venerdì 22 gennaio 2016

solidarietà fatturata

Appena appena apri bocca ti becchi una bordata di insulti se parli di immigrati. Vengono i brividi alla schiena a certuni, se sentono parlare di sicurezza, tanto ma davvero tanto sono sensibili. Evocano l'Alabama degli anni '60, il Ku Klux Klan, il razzismo. Arriva pure un velato accostamento ai campi di sterminio nazisti. Si prospettano persino questioni teologiche; gli immigrati sono figli di Dio o no? Seguono citazioni di parole di Papa Francesco e l'evocazione del codice penale che è la velata minaccia a tacere e non rompere i coglioni. Fiumi di cultura e di etica riversati su chi semplicemente vuole saperne di più e vuole vivere in sicurezza.
La sicurezza non è questione che riguarda solo i residenti. Riguarda tutti, immigrati compresi. Sono documentati, ma poco noti, liti ed altri episodi all'interno dei luoghi (variamente denominati) che accolgono immigrati. come pure ne è documentata la loro fuga.
Uno dei grandi problemi che alimenta l'insicurezza (quindi la paura) è il non far sapere, sino alla fine, sino a quando è inevitabile. Nulla dice di saperne il Sindaco, il Commissario, il Consiglio Comunale. Non si sa se i servizi sociali li seguono, non si sa quali azioni si fanno per garantire sicurezza a tutti, ospiti e non.
Tutto questo non sapere e non far sapere, rassicura?
Quindi un problema c'è ed è il seguente: ma quando mai si è visto che la solidarietà tra esseri umani -figli dello stesso Dio- si fattura a fine mese?