sicilia centro-settentrionale e meridionale. Abbiamo cioè già investimenti nel settore e non dobbiamo aspettare altro. In Primavera sarebbe già possibile sperimentare l'apertura delle Chiese se già da adesso la Politica locale (P maiuscola) iniziasse i dovuti passi. 

venerdì 25 dicembre 2015

Storia di Ecrù

Piccolissimo ma dotato come molti cuccioli di una "voce" acuta ben udibile, miagolava da diverse ore. Impossibile vederlo. Più piccolo dell'erba, cresciuta nel vicino cantiere abbandonato, ne era coperto e in qualche modo protetto. Ma la fame è fame e il suo miagolio era insistente. Il tentativo di avvicinarsi a lui fallì. E fu lui che venne a trovarci. Si mosse di sera, subito dopo il tramonto, seguì con l'olfatto le tracce degli umani che erano venuti a cercarlo e si infilò come un ladruncolo nel nostro giardino. Si nascose dentro il glicine e cominciò nuovamente a miagolare. Lì potemmo vederlo e prenderlo. Un cucciolo abbandonato è sempre attraente. Lui lo era ancor di più perchè aveva un evidente problema al ventre e perciò lo avevano abbandonato. Non sapevamo che fosse un lipoma ce lo spiegò il veterinario. Ci disse che bisognava operarlo e che se quelle palline di grasso non avessero ancora intaccato organi vitali, forse si sarebbe salvato. A me sembrava color caffellatte ma agli altri in famiglia sembrava decisamente un gatto rosso. Che nome dargli? Cominciarono lunghe dispute e alla fine prevalse Miaomiao. 
Passò oltre un mese tra i ferri e gli aghi del veterinario per ricucirlo e le garze e le pomate di noi infermieri improvvisati. Le suture si riaprivano, doveva stare fermo. Come fai a far star fermo un gatto? Lo salvò dall' impossibilità di essere ancora ricucito, per mancanza di pelle, una vecchia gabbia da trasporto per gatti. La cosa più emozionante per me fu tenerlo fermo durante le medicazioni e sentire il suo cuoricino battere forte forte forte quando sentiva il dolore o il fastidio inevitabile che una medicazione porta con sé. Provava emozioni e si fidava di noi. Questo mi bastò a fare entrare quei suoi battiti nel mio cuore. Guarì. 
Privo di madre, pensammo che per addestrarlo alla vita dovessimo insegnargli qualcosa. Chissà perchè gli umani pensano di sapere insegnare ad un gatto? Gli facevamo vedere uccelli cinguettanti, gatti miagolanti ed altri animali di piccola taglia, da youtube. Si incuriosiva, girava intorno al portatile e guardava lo schermo seguendo attentamente i movimenti delle immagini. Scoprii che se si trattava di video di cuccioli lui si metteva tra me e lo schermo, quasi ad impedire un contatto fisico con quei cuccioli. Si conquistava l'esclusività del suo spazio nel nostro cuore e la difendeva. 
Cominciò ad uscire di casa. Dapprima sul balcone e poi... venne il giorno in cui Miaomiao decise di esplorare il mondo intorno a sé. Scoprì piano piano che il sole era piacevole prenderlo su un tronco reciso o sui muretti lì intorno. Interessanti per lui erano le farfalle ed altri insetti volanti. Li inseguiva, come fa ancora adesso.
La sua socializzazione con gli umani fu straordinaria. Rientrando in casa non toccava cibo se prima non veniva coccolato e ricoccolato e stra-coccolato. Solo allora mangiava ed anche oggi fa così (quando i suoi ormoni maschili sono in letargo, altrimenti no). Arrivò anche il giorno in cui decise di attraversare la strada, sotto gli occhi preoccupati della madre umana adottiva. Ansia a chili in tutta la famiglia. A poco a poco gli umani si adattano, è vero, ma permane sempre quel senso di pericolo che fa da spauracchio prendendo la forma delle macchie nere di unto delle automobili sotto le quali i gatti si proteggono dal sole; macchie d'unto sulla pelliccia = automobili; automobili = pericolo, anche se ferme e parcheggiate. 
Da un po' gli alberi di Natale in casa non si son più fatti allo stesso modo. Le palline colorate esercitavano su Miaomiao (nel frattempo divenuto Ecrù di nome per via del suono della sua voce emesso durante le fusa e un po' perchè il suo pelo rosso era meno acceso e dava più sul caffellatte... lo avevo detto io all'inizio che era così...) un fascino irresistibile, capace di travolgere l'albero con tutti i suoi addobbi. Da allora solo alberi spartani e rinforzati alla base.
Ecrù ci sorprese un giorno d'estate. Un piccolo gattino si era introdotto in quello che ormai era il suo territorio. Era un cucciolo che si era perso e vagabondava. Ecrù lo adottò. Lo seguiva, gli impediva di attraversare la strada spingendolo nella direzione opposta col musetto rosa, e se il cucciolo non ne voleva sentire, lo afferrava con la bocca per la collottola e lo portava al sicuro, lontano dalla strada. Gli stava seduto vicino, lo osservava come fanno i gatti, senza mai fissarlo, e non appena il piccolo accennava a un movimento non autorizzato Ecrù lo stoppava.
Ho imparato e imparo molto da lui. Alla fine penso che è lui che ha scelto noi, ci ha adottati, e ci insegna un sacco di cose sui gatti e sulla natura.
Buon Natale (senza albero) Ecrù.

venerdì 18 dicembre 2015

la palude della Giunta Miroddi

Due anni e mezzo di promesse, tentennamenti, dondolamenti. Niente. La Città è rimasta nella stagnante palude; solo ordinaria amministrazione e neppure della migliore. Nel 2013 avevamo un buco di bilancio lasciato dalla precedente amministrazione Nigrelli (Partito Democratico) di un milione di Euro e ci ritroviamo adesso con due milioni di disavanzo. Il contributo rivitalizzante che l' NCD avrebbe dovuto fornire alla Giunta si è rivelato esattamente come era stato previsto: inutile. Il famoso programma di 16 punti dell'anno scorso che fine ha fatto? Quel programma si fondava tutto sui sognati soldi della Villa romana del Casale. Sogno naufragato definitivamente già pochi mesi dopo, nel Maggio del 2015, con la legge regionale n. 9 sul contributo alla gestione di parchi e musei siciliani e con la legge regionale n. 5 (legge di stabilità e bilanci enti locali). E tuttavia, sbattendosene delle nuove disposizioni di legge, la Giunta della Città dei mosaici si è ostinata a presentare uno schema di bilancio onirico, dove non c'è alcuna traccia della tanto sbandierata spending review, pilastro retorico del risanamento e del rilancio della Città. Tanto è così vero che ci ritroviamo sul groppone due milioni di disavanzo entrate - uscite correnti.
Il programma dei 16 punti nulla aveva di realistico, però suonava bene, rassicurava, lasciava pensare: questi sì che sono gli amministratori buoni, quelli che parlano di turismo, di cooperative, di percorsi turistici, di aree per il carico e scarico dei turisti ( e vabbè la terminologia era un po' brutale, da scaricatori di merci, da facchini diciamo, il senso però era chiaro). C'era già scritta la brutta fine di quei punti che riguardavano il turismo. Era l'allucinazione di vedere chiese fruibili ai turisti, cosa mai avrebbero dovuto gestire le cooperative e le associazioni o società di servizi turistici? Chiacchiere. Le chiese erano e sono rigorosamente chiuse. E che dire del trenino? Giocattolo retorico per adulti rimasti bambini. Il trenino non poteva essere utilizzato nei percorsi extra urbani e lento per come è e per la velocità massima per cui è omologato, avrebbe impiegato ore per collegare la Villa alla Città, trascinandosi vagoni di stupidaggini più che di turisti, rendendo inutile persino l'area di "carico e scarico",  gli info point e i mega banner negli aeroporti. I fatti alla fine danno ragione. Idee approssimative, incoerenti, incompetenti, parole per passatempo. Ma nel frattempo la Città ha perso un'altra occasione. 
Se quasi tre anni non sono bastati per capire che questa Giunta non ha idee, né programmi realistici, fattibili, se non sono bastati a capire che anche la gestione delle cose ordinarie presenta lacune gravi come la gestione della TARI (la tassa sui rifiuti) che viene fatta pagare anche a chi non ha il servizio di raccolta rifiuti (contro quello che prevede la legge), cosa dire ai tifosi di questa Amministrazione? Continuate pure a fare il tifo per il nulla, difendendo qualsiasi piccola cosa, ignorando le macroscopiche latitanze di progetti e capacità. Rifletteteci sul se ne vale ancora la pena di parlare di rilancio turistico dopo aver sentito vertici di questa amministrazione sostenere che la cremazione dei defunti avrebbe rilanciato il turismo, immaginando i parenti e gli amici del morto in cerca di B&B, agriturismi, ristoranti e bar, in attesa dell'incenerimento del caro estinto. In fondo, a chi non è mai capitato in quelle occasioni di pensare ad un bel pranzo in ristorante o ad una colazione al bar con granita e brioche, con un giro turistico e visita dei monumenti per la Città? Diciamolo, è la prima cosa che si pensa quando si sta per seppellire un amico o un parente, è proprio quello lo stato d'animo giusto per il cazzeggio turistico. Dite se ne vale la pena di parlare di spending review con due milioni di Euro di disavanzo tutti addebitabili all'attuale Giunta del Nobile Comune. E non raccontate in giro dei successi del passaggio alla città Metropolitana e della delibera sull'acqua pubblica; sono cose che l'Amministrazione ha accettato per non avere contro tutta la Città, non ci ha mai creduto e non è venuto da lei il progetto, la determinazione e la spinta politica e popolare.

mercoledì 25 novembre 2015

Una coppia in Sicilia, come potrebbe essere un viaggio in Villa e Città


Quella mattina ci mettemmo in macchina presto…. Volevamo vedere ancora altre realtà di questa terra ricca di contraddizioni eppure così bella, così misteriosa…… Le condizioni del tempo erano incerte ma il sole che a intermittenza ci sorrideva e scaldava era una meraviglia…. Su strade un po’ sconnesse arrivammo in una zona ricca di vegetazione…. I boschi coi loro alberi che tutto vedono da secoli ci danno un verde benvenuto in una zona senza tempo, ricca di storia e di antica cultura…. E proseguendo ammaliati da tanto splendore pieni di voglia di conoscere ci chiedevamo di cosa di tanto particolare stavamo per arricchirci….. Un posto bellissimo, una Villa unica dove gli ambienti con i loro pavimenti di una bellezza straordinaria ci raccontavano della grandezza dell’Impero, coi suoi miti, la vita quotidiana, i gioielli e le vesti del tempo…. Quanta bellezza, quanti particolari, quanta raffinatezza….. Con gli occhi ancora pieni di quell’incanto e in religioso silenzio in quel luogo stupendo, le guide ci danno un foglio…. C’è la possibilità di continuare la visita nella Città che custodisce il gioiello appena visto… Così tornati in macchina seguiamo le indicazioni… sulla strada un bellissimo angolo: i Canali con la copiosa fresca acqua che sgorga da secoli …. Arriviamo intanto verso il centro ... Sono le 11,00 e l’odore di dolci che proviene dai bar ci ricorda che dobbiamo ancora mettere qualcosa sotto i denti….Ci fermiamo davanti a un bar piccolo ma grazioso dove ritroviamo le immagini della meraviglia appena vista poco prima e che non scorderemo più….. Prendiamo qualcosa di tipico, dolcetti freschi e deliziosi e a parte ce ne facciamo incartare qualcuno perché buonissimi….
La cittadina è pulita e già i primi monumenti sono sotto i nostri occhi….San Pietro e il Chiostro appena restaurato (bellissimo)….Sempre seguendo il percorso che ci avevano dato le guide ancora Chiese di tutti gli stili….Molto interessante questa città dalle 100 chiese…. I monumenti particolari con un unicum: il colore della pietra, un’arenaria del posto scolpita da artigiani del posto: la Commenda dei Cavalieri di Malta da dove si partiva per Gerusalemme durante le crociate…Poco più in là la Torre del Padre Santo, e lì vicino una Chiesa con gli affreschi del Borremans. Si respira un’aria di festa … Tanti gruppetti di turisti alla ricerca di cose da visitare e di souvenir da comprare….
Tra palazzi antichi dai balconi ricchi di fiori continuiamo il cammino attraverso la via Umberto, chiusa al traffico e quindi lontana dai rumori. Il percorso turistico è stato organizzato segnando la strada con dissuasori in ferro battuto raccordati l’uno all’altro da un cordone rosso amaranto che aiuta i turisti a non perdersi, molto suggestivo… Arriviamo in una piazza accolti dal suono di un violino che un artista di strada virtuosamente suona... 
Anche qui tanti palazzi antichi e la Chiesa di Fundrò ……E' già l’ora di pranzo e tanti sono i locali piccoli e grandi che espongono i loro menù del giorno…. Decidiamo di entrare in un locale tipico e scegliamo di gustare le tipicità del luogo…. Pasta fatta in casa con finocchietti, le sarde e la mollica…. Vino generoso prodotto da un agriturismo locale e poi una bella grigliata con contorno di olive, verdura selvatica rigorosamente del luogo come il pane fatto in casa... Il tutto allietato dal canto di arie di un tenore molto bravo… Attorno a noi altri turisti sorridenti che facevano ben sperare che il pranzo sarebbe stato ottimo….. Dopo il caffè decidiamo di proseguire la visita in città….
Il foglio su cui è segnato l’itinerario ci dice di seguire la corda rossa amaranto sulle strade... Via Cavour ripida ma piena di palazzi, localini e negozietti di souvenir mentre osserviamo cosa fanno gli artigiani … Intanto qualcuno prepara il torrone di nocciole tipico di Piazza che certamente gusteremo... In questa cittadina veniamo a sapere che si parla un dialetto gallo-italico e di lì a poco, su un banchetto ecco un artista che declama dei versi incomprensibili ma dal suono melodioso…..i nostri cuori sono sereni,si respira un’aria semplice ma che emoziona…. Non so quante fotografie ho scattato lungo il percorso e ai monumenti e agli artisti da cui abbiamo comprato qualcosa... Un quadro a olio di un pittore che dipinge dal vero gli scorci caratteristici della città che avevamo incontrato vicino un monumento mi piace particolarmente….. visitiamo finalmente la Basilica Cattedrale Maria SS delle Vittorie (Patrona della Città)… Un edificio immenso, che sovrasta la città, alta 821 m., e comincia a fare un po’ freddino…
E' pure tardi ma ormai coinvolti decidiamo di restare….. Grandiosa la Cattedrale, come il Palazzo Trigona che racchiude i tesori portati alla luce nella villa romana e nelle zone archeologiche attorno alla città…. Accanto c’è una pinacoteca…artisti locali nell’antichità hanno dipinto molti quadri custoditi in una bella struttura…. Subito dopo proseguendo l’itinerario veniamo coinvolti nella degustazione di pane caldo fatto in casa condito con olio doc e pepe nero…..mmmmm…. Un bel castello Aragonese ci saluta durante il cammino…. Tanta la gente per strada mentre si sente il suono lontano di chitarre…. Poco più sotto dei ragazzi, seduti su una scalinata, intrattengono i turisti, accanto a sculture esposte da artisti….. Di fronte chiese e una biblioteca che custodisce una mostra del libro antico e dove spicca un testo di cui esistono solo 5 esemplari al mondo….Il Confucio tradotto da Intorcetta un Gesuita….
I monumenti intanto si arricchiscono di una luce artificiale che esalta il colore giallo scuro della pietra arenaria….Un’atmosfera unica….decidiamo di restare lì a dormire e ci informiamo, tramite un numero telefonico sulla guida se c’è un b&b con una stanza matrimoniale disponibile….Ci richiamano subito e confermano…Sulla stessa via dove ci troviamo (via Vittorio Emanuele è possibile….è lì vicino…un piccolo vecchio stabile ma con i soffitti affrescati e ben arredato con pezzi autentici….il prezzo non è troppo alto….in piazza stasera ci sarà qualcosa….vogliamo assistere…) intanto c’è il problema della macchina direte voi...no,no….le macchine sono custodite in un’area ben precisa già non appena si arriva in città….Un servizio taxi, offerto dal b&b porterà le comitive direttamente a prelevarla e / o a prendere le valigie…..La serata prosegue con una buona pizza e intrattenimento di artisti in piazza…. L’indomani si parte sì ma non senza aver visto un’altra bellezza:il gran priorato di Sant’Andrea con i suoi affreschi rari di arte medievale…. Ne è valsa la pena!
Grazie, Piazza Armerina, dell’accoglienza, dell’atmosfera, del cibo, della bellezza di ogni tuo angolo….Assieme allo splendore della Villa patrimonio dell’Umanità non scorderemo queste ore passate a visitarti: un bel regalo per i nostri 25 anni di matrimonio.

Savy Giusto.

martedì 27 ottobre 2015

Come controllare i voli di Stato

Qualche giorno fa i piloti di un elicottero militare, usato da Matteo di Renzi per andare in vacanza sulla neve, sono stati oggetto di sanzione disciplinare perchè rivelarono la località di un atterraggio di emergenza dell'elicottero del Capo di Governo. In apparenza tutto giusto. Però i voli di Stato così come tutti i voli civili sono monitorati minuto per minuto dalle autorità di volo. Esiste un sito internet che permette di conoscere in tempo reale (al massimo con 5 minuti di ritardo) il tipo di velivolo, la sua rotta, la compagnia, velocità, altitudine, ecc., ecc.. Questo vale anche per gli elicotteri e altri velivoli civili e militari che come si è detto effettuano voli di Stato, scorrazzando verso partite di calcio, località turistiche ed altre amenità i capoccioni della Repubblica. Basta conoscere il codice del velivolo utilizzato per il volo di Stato (di benessere) e si può sapere in quale parte del mondo si trova, a che altitudine vola, a che velocità. Certo, non si può sapere cosa succede a bordo, cosa si beve o si mangia, chi si spupazza chi.  Tuttavia, si può controllare dove va l'amato leader e magari dedurne che il volo è sì di Stato ma l'intento del glorioso passeggero non è proprio quello di uno statista.
Però, per chi non è così cattivo, maldicente e malpensante, il sito permette comunque di seguire un amico o un parente in volo.
Ecco il sito: https://planefinder.net/flight/IAM9002
Ecco i codici da inserire nella stringa di ricerca in alto:
-IAM9001 (presidente della repubblica)
-IAM9002 (presidente del consiglio)
-IAM9003 (presidente del Senato)
-IAM9004 (presidente della Camera)
2 velivoli Dassault Falcon 50; MM62026 - MM62243
5 velivoli Dassault Falcon 900; MM62171 - MM62172 - MM62210 - MM62244 - MM62245
3 velivoli Airbus A319CJ; MM62174 - MM62209 - MM62243.
2 Renzicotteri AgustaWestland VH-139A; MM81806 - MM81807



domenica 4 ottobre 2015

statuto Città Metropolitana

Questo è solo uno spunto di riflessione per tutti. 
B&B
Gli statuti delle Città Metropolitane potranno prevedere aree del territorio omogenee con funzioni e servizi differenziati. La questione non è secondaria. Qualcuno ha già avanzato l'idea di suddividere la città Metropolitana in 4 aree "omogenee". L'idea è di Enzo Bianco ma non mi pare che ci sia in corso alcun ragionamento e dibattito. Non sembra siano stati fatti gesti diversi dal sì con la testa. Cosa vuol dire zona omogenea? Dovrebbe significare che le sue parti hanno degli elementi in comune. E allora cominciamo a farli vedere questi elementi comuni. Partiamo dalla cosiddetta vocazione turistica, che può significare due cose: le tue potenzialità (che significa ciò che potresti avere ma ancora non hai)  e le tue risorse economiche effettive (che significa ciò che invece hai già).
Agriturismo
Nel primo caso devi investire per ottenere ciò che ancora non hai, nel secondo hai già fatto degli investimenti. Prendiamo in considerazione le strutture ricettive ( B&B, Agriturismo, Hotel) del centro sud della Sicilia e ci accorgiamo subito che la zona del territorio di Piazza Armerina e quella di Caltagirone ( ma non del Calatino) risultano più omogenee rispetto a Gela. Avendo complessivamente oltre i 2/3 di tutte le strutture ricettive del quadrilatero Piazza, Niscemi, Caltagirone, Gela. E nel caso degli agriturismo quasi il 100% delle strutture è concentrato solo su Piazza e Caltagirone. 
Hotel
Si tratta quindi di risorse economiche effettive, già esistenti e orientate verso un turismo non di massa. Quanto alle potenzialità attrattive, rimanendo nel settore turistico, è nota l'esistenza a Piazza Armerina di una concentrazione di aree archeologiche (Monte Navone, Montagna di Marzo, Filosofiana - collegata alla Villa Romana-, Villa Romana del Casale, Morgantina- a una dozzina di Km- e altre aree molto interessanti, ma non estese). Discorso a parte, ma sempre sul versante del potenziale, meriterebbe la rete museale e l'enorme quantità di materiale archeologico sparso in vari musei siciliani. Malasorte, questa, analoga a quella di Gela. 
Tuttavia la fruibilità di tutta l'area archeologica è limitatissima (su 10 ettari potenziali meno di uno è effettivamente e liberamente visitabile). Siamo nel campo delle potenzialità attrattive e cioè di investimenti da fare.
Il patrimonio architettonico Armerino è assai simile a quello di Caltagirone, ma non dell'intero Calatino.
Ora, è chiaro che questo è solo uno spunto per discutere e non è uno studio scientifico, né ha completezza. Ma i dati sono reali e verificabili e si può già sostenere che il "Calatino" è un'entità astratta almeno dal punto di vista turistico
Omogeneo con Piazza Armerina è, invece, il territorio di Caltagirone. Quindi mi appare del tutto arbitrario, cioè fondato sul nulla, sostenere le teorie di Enzo Bianco. 


venerdì 25 settembre 2015

il declino culturale del PD

Non esiste più in Città il Partito Democratico. Esistono suoi ex elettori, ex leader, ex sindaci, ex assessori, ex coordinatori, ex intellettuali, ex attivisti, ex idee, ex azioni, ex strategie. Persino ex traffichini, ex portavoti, ex farabutti. 
Ed è abbastanza ovvio che quando i suoi pochi superstiti parlano, parlino di sé e del loro partito con i verbi tutti al passato. Ti ricordi quando c'era vivo il nonno? E quando gli nascondemmo la dentiera? Ah che tempi! E adesso che nonno non c'è più, tutto il mondo non ha senso. Gli spifferi dalla porta, i calcinacci dal tetto, le macchie di umidità in casa. Ma quando c'era lui era tutto diverso, tutto era in ordine. Maah, dove andremo a finire, speriamo bene in futuro! 
Viviamo tempi di depressione collettiva, vediamo il mondo come lo vedono i depressi: tutto va male, tutto fa schifo, la politica, poi, non ne parliamo va'! Si dubita di sé in ogni cosa e non c'è più nulla di buono.
Abituati, come siamo stati, a seguire un leader e a toglierci così quel fastidioso peso di dover pensare addirittura da soli, quando poi ci troviamo faccia a faccia con noi stessi non sappiamo più che pesci pigliare. Ci sentiamo spaesati, fragili. L'incertezza dei nostri limiti prende possesso di noi. Ci fa fare passi indietro. Ma nello stesso tempo noi non crediamo alla nostra condizione di inferiorità, tutt'altro, siamo convinti dentro di essere superiori e se appena appena qualcuno ci critica, ci disapprova, facciamo gli offesi nei nostri più giusti e sacrosanti diritti. Non offenda!
Sicché se glielo dici tu che il PD è morto loro si offendono sdegnati, ma se sé lo dicono da soli... è così.
C'è un'altra categoria, minoritaria, quella dei sovrabbondanti. Anch'essa posseduta da incertezze sui suoi limiti, ma che reagisce diversamente. Tendono a celebrare e glorificare verità che in fondo non ritengono poi tanto sicure e provano a far proseliti, i quali costituiscono per loro la dimostrazione del valore delle loro convinzioni ed opinioni. Non si sentono a loro agio da soli, hanno troppi tarli che li tormentano. 
Se può consolare, la vicenda locale non è un'eccezione in tutta l'isola e nello stivale.
E non solo nel PD. 
Forme depressive acute ci sono nelle destre italiane e nel partito di Berlusconi. E contemporaneamente si osservano, in sparute minoranze, esuberanze mediatiche, diffusioni del Verbo e caccia ai proseliti e al numero di "I like" su FB. Sempre più spesso senza successo.

domenica 20 settembre 2015

consorzi e scherzi da prete

Anche i liberi consorzi della Regione siciliana hanno una storia vecchissima. La storia vecchissima di un conflitto tra Stato e Regione dove ha sempre vinto lo Stato. 
Tutto comincia quando nello statuto siciliano scrivono (nel 1946, prima cioè della Costituzione Repubblicana) che in Sicilia l'ordinamento degli enti locali si basa sui Comuni e sui liberi Consorzi. Poi arriva la Costituzione Repubblicana che dice la Repubblica si riparte in Regioni, Province  e Comuni e alla Sicilia sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo statuti speciali adottati con leggi costituzionali. Poi arriva la legge costituzionale che "adotta" lo statuto speciale della Regione siciliana. Secondo me usando il verbo adottare già si doveva capire l'antifona...
Si trattò di uno dei primi clamorosi esempi di copia e incolla della Storia Moderna. 
Lo statuto speciale adottato con legge costituzionale nel 1948 è identico allo statuto della Regione Siciliana approvato da un regio decreto di sua maestà il Re nel Maggio del 1946. 
Qui cominciano i guai per tutti gli interpreti da allora sino ad oggi.
Nel Maggio del 1946 non esistevano enti locali denominati liberi consorzi, ma solo consorzi tra enti pubblici per gestire in comune solo alcuni delimitati servizi. Però con l'espressione liberi consorzi i Siciliani manifestavano la chiara volontà di istituire in futuro (per gli enti locali siciliani) una particolare forma organizzativa nuova di ente locale dotata di autonomia amministrativa e finanziaria: i liberi consorzi. Basta leggersi i lavori preparatori.
Però la Costituzione della Repubblica entrata in vigore nel 1948, parlava chiaro: la Repubblica si riparte in Regioni, Province e Comuni e non conteneva nessun riferimento a liberi Consorzi intesi come erano intesi in Sicilia. L'interpretazione delle norme fatta dall'Alta Corte Siciliana (una Corte Costituzionale Siciliana, poi eliminata) e poi anche dalla Corte Costituzionale, è sempre stata la stessa: se i siciliani vogliono i liberi consorzi, come li chiamano nel loro statuto, li possono anche fare ma non saranno mai Enti della Repubblica, tuttalpiù potranno organizzare funzioni e servizi comuni appartenenti ai Comuni ma mai diventare un Ente Locale dotato di autonomia amministrativa e finanziaria, perchè la Sicilia questo potere politico non ce l'ha. Bello chiaro chiaro, papale papale. Non c'è trippa per gatti. E soprattutto, niente scherzi, alla Sicilia solo forme speciali di autonomia non certo il potere di ripartire la Repubblica a suo piacimento (sovranità).
I siciliani, invece, ci avevano creduto alla possibilità dei liberi consorzi, ma era stato uno scherzo per tenerli buoni, forse. A quei tempi il Movimento Indipendentista Siciliano di Finocchiaro Aprile contava oltre mezzo milione di iscritti...
Insomma le corti superiori hanno interpretato i liberi consorzi come incompatibili col sistema rigido della ripartizione della Repubblica. Però la ripartizione rigida della Repubblica era stata modificata o no dalla legge costituzionale n.2 che adottava lo statuto della Regione siciliana? Era poi così rigida? Domanda alla quale non sono mai state date risposte convincenti sul piano strettamente giuridico interpretativo. 
E fu così che nacquero le province regionali siciliane, nel 1986, che erano dotate di autonomia amministrativa e finanziaria, avevano le competenze previste dalle leggi statali coincidevano con le vecchie province statali e quindi non erano quei liberi consorzi voluti nel 1946. Un altro scherzo, questa volta un auto-scherzo.
Nel 2014 i siciliani ci riprovarono ancora, istituirono i liberi consorzi ma senza autonomia finanziaria ed amministrativa, aderendo supinamente all'interpretazione "statalista".
Nel 2015, essendo chiaro che le province sarebbero state cancellate dalla (si dice prossima) riforma della Costituzione, ci ripensarono ancora e in attesa della cancellazione (chissà per quanti anni a venire) con un altro scherzo magistrale istituirono (nominalmente) i liberi consorzi dotandoli dell'autonomia amministrativa e finanziaria e delle stesse competenze statali e regionali delle province regionali siciliane, già province statali, poco più, poco meno.

province e rivolte

La faccenda dei liberi consorzi e delle province in Sicilia è vecchissima. Comincia nel 1946 quando lo statuto siciliano viene approvato dallo Stato "Monarchico" italiano (c'era ancora il Re Umberto che firmava i decreti Luogotenenziali).
Nel 1947 lo Statuto della Regione Siciliana viene riconosciuto e citato nel testo della Costituzione italiana dalla neonata Repubblica italiana che entrerà in vigore nel 1948. 
Nel 1948 lo Statuto della Regione siciliana, già preesistente, diventa legge costituzionale della Repubblica. 
Durante il regime fascista le province erano degli organi periferici dello Stato, rappresentavano lo Stato, erano lo Stato. Non venivano elette dalle popolazioni e non avevano nessuna autonomia. Quindi, quando nello Statuto siciliano del 1946 si dice che le province sono soppresse, ci si riferisce a quel tipo di province allora esistenti. 
La Repubblica italiana, invece, avrà nel 1947 un'idea diversa delle province rispetto al precedente regime monarchico-fascista, configurandole come enti di rappresentanza dei territori, dotati di autonomia (non di indipendenza o sovranità) e nello stesso tempo enti anche esercitanti funzioni (per conto) dello Stato o delle Regioni.
Lo statuto siciliano quindi esprimeva un no alle province autoritarie, imposte dallo Stato. Questa visione anti-autoritaria delle province fu la prima nell'ordinamento politico e giuridico italiano del dopoguerra, precedente persino alla Costituzione Repubblicana. Analogo rifiuto della presenza autoritaria dello Stato lo ritroviamo nell'articolo 31 dello Statuto "Al mantenimento dell'ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l'impiego e l'utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l'impiego delle forze armate dello Stato...." 
Maria Occhipinti, Ragusa. Fu lei ad iniziare la rivolta. Incinta si sdraiò per
terra davanti ai camion militari italiani. 
Non si trattava solo di diffidenza ma di un profondo rancore verso lo Stato italiano, a cui non si perdonava l'abbandono alla fame della Sicilia nella seconda guerra mondiale e la repressione violenta e sanguinaria delle rivolte siciliane del 1944 (per niente insegnate o rese note nelle scuole dell'obbligo e poco e male in alcune Università...).
Adesso la Repubblica si orienta verso una riforma della Costituzione che abolirà le Province. Nel frattempo (nel periodo di transizione) le Province servono, secondo lo Stato. A sopravvivere, alla fine, saranno solo le Città Metropolitane, se lo scenario politico non cambierà.
Quindi, se si ragionasse con calma, si vedrebbe che la soppressione delle province siciliane prevista dallo Statuto siciliano non è assolutamente e totalmente incompatibile o contraddittoria con l'esistenza di province "repubblicane" da un punto di vista strettamente giuridico interpretativo. 
Ma se invece si ragionasse sulla loro utilità le cose cambierebbero. Alcuni ne sosterrebbero la loro necessità, altri la loro dannosa pesantezza finanziaria ed inefficienza economica. Personalmente propendo per il secondo punto di vista. 



giovedì 3 settembre 2015

coccodrilli piangenti

Commenti inorriditi alla vista di un bambino naufrago morto su una spiaggia. 
Invece poco inorriditi sembriamo per il fatto che l'Italia è uno dei principali fornitori di armi e sistemi d'arma da guerra del Medio Oriente ed Africa. 
Con le armi italiane, noi contribuiamo a farli fuggire, noi contribuiamo alla deportazione organizzata, noi contribuiamo allo sfruttamento economico della deportazione per mare e per terra gestito dalla criminalità e dai funzionari corrotti del mediterraneo- quando non direttamente dagli Stati-, noi contribuiamo a farli morire. 
Poi noi li accogliamo, ipocritamente, facendo business per un'altra volta sulle loro vite. Li tratteniamo per 18 mesi mediamente, quando dovremmo trattenerli per 3 settimane, gli togliamo la libertà di andarsene dove gli pare in Europa, perchè noi siamo civili. I razzisti sono sempre gli altri. 
per la maggior parte si tratta di aziende controllate
 dallo Stato Italiano.
Ci siamo dimenticati o non ci hanno insegnato che i tanto buoni e lacrimosi italiani misero in atto le leggi razziali in Italia nel 1938. Noi eravamo superiori. C'erano le barzellette sugli ebrei, le vignette sui giornali. Noi eravamo superiori. E quando venivano a chiudere il negozio di una famiglia ebrea i colleghi non ebrei erano contenti, come adesso alcuni, quelli che dicono se ne stiano a casa loro. Quando una famiglia veniva deportata, gli italiani giravano la testa da un'altra parte. I cattivi erano gli altri, i tedeschi, i fascisti collaboravano "soltanto". Soltanto.
Oggi senza alcun diritto, in violazione del diritto interno ed internazionale, forniamo armi e assistenza militare a paesi che compiono palesi e documentati crimini di guerra. Ma i cattivi sono sempre gli altri. In questa ipocrita società ci guadagnano tutti sui morti e sui sopravvissuti
Per esempio le banche che finanziano la vendita di armi a Stati responsabili di crimini di guerra, oppure a Stati "puliti" che trovano il modo di girare le armi alle formazioni paramilitari che devono fare il lavoro sporco. Aggirando regole si sono venduti aerei per l'addestramento che sono stati modificati in aerei da combattimento e usati contro civili. Non ce la sentiamo di toglierci la maschera dei buoni. Ed è per questo che reagiamo a certe immagini in un modo così nevrotico. Non sappiamo ammettere che lo Stato Italiano è complice. Perché noi siamo buoni. I Governi non c'entrano, i partiti neppure. Sono gli altri i cattivi.

martedì 1 settembre 2015

città metropolitana e articolo 44 dello Statuto Siciliano

Meglio dirlo subito e chiaro, il Libero Consorzio di Catania e la Città metropolitana di Catania sono la stessa cosa. Non lo dico io, lo dice la gazzetta ufficiale della Regione Siciliana "2. Sono, altresì, istituiti i liberi Consorzi comunali di Palermo, Catania e Messina, composti dai comuni delle corrispondenti province regionali, i quali costituiscono le Città metropolitane." 
Insomma dopo diverse giravolte, capriole e salti mortali all'indietro, hanno cambiato nome alle nove province siciliane; adesso si chiamano Liberi Consorzi e tre dei nove "Consorzi" costituiscono le Città Metropolitane. Sono praticamente defunte le aree metropolitane individuate dai decreti del Presidente della Regione 10 agosto 1995 pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana 21 ottobre 1995, n. 54 ed è questa una delle poche differenze con la legge precedente. 
Praticamente parlando: 
1) avevamo deciso con un referendum e una delibera del Consiglio Comunale di entrare nel libero Consorzio di Catania? Si. E proprio lì stiamo entrando. 
2) I comuni del Libero Consorzio di Catania erano 58 l'anno scorso? Si, e 58 sono adesso.
3) Avevano cambiato nome alle Province regionali siciliane chiamandole liberi Consorzi? Si, e adesso tre liberi consorzi li hanno denominati Città Metropolitane, falla com voi, è sembr cucuzza, tecnicamente parlando. 
4) A 3 liberi Consorzi hanno dato dei poteri in più rispetto agli altri 6.
5) Ai 6 liberi Consorzi rimanenti hanno dato dei poteri in più rispetto alle Province regionali siciliane.
6) Per proprietà transitiva, 3 liberi Consorzi, chiamati Città Metropolitane, hanno più poteri amministrativi degli altri 6, e più poteri amministrativi delle ex (ma è giusto dire ex?) Province Siciliane. Insomma la Regione si è scotolata di dosso una serie di rogne e le ha trasferite agli enti locali. 
Quindi stiamo attenti a non commettere l'errore di ridiscutere tutto, perchè non è cambiato nulla, se non le parole. I territori sono gli stessi.
Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi, così dice l'articolo 44 dello Statuto della Regione Siciliana e coerentemente con questo principio costituzionale siciliano il Presidente rivoluzionario di Palermo e il partitone di cervelloni che lo sorregge, hanno riformato la riforma della riforma della riforma. Un vecchio valzer ballato a Palermo.

sabato 29 agosto 2015

pensieri di metallo

Secondo quanto fino ad ora ho potuto constatare, le "bollette" che stanno arrivando a chi abita in contrade nelle quali di fatto non si effettua la raccolta dei rifiuti non riportano alcuna riduzione tariffaria prevista dalla legge. La legge prevede invece che "Nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, la TARI è dovuta in misura non superiore al 40 per cento...".  E mi chiedo, perchè mai nel nostro Comune non si applicherebbe la legge? 
Senza una riduzione tariffaria sino al 40% del dovuto, si finisce con il far pagare di più ai contribuenti che non hanno il servizio di raccolta, un fardello pesante che teoricamente può essere da due volte e mezzo in su del dovuto. 
Esempio pratico? La "bolletta" che arriva è di 100 Euro supponiamo, ma siccome metti che abito in una contrada dove non si effettua la raccolta, dovrei pagare al massimo 40 Euro. Quindi mi chiedono di pagare più del doppio (due volte e mezzo in più, per essere pignoli). 
Dunque, gli incassi previsti dai pagamenti di chi non usufruisce del servizio di raccolta sono gonfiati almeno del 150%. 
Adesso supponiamo (si tratta di una ipotesi, non troppo distante dalla realtà, per facilitare il calcolo) che nelle contrade dove non si raccolgono rifiuti ci abiti la metà dei 22.000 concittadini Piazzesi, diciamo 11.000 persone, sui quali grava una tassazione complessiva uguale agli altri che invece beneficiano del servizio di raccolta. 
La previsione del "Piano" per il 2015 è di 3.800.000 Euro in totale (vedi link qui) e la metà pertanto, stando all'ipotesi, è a carico di chi non ha servizio di raccolta ed è 1.900.000 Euro. Ma siccome è gonfiata (nel senso indicato sopra) almeno del 150 %, a loro si dovrebbe chiedere meno di 760.000 Euro. 
Pertanto, l'importo complessivo per il 2015 dovrebbe essere 1.900.000 Euro per chi beneficia del servizio + 760.000 Euro per chi non beneficia del servizio = 2.660.000 Euro in totale. Non 3.800.000 Euro.
Tutto questo finisce per sfalsare completamente i conti. 
Non parlerei di risparmio rispetto all'anno precedente, perchè il risparmio complessivo se lo mangerà il sovraccosto (di 1.140.000 Euro, secondo l'ipotesi) che si chiederà di pagare ai concittadini che non usufruiscono del servizio di raccolta. 
Mi rifiuto, è il caso di dire, di pensare che Sindaco, Giunta e Consiglieri Comunali non se ne siano accorti. sicuramente sbaglio io che quasi vado porta a porta a visionare bollette per non farmi fare un bidone. forse differenzio poco tra i numeri giusti e i numeri sbagliati. Forse, sarà l'umido di questi giorni o il clima secco delle settimane precedenti ad avermi tolto equilibrio e farmi scrivere perciò (non su carta) calcoli fragili come il vetro e non decomponibili come la plastica. Pensieri di metallo.



volare alto osservare lontano, liberi consorzi e città metropolitane

Mancano 68 giorni, per deliberare il passaggio nella Città Metropolitana di Catania, altrimenti Piazza Armerina rimarrà nel "libero" consorzio dei Comuni di Enna. 
Deve occuparsene il Consiglio Comunale. Da quello che io ascolto in giro tra la gente, la Città ha già deciso, coerentemente al referendum dell'anno scorso. 
Per la quasi totalità della popolazione la questione sta tutta in un solo punto: andarsene via da "Enna". Le argomentazioni sono le stesse dell'anno scorso, la gente non dimentica. Non dimentica le condizioni delle strade provinciali, degli edifici scolastici, della sanità ospedaliera, degli "investimenti" tutti concentrati su una zona della provincia di Enna, non dimentica le nomine e  gli incarichi clientelari e né i vertici dei partiti che le hanno gestite, non dimentica i processi penali a carico di chi ha politicamente voluto il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, non dimentica le "amicizie pericolose" tra boss mafiosi e i più importanti uomini politici della provincia, non dimentica il sistema idrico della provincia di Enna, voluto, sostenuto ed incoraggiato dai vertici dei partiti politici, le relative assunzioni "senza concorso" (ci siamo capiti), non dimentica il disastro che la gestione privata dell'acqua ha prodotto proprio sotto gli occhi dei potentissimi uomini politici di Enna (destra, sinistra e centro) e dei molti e troppi amministratori locali della provincia, non dimentica lo scempio, la barbarie, compiuta ai danni delle strade del Comune di Piazza Armerina e dei suoi cittadini. 
La nuova legge sulle città metropolitane e liberi consorzi non è tra quelle che si possano definire brillanti. Cialtroni al potere a Palermo e a Roma non possono che produrre cialtronerie. Nessuna innovazione, nessuna analisi delle cause dei fallimenti, nessuna aspirazione a forme moderne ed avanzate di governance del territorio, il vuoto culturale, l'adesione acritica a modelli superati in tutta Europa e nei paesi occidentali. Gente che legge poco e si circonda di gente che studia male e capisce molto meno. Questa è la Sicilia. Niente a che fare con la Sicilia normanna dei Guglielmo e di Federico, lasciamo stare. 
Le città metropolitane hanno più poteri dei liberi consorzi. Questo prevede la legge. Ed è proprio con quei poteri in più che si può ipotizzare di progettare dentro il territorio della città metropolitana di Catania un' area omogenea a vocazione turistica, come la legge permette. Solo il turismo secondo me è rimasto il settore potenzialmente trainante di tutta l'economia della Città. Non vedremo gru per decenni, non vedremo miniere, non vedremo noccioleti non vedremo altre "infornate" di impiegati pubblici. 
Certo, è tutta una questione di risorse finanziarie disponibili ovvio, altrimenti è solo teoria. Così come la capacità di progettare un futuro orientato economicamente verso il turismo dipende dalle risorse umane a disposizione; quelle finanziarie se hai fortuna le puoi avere, quelle umane se non ce l'hai non le puoi avere. Io scommetto che questa Città ha le risorse umane che le servono, può accettare la sfida, se guarda fuori dalla sua sclerotica classe dirigente, bolsa, legata a logiche di bottega, dedita di regola all'onanismo mentale dei calcoli elettorali.
Restare nel territorio del libero consorzio di Enna, geo-politicamente morto, economicamente sepolto, demograficamente in via di estinzione, non ha senso per la nostra Comunità, è un danno sicuro per chi c'è e per chi verrà dopo di noi. Dobbiamo riprendere il coraggio, uscire da questa forma di depressione di massa e lottare insieme per riprenderci il nostro futuro.

mercoledì 26 agosto 2015

le città d'arte trainano il turismo italiano

Sono le città d'arte italiane a trainare il turismo. Gli ultimi dati di Cst diffusi da Assoturismo Confesercenti, ancora incompleti, confermano una tendenza già presente da più di un paio d'anni e già rilevabile dall'analisi dei flussi di dati del web. 
Musei, Duomo, Chiese, sono sempre più oggetto di interesse da parte degli utenti del web e tutto questo è coerente con i dati statistici diffusi da organismi specializzati. 
I dati sono persino in controtendenza rispetto all'andamento generale del settore turistico. Dal 2010 al 2014 l’arrivo di turisti nelle città di interesse storico è aumentato dell’11,3%, un incremento di ben 3,9 milioni di visitatori. Le presenze in questi centri è cresciuto invece del 9,9%, ovvero 9,3 milioni di turisti in più. I dati per le città d’arte vanno in controtendenza con quelli relativi all’intero comparto Turismo, riportano un calo complessivo del 5% per gli arrivi e dell’1,2% delle presenze. Nel 2014 il 27,8% dei turisti giunti in Italia ha deciso di soggiornare in una città d’arte. 
Un vero peccato che nella Città di Piazza Armerina, una delle città d'arte importanti della Sicilia, le chiese, il Duomo (la Basilica), e i musei (...)  non siano fruibili da parte dei turisti. Sicuramente sarà capitato ad altri, oltre che a me, di non saper rispondere alla domanda ma cosa posso visitare qui nel centro storico? 
Senza analisi dei dati, la programmazione turistica non ha alcun senso. I turisti chiedono di visitare chiese e tu gliele fai trovare chiuse. Come nella famosa gag di Ficarra e Picone della ricetta siciliana della pasta con le sarde, senza sarde. 


martedì 25 agosto 2015

telegramma per l'Assessore

A sinistra l'Assessore Giordani, NCD, Piazza Armerina.
Vorrei che l'Assessore Giordani, che saluto, spiegasse ai cittadini se a Piazza Armerina il soggetto che svolge il servizio è il settore della protezione Civile e Ambiente del Comune di Piazza Armerina oppure è la Tekra. 
Perché secondo la legge (art. 1 comma 683 della LEGGE 27 dicembre 2013, n. 147) "Il consiglio comunale deve approvare, entro il termine fissato da norme statali per l'approvazione del bilancio di previsione, le tariffe della TARI in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso ed approvato dal consiglio comunale o da altra autorità competente a norma delle leggi vigenti in materia.
Però, secondo l'Assessore Giordani, l'amministrazione avrebbe incaricato il settore della protezione Civile e Ambiente di redarre un PEF (piano economico finanziario) coi dati a disposizione come consentito dalle norme vigenti. Quali sarebbero le altre norme di legge vigenti che permettono agli uffici del Comune di sostituirsi al gestore nella redazione del piano finanziario? Assessore, non pensa che questa "sostituzione", non prevista dalla legge citata, potrebbe inficiare la validità di tariffe e avvisi spediti
Gela è in condizioni peggiori di Piazza Armerina, ed il capitolato d'appalto "ereditato" sarebbe stato scritto molto meglio da un ragazzino. Questo, però, credo che confermi la necessità di rivedere il capitolato in tutta la SRR4, prima di bandire la gara d'appalto definitiva. 
La domanda che pongo è: l'Assessore, la Giunta, il Sindaco hanno qualche suggerimento/proposta in proposito, visto che sta per spirare il termine di proroga del servizio gestito dalla Tekra? O alla SRR4 gli vogliamo mandare qualche foto? 
Il fatto che la Giunta non abbia più la maggioranza in Consiglio, non è una condizione sufficiente a sottrarla da responsabilità di governo della Città. Saranno poi i cittadini, quando ne avranno occasione con il loro voto, a giudicare l'operato di Giunta, Sindaco e Consiglieri di maggioranza ed opposizione. 
La faccenda rifiuti spero non rientri nelle solite scaramucce tra partiti, tutte dirette ad ottenere un maggiore pay-out elettorale dallo scontro. Adesso, anche la maggioranza dei Consiglieri che non sostiene la Giunta Miroddi ha delle responsabilità, deve dimostrare di tutelare la Comunità, non può invocare il fatto che non ha poteri esecutivi, sarà giudicata dagli elettori anche per questo.
Qualche idea concreta tra i Cittadini c'è, a leggere i giornali di oggi...
I NOSTRI GIORNALISTI COSÌ CI DESCRIVONO...SPERIAMO SOLO DI AVERE SEMPRE PIÙ  SOSTEGNO E SOLIDARIETÀ DA PARTE DEI...
Posted by Piazza Armerina: Una Città Per Cambiare on Martedì 25 agosto 2015

domenica 16 agosto 2015

smentite che non smentiscono

L'Avvocato Francesco Alberghina- consigliere comunale che sostiene politicamente la Giunta Miroddi & C., sostiene correttamente, che le affermazioni pubblicate nel post -> quando gli amministratori dovrebbero andarsene a casa sarebbero mere illazioni. 
L'illazione è un ragionamento con cui si trae una conseguenza da una o più premesse, e nel post è contenuto un  ragionamento fondato su delle premesse che porta ad una conseguenza. Quindi ha perfettamente ragione.
E ci tiene a precisare, inoltre, che l'ordinanza sindacale n. 47 del 21 Luglio 2015  non è riconducibile né direttamente né indirettamente alla persona dell'Avvocato Francesco Alberghina. 
Verissimo, infatti non esiste alcuna ordinanza sindacale n° 47 del 21 Luglio 2015 e siccome non esiste è impossibile che gli sia riconducibile direttamente o indirettamente. 
Nel post, invece, si fa riferimento alla incapacità (mancanza di attitudine, di disposizione) a portare la COGEN in tribunale, ed all'ordinanza sindacale ( n. 73 del 21 Luglio 2015, criticatissima nella forma e nel merito anche dalla commissione bilancio del Comune di Piazza Armerina) che per come è scritta non lascia dubbi, poiché parla delle strade comunali senza fare alcuna distinzione tra strade non ripristinate a regola d'arte o non ancora ripristinate dalla COGEN e le altre strade comunali. Cioè è dimostrato ed è vero che nell'ordinanza sindacale n. 73 del 21 Luglio 2015 le strade comunali sono tutte trattate allo stesso modo, senza distinzioni. Pertanto l'illazione, cioè il ragionamento, porta alla conseguenza che gli interventi dovranno essere eseguiti anche su quelle strade la cui pavimentazione non sia stata ancora ripristinata dalla COGEN. Questo ragionamento è corretto, cioè la sua conclusione è vera e non è possibile dalle premesse date dimostrare il contrario. Se dunque la Giunta, la maggioranza del Consiglio Comunale con i mezzi a sua disposizione, non predispone delle correzioni immediate, al danno (arrecato da terzi) si aggiunge altro danno (arrecato dall'inerzia, mancanza di attitudine e mancanza di disposizione, di Giunta e Consiglio Comunale). 
Aggiunge il consigliere Alberghina che ci sarebbero degli epiteti calunniosi nell' indicarlo come uno dei supporter in consiglio comunale che arrecano un ulteriore danno alla Città, utilizzando soldi pubblici per coprire danni civili arrecati da privati. E rivendicano con orgoglio la loro totale incapacità. Nel post il soggetto principale della frase è "gli amministratori" ma se si omette di indicare il soggetto principale il significato della frase cambia. Complimenti.
Come è noto, il danno può farsi sia facendo qualcosa che lo cagiona sia non facendo qualcosa che si ha il dovere di fare. Per esempio, la Commissione bilancio ha fatto il suo dovere indicando espressamente cosa non va nelle 6 ordinanze del 21 Luglio 2015 ed ha trasmesso le carte alle Autorità competenti.  Invece tanto il Consiglio Comunale quanto la Giunta  non hanno ancora fatto nulla e -data l'antifona- credo (non è un'illazione ma una congettura) che non faranno proprio nulla. Si preferisce alimentare un clima psicologico intimidatorio. Non tutti si intimidiscono però.
La smentita o la precisazione o l'interpretazione autentica dell'ordinanza sindacale sarebbe dovuta arrivare dalla Giunta Miroddi prima di tutto, ed invece è arrivata da un consigliere che sostiene la Giunta Miroddi. La precisazione però non precisa niente e non dimostra il contrario di quello che è stato sostenuto nel post. Non ci sono epiteti calunniosi (nel linguaggio giuridico calunnioso ha un significato preciso, al bar può significare di tutto) ci sono critiche e ragionamenti fondati su fatti e comportamenti attivi o passivi, l'ordinanza sindacale n. 47 non esiste, la frase riportata è parziale. La voglia di dibattito ed approfondimento è uguale a zero, e il desiderio di intimidire spesso ne è la rivelazione. Strano infatti che non ci sia stata nessuna dichiarazione reattiva all' articolo di stampa sull'argomento, ben più pesante di semplici critiche.  


sabato 8 agosto 2015

la spia cinese

Lei, suona alla porta di un'operatrice turistica di Piazza Armerina. L'ha contattata in precedenza. Le ha chiesto di essere ospitata per qualche giorno. Deve fare una tesi di laurea sulla Villa Romana del Casale. Arriva dalla Cina e parla un italiano perfetto. Viene accolta ed ospitata ed il giorno dopo chiede di essere accompagnata alla Villa Romana. Visita la Villa insieme all'operatrice che si accorge di avere accanto una laureanda cinese molto preparata e molto curiosa. Osserva tutto. Anche chi fa le pulizie della Villa: nota inorridita una ragazza che con un mocio lava i preziosi pavimenti con i tacchi sui mosaici, spazzando oltre la sporcizia anche qualche tessera. Sconvolta la Cinese si inginocchia, o forse crolla in ginocchio sbalordita. 
L'operatrice turistica comprende di avere accompagnato alla Villa una laureanda cinese che ha un grandissimo e smisurato amore per il patrimonio culturale italiano. Lo stesso che ha lei e che non riesce né a nascondere né a trattenere con nessuno. 
Ma arriva il momento della partenza della studentessa cinese. Ha fatto amicizia con l'operatrice turistica e, nel momento di salutarla, le dice devo chiederti scusa... Non sono una studentessa, non sono una laureanda in niente... Sono un' ispettrice dell' Unesco, mi hanno mandato in Italia per controllare alcuni siti, tra questi la Villa. Dovrò fare rapporto e dire quello che ho visto. L'operatrice turistica capisce che sta per succedere qualcosa di irreparabile. Implora la "spia" di non rovinare la Città.
L'ispettrice Unesco riparte, scrive il suo rapporto all'UNESCO... E ne invia una copia (in inglese) all'amica conosciuta a Piazza Armerina, proprio a quell'amica che l'ha ospitata ed accompagnata, accolta e coccolata, senza conoscerne la vera identità. Il rapporto parla di serie criticità, ma si conclude dicendo che esistono persone che hanno un amore smisurato verso la Villa Romana, un patrimonio di umanità per il Patrimonio dell'Umanità. Questo, dice, lascia ragionevolmente sperare e supporre, che la Villa non sia al punto di non ritorno. Le persone che la amano sono una garanzia.

Ma per quanto tempo ancora?


venerdì 7 agosto 2015

Rosa Rovetto in Consiglio Comunale

Una cittadina attiva sul fronte del salvataggio dell'Ospedale Chiello di Piazza Armerina. Ecco una sintesi del suo discorso in Consiglio Comunale. Il video completo del suo intervento si può vedere cliccando qui



martedì 4 agosto 2015

i bulli di acquaenna

Più volte mi hanno raccontato di episodi molto strani i cui protagonisti sono certuni dipendenti di AcquaEnna, nella parte dei bulli, e  cittadini utenti, nella parte dei vessati. Si tratta di episodi ripetuti, quindi sembrerebbe esserci una specie di copione.
Ti devi allacciare alla rete e ti serve uno scavo? Ti dicono ti mando io due operai. E tu ti chiedi ma perchè me li devi mandare tu due operai per uno scavo di qualche metro e perchè due? Decidi che ce la puoi anche fare da solo ( teoria del "pala e piccone") e fai a meno del cortese consiglio. Ti fai il tuo scavo da solo, seguendo il percorso indicato e prescritto dal gentile Acquaennaiolo. 
Ma quando torna l'incaricato di AcquaEnna, proprio lo stesso che ti aveva "consigliato" i ben due operai  scelti da lui, ti senti dire: ma io non ti avevo detto di farlo qui lo scavo, dovevi farlo lì e non qui e così e cosà, quindi niente allaccio, in certi casi. 
Ed è capitato anche che qualche utente, sentendosi prendere per i fondelli (ognuno è libero di cambiare articolo e sostantivo) abbia reagito con le cosiddette vie di fatto (le mani) e, miracolosamente, in quel caso, l'allaccio è stato fatto. Siccome viviamo tempi difficili (...) è bene precisare che questo non è un invito a reagire con le mani a una cosa che ha tutta l'apparenza di bullismo idrico se non peggio (molto peggio). Mi pare strano assai che io ( e non solo io) che quasi quasi faccio una vita da orso, venga a sapere di queste cose e le Autorità preposte e persino lo stesso Gestore non sappiano. Possibile che al Gestore non sia mai arrivata qualche segnalazione? 
E chi lo sa? Al telefono non ti rispondono, e persino alle lettere non ti rispondono. Rispondono solo se li suoni, pardon, se gli suoni.

domenica 2 agosto 2015

lettera aperta al carissimo Signor Sella

Riporto integralmente questa lettera firmata con uno pseudonimo (Elettra Battaglia) perchè, visto i tempi che corrono (le minacce di querele, la diffusione su FB a scopo diffamatorio di post di gente ricattata) per tutelare la sua famiglia da possibili "inconvenienti" la Signora e io stesso abbiamo ritenuto prudente non rivelare il vero nome. Sembra strano ma la libertà di pensiero ed opinione è a rischio in questa Città.

Carissimo Signor Sella
In riferimento all’articolo da lei scritto il 2 Agosto 2015 , le consiglio calorosamente un Valium, quella imbestialita sono io. Mi presento sono una mamma dalla fedina penale cristallina
Sono una residente nonche’ proprietaria di un immobile nel Quartiere Casalotto, sono stata io e mio marito a creare un comitato spontaneo per una raccolta di firme per evitare l’apertura di una nuova casa Alloggio visto che gia’ su Via Rivoli ce ne’ una che ospita circa 10 persone. Non penso di aver fatto niente, poiche’ ringraziando Dio viviamo in un paese Democratico dove abbiamo liberta’ di parola e di pensiero.
Ci siamo mossi dopo aver consultato alcuni organi competenti (Vigili Urbani, Avvocati, Polizia di Stato) da li’ nasce l’idea di raccogliere le firme premetto che con i proprietari fino a qualche giorno fa’ c’erano buoni rapporti e quindi ho saputo le loro intenzioni. Questa cosa mi ha turbato e allarmata sentendo gli ultimi fatti di cronaca, visto che sulla strada risiedono bambini, adolescenti, anziani e invalidi ritengo che la sicurezza e’ un diritto primario e deve essere garantito.
Ora da profana mi chiedo :”Se l’Associazione Don Bosco 2000 non era interessata perche’ manda i suoi collaboratori?”(Non si dicono le bugie).
L’immobile in questione non garantisce la privacy tra residenti e alloggiati e viceversa.
Lei per reagire cosi’ avra’ i suoi interessi come noi abbiamo l’interesse a stare tranquilli.
Mi meraviglio di lei che attacca il Signor Maniscalco pur sapendo che mercoledi’ 15 luglio nel pomeriggio 2 suoi collaboratori (un uomo e una donna) sono venuti a visionare l’immobile.
Le chiedo calorosamente di tenere fuori il Signor Maniscalco che non centra nulla in questa storia e si assuma la responsabilita’ delle sue azioni e quelle dell’Associazione che lei rappresenta.
“Chi e’ causa dei suoi mali rimpianga se stesso”
Distinti Saluti
Elettra Battaglia























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