giovedì 19 febbraio 2015

moriremo di risate

Definire una barzelletta la vicenda dei liberi consorzi siciliani sarebbe affermazione troppo onorevole, significherebbe conferire dignità ed onore al governo Siciliano ed alla sua maggioranza. Qualcosa che non hanno e non possono avere, sarvaggi, per DNA. Incapaci di ridefinire le competenze tra regione, consorzi ed aree metropolitane, e tutti presi da chissà quali disegni elettorali e di potere, continuano a scambiare una riforma amministrativa molto importante con la creazione di feudatari, signorotti, vassalli, valvassori e valvassini. Gente che in un paese normale chiederebbe l'elemosina agli angoli delle strade per non essere capace di fare nessun lavoro onesto, strazzabertuli, governa invece 5 milioni di Siciliani. 
Questi loschi e ignoranti figuri, ngrasciati, ritengono che una città metropolitana come Catania, per esempio, possa avere intorno una cintura di comuni contigui (un'area metropolitana) che arrivi ad includere il Comune di Gela o di Piazza Armerina. Una stronzata. In tutto il pianeta le aree metropolitane hanno una caratteristica in comune: centinaia di migliaia o milioni di persone che quotidianamente si spostano dai comuni vicini alla metropoli e viceversa. Determinando qualcosa di assai diverso da una comune città dove normalmente gli spostamenti sono dalla periferia al centro e viceversa e tutti all'interno dello stesso territorio cittadino. Ben lo sanno a New York, Tokyo, Città del Messico, Londra e via via Torino, Milano, Roma. Questi personaggi privi  di pregio, tuduni, si arrogano il diritto di distruggere cultura, diritto e logica. Dei trogloditi messi ad amministrare miliardi di Euro (provenienti dai frutti del lavoro della popolazione, le tasse) e a fare danno. Hanno nomi e cognomi, li conosciamo bene perchè si sono candidati e sono stati eletti. Ammettiamolo, qualche colpa il popolo ce l'ha. Se le città e le aree metropolitane sono state "inventate" come qualcosa di speciale rispetto alle altre città una ragione c'è, come si è detto. La ragione sta nel fatto che i trasporti urbani, la polizia locale, i presidi di sicurezza, e gli stessi presidi sanitari e molto altro ancora non possono essere gestiti singolarmente dai comuni che compongono l'area metropolitana né dalla metropoli. I Paesi Civili (non la Sicilia) hanno dotato le città e le aree metropolitane di competenze amministrative locali molto diverse dalle altre città. Perché lo hanno fatto? Perché sono civili, cioè razionali. Qui, invece, essendo governati da buzzurri, zaurdi, il problema non ce lo poniamo. Piuttosto che sforzare il cervello per lo meno a copiare un modello per metropoli ed aree metropolitane di piccole dimensioni (come Palermo, Catania e Messina) gli zotici, v'ddani ca scorcia, che governano a Palermo hanno impapocchiato aree metropolitane, metropoli e consorzi. Una gelatina appiccicosa e puzzolente, priva innanzitutto di senso logico. Che dire poi delle altre genialate del DDL del Governo Crocetta? Da segnalare la possibilità di far coincidere ATO idrici con i nuovi enti Frankenstein partoriti dalla fantasia malata degli oscuri politicanti da strapazzo, nt'ccuti. Questi delinquenti politici non sanno che gli ATO idrici devono coincidere con i bacini e distretti idrici, non con i confini dei loro feudi. A dirlo sono le direttive Europee, già violate attualmente dalle leggi siciliane vigenti e, dopo la riforma della costituzione fatta di nascosto da Monti e soci, in odore di incostituzionalità. Se passa una riforma così saranno sperperi di miliardi, solo per soddisfare l'appetito della bestia.

sabato 14 febbraio 2015

pronti ad invadere Marte


Il camerata Gentiloni, Ministro della Guerra, tra gli osannanti eja eja alalà della folla oceanica, ha pronunciato il discorso di guerra. Con mascella maschia e virile protesa verso l'Italia proletaria, mento e doppio mento volitivo ed audace, ha dichiarato che l'Italia è pronta combattere. Con lo sguardo rivolto verso il Destino della Patria, col pensiero rivolto alle eroiche imprese dell'antica Roma (e della Lazio) e della nuova e risorta Italia Piddista, ha gettato nel lugubre panico le immonde forze dell'ISIS che prima di oggi manco se lo ca..vano. Spezzeremo i reni all'ISIS, ha proclamato. Siamo anche pronti ad invadere Marte per proteggere gli interessi dell' ENI, che foraggia audacemente le nostre patriottiche fondazioni. A coloro che dicono che l'Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, noi diciamo me ne frego! All'adunanza oceanica presenti alcuni traditori della Patria Piddista che hanno osato levare contro di lui una invereconda pernacchia udita al di là delle coste Libiche. Avremo di nuovo il nostro posto al sole, ha solennemente garantito. Con otto milioni di baionette e 80 Euro sgomineremo il nemico, Tripoli sarà nostra.

quando ci libereremo dai parassiti?

Deve essere molto triste essere un uomo di partito ed accettare supinamente tutto ciò che il partito impone per non dispiacere al Capo. Mentire. Mentire per omissione. Non avere il coraggio di manifestare la propria ribellione in qualsiasi forma significa due cose: porte aperte a qualsiasi regime e personale miseria intellettuale. Da anni ed anni sono attivi dei movimenti che lottano contro il MUOS a Niscemi, esibiscono studi scientifici, reclamano il diritto alla salute per le popolazioni siciliane, pretendono il rispetto dell'ambiente. Tutti temi politici nel senso più nobile del termine. E i partiti politici, invece? Silenzio. 
Da anni molti movimenti lottano per l'acqua pubblica, contro la privatizzata gestione, per un diritto umano che non venga umiliato e negato dal taglio dei contatori. Lottano per conoscere la qualità dell'acqua. Lottano per abbattere privilegi e per sapere come è stata vinta la gara d'appalto che ha privatizzato la gestione dell'acqua per 30 anni. E i partiti politici, invece? Silenzio.
Ma quel che è il peggio assoluto non è il partito colluso o complice con interessi più o meno leciti. No, sono i suoi uomini il problema. La loro dimensione servile, tutta tesa a non sembrare quelli che si mettono contro il loro partito e i suoi capi, pregiudicando carriere e candidature. Questa gente è inutile alla società, è parassita. Ma è molto importante per la partitocrazia. Senza di essi nessuna partitocrazia potrebbe sopravvivere a lungo.