martedì 24 marzo 2015

costi della politica, quel che il Sindaco Miroddi non dice

Nella sua relazione al Consiglio Comunale il Sindaco Armerino dice che sul costo della politica, a dispetto dei luoghi comuni e del populismo preconcetto, l’Amministrazione in carica può vantare un costo sostenuto bassissimo, sia in termini percentuali rispetto al bilancio comunale, sia se rapportata a qualsiasi altra struttura pubblica si voglia prendere a riferimento
Per costo della politica il Sindaco della Città dei Mosaici intende il solo costo delle indennità degli Assessori e del Sindaco stesso (quindi neppure considerando i loro rimborsi). Sembra che i suoi esperti non gli abbiano fatto sapere che in quel costo rientrano pure le indennità e i rimborsi dei Consiglieri e dei Revisori dei Conti, oltre ai rimborsi per "esperti" in gran parte senza titolo e nominati senza né una selezione pubblica, né un'adeguata pubblicità della selezione. Secondo però i dati della Banca d'Italia, della Ragioneria dello Stato e del sistema SIOPE, i costi diretti della politica (intesi nel senso di quanto si è speso effettivamente) sono invece aumentati di oltre il 17% durante l'Amministrazione Miroddi
Dal calcolo sono esclusi i rimborsi degli esperti e consulenti del Sindaco, perché il sito per la trasparenza e anti-corruzione del Comune di Piazza Armerina non pubblica l'ammontare del loro rimborso spese di costi telefonici e postali, trasferte e viaggi, materiali di consumo e acquisizione di strumenti e/o supporti informatici e digitali, rendendone il controllo impossibile ai cittadini e credo molto difficile ai Consiglieri comunali. 
Il limitato confronto tra le amministrazioni precedenti e quella attuale (sul solo costo delle indennità di Sindaco ed Assessori) presenta delle contraddizioni, rispetto all'asserzione "può vantare un costo sostenuto bassissimo". Le indennità mensili lorde (cioè quelle sborsate dal Comune) devono essere riferite anche al numero di Assessori di ciascuna Amministrazione e sono: 
Assessori e Sindaco Miroddi         5769,87 : 5 = 1153,97 
Assessori e Sindaco Nigrelli         7570,11 : 8 =   946,26 
Assessori e Sindaco Prestifilippo 12042,67 : 8 =  1505,33
A voler considerare tutti i costi della politica verificabili e diretti, per quel che è possibile, si scopre che la spesa media giornaliera è passata da circa 550 Euro a oltre 700 Euro, raffrontando 2011 e 2012 da una parte e 2014 e 2015 (proiezione sulla base dei primi 78 giorni del 2015) dall'altra, ed inserendo il 2013 nelle due medie. 
Comunque la si voglia mettere ci sono due problemi: 
1) l'aumento o relativo o assoluto dei costi della politica; 
2) il difetto di informazione istituzionale sull'argomento "costi della politica".
E allora, per avere un quadro completo dei costi della politica comparabili tra loro, si può sapere dal 2011 ad oggi se e quanto è stato rimborsato a consulenti ed esperti?

Aggiungo un grafico di comparazione dei costi della politica tra due Comuni, Piazza Armerina e Niscemi. negli ultimi 5 anni. Ricordo che Niscemi ha ca. 28.000 abitanti e Piazza Armerina ca. 22.000.

giovedì 19 marzo 2015

il vero sordo

A stretto giro di posta arriva la replica del Consigliere Comunale S.P. Alfarini (dell' opposizione?) al post sulle spese del Comune Armerino. Autoproclamatosi alfiere della dignità delle istituzioni, paladino della verità, lancia in resta, con la neutralità e la freddezza di chi è estraneo alla vicenda, l'algido osservatore disinteressato, contesta i dati. Dice che quelli suoi sono d.o.c., unti dall'olio santo degli uffici del Nobile Comune. Sono sacri ed è per questo che non li rende pubblici? Se li tiene, tuttalpiù a richiesta li esibisce. Richiesta scritta, verbale, a gettone come nei juke box anni '60? Non si sa. Contesta i "miei" dati ma già da qui sbaglia. I dati non sono miei. Sono i dati pubblici ufficiali disponibili sui siti istituzionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Agenda digitale) in collaborazione con Banca d'Italia, Ragioneria dello Stato, Sistema informatico delle tesorerie. Il virgineo Consigliere inorridisce al solo accostamento con la parola Siracusa, il cui Consiglio Comunale è oggetto in questi giorni di particolari attenzioni da parte della Magistratura Penale. Impossibile secondo lui accostare il Nobile Comune a quello di Siracusa. Tutto sommato, sostiene, l'attività dei Consiglieri Armerini non è poi così scandalosa. Qui in effetti non ha tutti i torti, i cattivi sono sempre gli altri. Si può far meglio, conclude. Gli resta il groppo in gola di Niscemi. Anche in questo caso ha i dati, come li ha appresi?
I dati che ho ripubblicati (essendo già pubblici) si riferiscono alle spese effettuate dalla Tesoreria del Nobile Comune (e degli altri Comuni comparati) nel 2014 per il codice 1325. e sono stati comunicati regolarmente al sistema informatico con cadenza quasi giornaliera, senza ritardi o imprecisioni, come il sistema informatico stesso attesta. Non ho invece ripubblicato i codici (ma lo faccio adesso) 1326 (rimborso spese a Consiglieri, Assessori e Revisori pari a 23.940, 60 Euro) e 1336 (commissioni comunali pari ad Euro 7.557,14) per un totale complessivo di circa 31.000 Euro che devono aggiungersi ai 236.000 per partecipazione di consiglieri, assessori ecc. alle sedute degli organi istituzionali, per un totale dunque di 267.000 Euro. Quanto alla comparazione con Siracusa si deve tener conto che lì ci sono 122.000 abitanti rappresentati e amministrati da 40 consiglieri comunali, e 8 assessori. Il doppio del Nobile Comune. La spesa del Comune di Siracusa per il codice 1325 (indennità a consiglieri assessori e revisori per la partecipazione a sedute di organi istituzionali, escluso commissioni consiliari e rimborso spese) è stata di € 1.503.884,28 che divisa per i 122.000 abitanti Aretusei fa € 12,32 a testa. Lì però il numero degli amministratori è all'incirca doppio rispetto a quello di Piazza Armerina, quindi il loro costo è all'incirca il doppio rispetto al Nobile Comune a parità di attività. Adesso proviamo a dividere i costi della politica (codici 1325, 1326 e 1336) del Nobile Comune ( € 267.000) per i 22.000 abitanti. Otteniamo 12,13 appena un soffio vicini a Siracusa. Non disperiamo, ce la possiamo fare, in questa champions league dello spreco possiamo vincere. 
Se questo sembra l'unico strumento politico per screditare in modo ingiustifcato l'Istituzione, ditemi allora perchè lo scatto d'orgoglio non c'è sul tema delle bollette elettriche per oltre 922.000 Euro e per le telefonate "estive" per oltre 35.000 Euro pagate nei mesi di Agosto e Settembre 2014 riferibili ai due mesi precedenti. Sordità? 
Alla illabatezza della Nobile Istituzione non ci crede nessuno. Ci si aspettava una presa di posizione sul tema delle spese pro-capite esorbitanti, abnormi. Invece si ha l'impressione di una difesa corporativa che puzza molto  di difesa della casta agli occhi di molti. Insomma i cittadini hanno diritto di sapere il perchè e il per come delle spese cui contribuiscono? Devono essere sempre trattati come paria, insinuanti, screditatori delle istituzioni?
Intanto, nei primi 71 giorni del 2015 solo per indennità a consiglieri assessori e revisori per la partecipazione a sedute di organi istituzionali) sono stati spesi 36.737 Euro, per rimborsi agli stessi 7.075 Euro e per la partecipazione a commissioni 6.877 Euro. Totale 50.689 Euro. 713 Euro al giorno di media, continuando così a fine anno arriveremo a 260.000 Euro.

mercoledì 18 marzo 2015

la legge Delrio e il ddl Crocetta sugli enti locali violano i trattati internazionali e sono incostituzionali

Secondo la Convenzione Europea firmata a Strasburgo dall'Italia il 15 Ottobre del 1985 (ratificata dal Parlamento Italiano nel 1989) l'autonomia locale consiste nel diritto e nella capacità effettiva delle comunità locali di regolamentare ed amministrare una parte importante degli affari pubblici. Tale diritto è esercitato da Consigli costituiti da membri eletti a suffragio diretto e universale
Tanto la riforma Delrio quanto il disegno di legge in discussione all' ARS su liberi consorzi e città metropolitane prevedono invece l'elezione dei Consigli e Assemblee in modo non diretto e non universale. I consiglieri comunali e i sindaci che sono chiamati a far parte degli organi di rappresentanza e governo di città metropolitane, province (e in Sicilia dei liberi consorzi) non vengono votati direttamente dalle comunità locali ma vengono votati da altri sindaci o altri consiglieri comunali i quali non sono le comunità locali ma solo loro rappresentanti. La convenzione quindi viene clamorosamente violata impedendo alle comunità locali l'esercizio del diritto di designare direttamente i membri che costituiscono gli organi di rappresentanza/governo.
Secondo la Convenzione, infatti:
Articolo 3 
Concetto di autonomia locale
 1. Per autonomia locale, s'intende il diritto e la capacità effettiva, per le collettività locali, di regolamentare ed amministrare nell'ambito della legge, sotto la loro responsabilità, e a favore delle popolazioni, una parte importante di affari pubblici. 
2. Tale diritto è esercitato da Consigli e Assemblee costituiti da membri eletti a suffragio libero, segreto, paritario, diretto ed universale, in grado di disporre di organi esecutivi responsabili nei loro confronti. Detta disposizione non pregiudica il ricorso alle Assemblee di cittadini, al referendum, o ad ogni altra forma di partecipazione diretta dei cittadini qualora questa sia consentita dalla legge. 

Inoltre, la Convenzione stabilisce che le collettività locali devono essere consultate quando si tratta di modificarne i confini territoriali o per questioni che le riguardino direttamente.

Articolo 4 
Portata dell'autonomia locale 
...
6. Le collettività locali dovranno essere consultate per quanto possibile, in tempo utile ed in maniera opportuna nel corso dei processi di programmazione e di decisione per tutte le questioni che le riguardano direttamente.

Articolo 5 
Tutela dei limiti territoriali delle collettività locali 
Per ogni modifica dei limiti locali territoriali, le collettività locali interessate, dovranno essere preliminarmente consultate, eventualmente mediante referendum, qualora ciò sia consentito dalla legge. 

Ma le comunità locali hanno anche il diritto di associarsi tra di loro.

Articolo 10
Il diritto di associazione delle collettività locali 
1. Le collettività locali hanno diritto, nell'esercizio delle loro competenze, a collaborare e, nell'ambito della legge, ad associarsi ad altre collettività locali per la realizzazione di attività di interesse comune. 
2. Il diritto delle collettività locali, di aderire ad un'associazione per la tutela e la promozione dei loro interessi comuni, e quello di aderire ad un'associazione internazionale di collettività locali, devono essere riconosciuti in ogni Stato
3. Le collettività locali, possono, alle condizioni eventualmente previste dalla legge, cooperare con le collettività di altri Stati. 

Infine va ricordato che secondo la Costituzione

Articolo 117

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.


sprechi energia elettrica al Comune di Piazza Armerina, a che serve l'energy manager?

GLI SPRECHI DI ENERGIA ELETTRICA AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA:
PERO' ABBIAMO L'ENERGY MANAGER.
Di Angelo Gallotta

L'Energy Manager, o responsabile dell’energia, ha il compito di gestire ciò che riguarda l’energia all’interno di un’azienda o di un edificio, verificando i consumi, ottimizzandoli e promuovendo interventi mirati all’efficienza energetica e all’uso di fonti rinnovabili. Secondo la legge 10/91, i soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell’anno precedente hanno avuto un consumo di energia rispettivamente superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio per il settore Industriale, ovvero a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio per gli altri settori, debbono nominare un responsabile dell'energia entro il 30 aprile.

La scelta dell’Energy Manager, non è solo un adempimento di carattere formale nel rispetto di una legge vigente fin dal 1991, ma dovrebbe essere effettuata privilegiando persone che presentino un’adeguata formazione tecnico-scientifica, dotati di competenze tecniche nel settore in cui opera, e di capacità.
Il nostro nobile Comune, notoriamente parsimonioso, con buona pace dell'efficienza e della trasparenza, da alcuni anni si avvale a titolo gratuito (ci corre l'obbligo di sottolinearlo) di un esperto, tale ing. Carlo Tornetta, per ricoprire il ruolo di energy manager. Nominato senza clamori, visto che non viene reso noto il suo curriculum; non viene pubblicato alcun bando; e non ci è dato sapere se la sua nomina viene puntualmente comunicata al Ministero delle Attività Produttive, come prevede la normativa vigente. Visto i risultati della ricerca effettuata dall'avvocato Giuseppe Maniscalco, pare che l'operato del nostro responsabile dell'energia sia a dir poco disastroso. Del resto per una mansione svolta a costo zero, i risultati non possono non essere che di pari importo.
I danni non si fermano nel mancato risparmio sui consumi energetici, come denunciato dall'avvocato Maniscalco, ma l'esperto incaricato con determina sindacale, deve espletare compiti relativi alla pratica: “Patto Dei Sindaci” e della Procedura 20-20-20; cogliere le opportunità di promozione e sviluppo dei rapporti tra Comune di Piazza Armerina e società civile; definire un percorso finalizzato alla migliore individuazione e fruizione dei contributi che la politica del territorio può dare alla società, attraverso una attività di analisi delle esigenze e delle priorità.
Sotto queste premesse l'anno scorso è stato conferito alla ESCo del Sole srl, l'incarico della redazione del PAES (piano d'azione per l'energia sostenibile), in cui nel nucleo operativo ci ritroviamo appunto il nostro esperto; come a ribadire da parte dell'Amministrazione Comunale “habemus Energy Manager”. Il PAES è uno strumento che prevede nelle sue linee guida, prospettive economiche e occupazionali, oltre che di sviluppo sostenibile; e che dovrebbe coinvolgere l'interesse e la partecipazione di tutti i cittadini.
Caro sindaco, tu che per certi versi gestisci la comunità con criteri adatti più a una azienda a conduzione clientelare che a una pubblica amministrazione, non ritieni che sia doveroso da parte tua, portare a conoscenza dei cittadini i contenuti di cui stiamo parlando, considerato che solo in pochi ne sono a conoscenza? Ti voglio ricordare che l'informazione, la sensibilizzazione e la partecipazione dei cittadini nei progetti sulle energie rinnovabili, è la finalità oltre che uno dei requisiti essenziali dei PAES. Ti voglio ricordare ancora che la BEI (Banca europea per gli investimenti) ha stanziato 5 miliardi di euro per la Sicilia, con la prospettiva di creare 40 mila nuovi posti di lavoro. Liquidare l'opportunità alla chetichella, come se si trattasse di un fastidioso rompicapo, non è certamente un atto responsabile.

sabato 14 marzo 2015

nobili spreconi

Per i cittadini di Piazza Armerina pare sia arrivato il momento di fare due conti. Il 17 Marzo il Sindaco del Comune Nobile, che più nobile non si può, spiegherà a che punto è arrivato il suo nobile programma elettorale. Suo e della sua nobile coalizione e Giunta. Sicuramente citerà i nobili successi della partecipazione al Carnevale di Licata e Acireale con tanto di sfilata dell'immagine della Madonna Patrona della Città, le nobili telecamere di sorveglianza, la nobile raccolta differenziata, il nobile taglio ai costi della politica e altri nobili imprese. Altrettanto sicuro che farà riferimento alla disastrosa situazione economica e finanziaria ereditata dalla buonanima politica del precedente primo cittadino. Dirà che è stato inevitabile aumentare le tasse per far fronte al baratro finanziario e allo spettro inquietante del predissesto finanziario. 
Poco dirà, sicuramente, sulla testarda ed irragionevole volontà di aumentare le tasse locali, nonostante la decisa opposizione dell'opinione pubblica e delle forze politiche a lui avverse in Consiglio comunale e nella Città.
Bene, è il caso di aiutare la nobile amministrazione della Città dei Mosaici, fornendo qualche dato utile. Sostenere che era possibile evitare il massacro tributario cui sono stati sottoposti i Piazzesi, in nome del patto di stabilità e del risanamento finanziario, è dimostrato dalle tabelle qui pubblicate. I dati sono pubblici, provengono da Istituzioni pubbliche, sono controllabili. 
La comparazione tra alcuni dati di spesa di diversi Comuni evidenzia, senza possibilità di replica e confutazione, che la guida del nobile Comune ( la Giunta, il Sindaco e la maggioranza del Consiglio ) non ha neppure l'idea di che cosa sia una equilibrata e attenta amministrazione delle risorse pubbliche. 
La riga finale contiene un refuso: al posto di Niscemi deve
leggersi Troina.
A partire dalle indennità di carica o gettoni di presenza per consiglieri, assessori, sindaco e revisori, si producono sprechi di denaro pubblico. Rispetto al Comune di Niscemi sprechiamo all' incirca 180.000 Euro l'anno (dati del 2014). Il calcolo è facile. A Niscemi spendono 66.000 Euro, che fanno Euro 2,35 a testa per ogni cittadino Niscemese.  A Piazza Armerina se ne spendono 236.000, che fanno 10,70 a testa per ogni Piazzese (quasi 12 Euro se si considerano anche i rimborsi). La differenza di quasi 8 euro e mezzo moltiplicata per 22.000 cittadini ci da lo spreco totale. Davvero per un pelo Piazza Armerina non riesce ad eguagliare Siracusa al centro dello scandalo gettonopoli di questi giorni. Il comune Aretuseo è infatti sopra i 12 Euro, ma lì i consiglieri sono 40 e gli assessori 8...
Con lo stesso metodo comparativo si può procedere al confronto con altri Comuni per altre spese. Per esempio si possono confrontare Piazza Armerina, Nicosia e Troina, città dal clima freddo, e scoprire che per le spese di riscaldamento il Comune di Piazza Armerina spreca 176.000 Euro.  
La riga finale contiene un refuso "3 Euro a testa per
ogni cittadino di Nicosia" deve essere letta "3 Euro 
a testa per ogni cittadino di Valguarnera"
Non va meglio per le bollette del telefono. Confrontando le spese del 2014 dei Comuni di Valguarnera, Niscemi e Piazza Armerina, si scopre che il costo per ogni Piazzese è di circa 1,5 Euro più caro della media degli altri due comuni. Che porta a uno spreco complessivo di 33.000 Euro. Mentre a Palermo, la capitale dell'Isola, ogni cittadino spende per le bollette telefoniche comunali  2 Euro, la metà di un Piazzese, portando così lo spreco Piazzese a 44.000 Euro. Soldi dei Cittadini buttati.
E che dire invece delle bollette per l'energia elettrica? Confrontando le spese del 2014 dei Comuni di Ragusa, Niscemi e Piazza Armerina, si scopre che Ragusa spende all'incirca quanto Piazza Armerina, cioè oltre 900.000 Euro, ma con una differenza: a Ragusa ci sono 72.000 abitanti, più del triplo della popolazione Armerina. 
Questo porta a un costo per abitante davvero spropositato. 
A Ragusa la spesa per ogni cittadino è di circa 13 Euro, A Niscemi intorno ai 15,5 Euro e nel nobilissimo Comune siamo a circa 42 Euro. E così, facendo una media tra Niscemi e Ragusa di 14 euro a testa, lo spreco per il contribuente Piazzese è quantificabile in 28 Euro che, moltiplicato per tutti i concittadini, ci dà la iperbolica somma di 616.000 Euro. A Catania invece ogni cittadino spende per la bolletta elettrica comunale 21 Euro, la metà di ogni cittadino del Nobile Comune ...
Quindi ricapitolando siamo intorno ad un milione di Euro di sprechi all'anno. In tre anni, un possibile risparmio di tre milioni di Euro. Ricordate perciò al Varoufakis dei Monti Erei in che condizioni ha messo il Comune di Piazza Armerina e suoi sfortunati abitanti.
Con Osservanza
Un Cittadino che non vi ha votato e non se ne è pentito.

carta canta

A parlare di sprechi e vessazioni tributarie si rischia di essere un po' noiosi, dei rompiballe. Chissà quanti nella maggioranza politica e nella Giunta dell' arcinobile Comune vorrebbero affiggere accanto ai loro uffici o persino sulla porta, un cartello come questo.
Il fatto è che non riesco a spiegarmi perchè Comuni più grandi di Piazza Armerina riescano a risparmiare sulle loro spese e il Nobile Comune no. Io ho la terza media, l'unico titolo di cui posso far vanto, essendo stato da me conseguito dopo la guerra e prima del '68. Io molte cose, quindi, non le posso capire. Scuola nozionistica, pedantemente ripetitiva, che non stimolava il senso critico.
Ho parlato delle telefonate estive e dei gettoni di presenza di consiglieri, giunta e sindaco confrontandoli con il comune di Niscemi. Adesso parliamo di carta.
Nel Comune di Niscemi, l'anno scorso hanno speso per materiale di cancelleria (penne, matite, gomme, carta, moduli, ecc. ecc.) 4.246 Euro. E qui, invece, ben 7.332 Euro. Usano le stilografiche nel Nobile Comune? Pregiata carta Giapponese fatta a mano? Matite in legno di rovere stagionato? Stilano certificati, delibere e determine in forma di romanzo? Nacque qui, in un contesto artistico e paesaggistico primario, ubicato tra verdi boschi e siti archeologici dall'età del bronzo in poi, nel giorno di grazia del ..., il Signor .... che, figlio dei Signori..., frequentò le scuole dell'obbligo ottenendone ottimi risultati. Coniugatosi con la Signora ... ebbe tre figli e fissò la sua residenza nell'antica Via... del Nobile Quartiere ... al nobile numero civico..., da dove può ammirarsi assai notevole panorama... Un certificato così, diciamoci la verità, dove mai potresti trovarlo? 


martedì 10 marzo 2015

assalto al gettone

Confronto tra il Nobile Comune di Piazza Armerina (22.000 abitanti) e il Comune di Niscemi (28.000 abitanti) sulle spese per gettoni e indennità ai componenti del Consiglio comunale, della Giunta, del Sindaco, dell'Organo di revisione economico finanziario.
Nel 2014 il Comune di Niscemi ha speso per indennità e gettoni oltre 66.000 Euro mentre il Nobile Consesso Armerino oltre 236.000 Euro.
Quasi 4 volte di più.
Ogni cittadino Piazzese (neonati compresi) nel 2014 ha speso per gettoni ed indennità di consiglieri, giunta e sindaco, 10 Euro e 70 centesimi. 
Ogni cittadino di Niscemi se l'è cavata con 2 Euro e 35 centesimi. 
Anche a Niscemi nel 2014 hanno dovuto affrontare la straordinaria questione del referendum per l'adesione al libero consorzio, dei regolamenti del referendum ecc. ecc.
Inutile pigliare per il culo la gente. Chiunque abbia detto demagogicamente ed orgogliosamente "ci siamo tagliati gettoni di presenza ed indennità" ha distorto la realtà. Perché bisognava dire invece: ci siamo tagliati indennità e gettoni ma abbiamo moltiplicato il numero di riunioni e vi abbiamo preso per il culo lo stesso. Sarebbe stato molto più decoroso tacere.

sabato 7 marzo 2015

che brutta fine hanno fatto i sovranisti

Erano nati per l'uscita dall'Euro in nome della Patria. In Sicilia propugnavano una moneta complementare, il grano. Sono finiti nel letame politico della Lega insieme con i neofascisti più lontani dalla realtà, proprio quelli che capiscono e pronunciano solo parole d'ordine, slogan, ma niente di più. Privi di programmi aventi significato e pieni invece di simboli. Hanno sfilato con loro issando la bandiera della sovranità. Qualcosa puzzava infatti quando si parlava con loro. Agguerriti avversari del Movimento 5 Stelle lo attaccavano perchè poco chiaro, secondo loro, sull'uscita dall'Euro. Quando la posizione pentastellata sull'Euro è stata ribadita in maniera chiara, anche con il linguaggio per i sordi, i "sovranisti" hanno consigliato gli elettori di non andare al voto. E in tal modo hanno favorito le percentuali del PD alle elezioni europee. Ecco, era questo che puzzava. Come si fa ad affondare nella melma e favorire chi nella melma ti ci ha messo, strano, no? 
Il loro compito pratico apparentemente è quello di portare acqua al mulino della Lega, il peggior nemico immaginabile dell'identità nazionale, quelli che volevano costruire un muro tra nord e sud, quelli che col tricolore ci si pulivano il culo e adesso ci dicono, ma dai scherzavamo. Per un sovranista d.o.c. niente male.
La Lega è il soggetto delinquenziale (secondo le cronache giudiziarie) e politico che ha reso possibile i governi di Berlusconi, che ha blindato la riforma costituzionale di Mario Monti rendendo impossibile i referendum costituzionali, che ha reso possibile la ratifica dei peggiori trattati Europei contro gli interessi degli italiani. Nonostante tutto questo, o forse grazie a tutto questo, un movimento marginale adesso sta facendo il gioco sporco della Lega che recupera i consensi della parte più oltranzista di Forza Italia che invece li  perde, lasciandoli però nell'area di centro-destra, congelandoli per il futuro. Questo è il loro obbiettivo, salvare in qualche modo il bottino elettorale di Berlusconi, mettendolo al sicuro. Che sia così lo dicono i sondaggi ( per quello che valgono). Alla crescita della Lega corrisponde il calo di Forza Italia, tutti gli altri soggetti politici sono sostanzialmente stabili. I sovranisti fanno da Ascari, o da acari come si preferisce.

giovedì 5 marzo 2015

Telefoni caldi

Ecco un confronto tra le spese telefoniche e internet di due Comuni, Piazza Armerina ( 22.0000 ab.) e Niscemi ( 28.000 ab.). Nei mesi di Agosto e Settembre 2014 il Nobile Comune di Piazza Armerina ha pagato la non trascurabile somma di 33.586 Euro
Nello stesso periodo il Comune di Niscemi ha pagato zero. 
Nei mesi di Agosto e Settembre in genere arrivano le bollette di Giugno-Luglio, cioè il periodo nel quale la maggior parte dei dipendenti è in ferie.  
Complessivamente nel 2014 il Nobile Comune ha speso 93.282 Euro, mentre il Comune di Niscemi ha speso 64.278 Euro. La differenza è che nel periodo di ferie nel Nobile Comune sembra dai dati ufficiali dell'Agenzia per l'Italia Digitale (Presidenza del Consiglio dei Ministri) che si telefoni molto ma molto di più. Non così a Niscemi. Potrebbe però trattarsi semplicemente di una questione di propensione alla riservatezza e scarsa loquacità telefonica. Nelle aziende private un quadro del genere può portare al licenziamento di dirigenti per mancata vigilanza, oltre al risarcimento del danno. Nei nobili Comuni neppure una tirata d'orecchi agli esperti e agli Assessori, mai che mai ai dirigenti. Neppure quando ci sono buchi di bilancio.

liberi consorzi, città metropolitane, capre e contadini

princìpi della legge Delrio valgono come princìpi di grande riforma economica e sociale per la disciplina di città e aree metropolitane da adottare anche dalla Regione siciliana in conformità al rispettivo statuto. Significa che la Regione siciliana su aree e città metropolitane non può legiferare in contrasto con la legge Delrio. Non c'è, invece, nessun vincolo Statale per quanto riguarda gli enti intermedi come Province o Consorzi e unioni tra Comuni. La regione Siciliana, quindi, può legiferare come vuole purché non in contrasto con il suo statuto. Tutti i politicanti (e pseudo costituzionalisti) siciliani che in queste settimane stanno dicendo che bisogna applicare la legge Delrio stanno mentendo ai loro elettori e ai siciliani. 
Ragione questa di per sé sufficiente, in un paese civile, per mandarli a zappare la terra a mani nude però per evitare possibili danni all'agricoltura. Nello statuto siciliano le città e le aree metropolitane non sono previste, l'ordinamento degli enti locali si basa nella Regione Siciliana sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria. Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione la legislazione esclusiva e l'esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali. La stessa legge Delrio si occupa espressamente delle Città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Della Sicilia non ne parla neppure. L'unica Città Metropolitana appartenente ad una regione a statuto speciale è Venezia. Si deve perlomeno dubitare fortemente della possibilità che la Regione siciliana "debba" istituire Aree e Città Metropolitane in aggiunta e conformi a quelle previste dalla Legge Delrio perchè, essendo la Delrio una legge che enuncia un principio di grande riforma economica e sociale, non può essere modificata nel suo ambito territoriale di applicazione dalla Regione siciliana. L'istituzione delle Città metropolitane "siciliane" da parte della Regione siciliana non è però di per sé in contrasto con lo statuto siciliano, perchè la Sicilia è titolare di potere legislativo esclusivo in materia di Enti locali. Quindi ben potrebbe inventarsi, come ha fatto, le Città Metropolitane e le rispettive aree metropolitane. 
L'istituzione delle città ed Aree metropolitane prevista dalla Delrio fa nascere enti territoriali nuovi destinatari anche di funzioni e risorse trasferite dallo Stato o dalla Regione, come dicono sia l'articolo 44 sia l'articolo 46 della Delrio. In questa cornice, pensare che la Sicilia si possa intrufolare nel gruppo delle città metropolitane stabilite da una legge Statale contenente princìpi di grande riforma economica e sociale (che hanno lo stesso effetto di una norma costituzionale) e magari poter scroccare denaro allo Stato, appare perlomeno arduo. Ben diversa sarebbe stato il quadro di riferimento se il disegno di legge della maggioranza che sostiene Crocetta si fosse limitato a "ridefinire" le competenze di Comuni, consorzi di Comuni, Città ed aree metropolitane e unioni di Comuni, così come prevede la legge siciliana, rispettandone il testo che qualifica i liberi consorzi comunali come enti privi di funzioni gestionali. Operazione che culturalmente il legislatore regionale non sa fare. Una capra direbbe Sgarbi. Una capra che mangia letame, aggiungerei. 
L'errore è stato quello di rinviare ad una nuova legge la definizione delle competenze. Il legislatore così come le leggi le fa le può disfare. Se si fosse demandato a successivi Decreti Presidenziali, magari preceduti da opportune istruttorie, le cose sarebbero andate in modo assai diverso, perchè mai e poi mai il Governo Crocetta avrebbe potuto modificare la legge. La legge andava blindata per evitare i giochetti delle lobby e delle cosche politiche siciliane.


lunedì 2 marzo 2015

Caro Matteo, non tu, l'altro, quello padano

I tempi cambiano, i Siciliani restano...
Caro Matteo, non tu, l'altro, quello padano,
ti scrivo per dirti che ero con te solo con il cuore alla oceanica manifestazione di sabato a Roma. Purtroppo ero a Tirana perché c'era la festa di laurea del nostro caro amico Trotuzzo; stavamo lì tutti parenti e amici, tu puoi capire. Però ho seguito, ho visto la manifestazione. Quanta bella gente a Roma, controcorrente, con le corna, a torso nudo! Fantastici.  E c'erano pure meridionali, prenderai pure voti al sud da noi. E chi ce lo doveva dire?!  Quindi il muro tra nord e sud non lo facciamo più, vero? Oppure lo facciamo con qualche buco che così veniamo alle manifestazioni? Mattè, tranquillo, ti garantisco che ci laveremo prima di venirci, non ti preoccupare. 
A proposito Mattè, via i negri dall'Italia possiamo continuare a dirlo? E se poi qualche cretino ci dice che dai negri abbiamo comprato i diamanti? E al posto di forza Etna o forza Vesuvio non sarebbe meglio un Forza Gennargentu? Meglio restare sul vago Mattè, non credi? No alle tasse, no agli immigrati, va bene, ma anche un no alle zanzare e alle buche sulle strade ci starebbe assai bene qui da noi.

Ispirato da
Pinuccio.

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