giovedì 31 marzo 2016

siamo come i gatti di Harvard?

All'Università di Harvard furono presi dei gatti appena nati e messi in due ambienti ristretti le cui pareti avevano nell'uno strisce orizzontali, nell'altro strisce orizzontali. Coloro che accudivano i gatti indossavano abbigliamento a strisce verticali od orizzontali. Insomma i gatti potevano vedere solo strisce orizzontali o verticali. Dopo due anni vennero liberati. I gatti che avevano visto solo strisce orizzontali, muovendosi andavano a sbattere sulle gambe dei tavoli e delle sedie. Problema opposto avevano gli altri gatti. I loro occhi vedevano ma i loro cervelli no. 
Penso che succeda anche agli esseri umani di fronte a nuovi oggetti o idee. Immagino che se un primitivo avesse in mano due cellulari cercherebbe di sbatterli e strofinarli tra di loro per provocare scintille ed accendere il fuoco. 
La testa tende a rimanere com'è e ragiona come sempre quando non è in grado di attribuire alle cose, alle idee o alle parole nuove il loro significato e la loro funzione. Sul Web circola ancora quel video della figlia che regala all'anziano papà un iPad. Lui, che un iPad non l'ha mai visto e non sa né a che serve né come si usa, lo utilizza invece come un tagliere. ci affetta le verdure e poi lo infila nella lavastoviglie. 
Per cambiare comportamento bisogna sapere. Qualcuno deve spiegare e qualcun altro deve apprendere. Questo processo di condivisione della conoscenza ci cambia, e senza di esso non cambiamo, restando incatenati davanti alle ombre della realtà proiettate sul fondo della caverna.  
Quando critichiamo gli altri, dunque, cerchiamo di ricordarci che siamo un po' tutti come i gatti di Harvard, perché siamo stati allevati in un società che aveva solo certi livelli di conoscenza (l'ambiente ristretto del gatto di Harvard).
Alcuni di noi però si sono piano piano individualizzati e sono usciti da quei paradigmi che la società ci ha dato e con i quali siamo stati formati.
Altri, spesso la maggior parte, percorrono più lentamente la via che ci rende individui. Per questa differenza di velocità, di energia, spesso questi ultimi vengono considerati insensibili, apatici, schiavi dei preconcetti, ostacoli all'evoluzione di una comunità, immaturi, presuntuosi. Ma essi sono per lo più il risultato di ciò che la società ha trasmesso in passato e contemporaneamente di ciò che la società non trasmette loro adesso e in più, ma non so in quale misura, dall'assenza in sé stessi del desiderio di conoscere. Non saprei se questo desiderio di sapere si apprende durante la vita o lo si ha sin dalla nascita. Però so che chi non ce l'ha difficilmente si mette in gioco. Be curious e staremo sani. 

lunedì 28 marzo 2016

siete sazi di Pasqua e Pasquetta?

Vi siete strafogati di sauzizza e cacocciuli? Avete fatto bene. Mangiare in campagna in mezzo alla natura ha il suo fascino. Ora riflettete. Se amo così tanto la natura perchè usare cibi e bevande prodotti con OGM

OGM
Kellog’s
  • Corn Flakes; Frosted Flakes; Rice Krispies; Corn Pops; Schiaffi; Froot Loops; Di Apple Jacks; All-Bran Apple Cinnamon/Blueberry; Gocce di cioccolato; Pop Tarts; Nutri-grain; Crispix; Smart Start; All-Bran; Just Right Fruit & Nut; Miele Crunch Corn Flakes; Raisin Bran Crunch; Cracklin “crusca di avena
 Hershey‘s
  • Toblerone; Mini Baci; Kit-Kat; Baci; Chips di cottura semi-dolci; Chocolate Chips di latte; Reese “s Peanut Butter Cups; Scuro speciale; Cioccolato al latte; Sciroppo di cioccolato; Dark Chocolate Syrup speciale; Strawberry Syrop
 Mars
  • M & M ‘s; Snickers; Via Lattea; Twix; Nestle; Crunch; Cioccolato al latte Nestle; Nesquik; Cadbury; Fruit & Nut
 Heinz
  • Ketchup; Chili Sauce; Heinz 57 Steak Sauce;
 Hellman’s
  • Reale Maionese; Maionese Light; Maionese Low-Fat;
Coca-Cola
  • Coca-Cola; Sprite; Cherry Coca; Minute Maid Arancione; Minute Maid Uva;
Pepsi-Co
  • Pepsi; Pepsi Cherry; Mountain Dew;   
  •                                                                                                                                                                                                                                                                     Frito-Lay / PepsiCo; 
  • Potato Chips; Cheetos;
Cadbury / Schweppes
  • 7-Up; Pepe; 
 Pringles (Procter & Gamble)
  • Pringles


venerdì 25 marzo 2016

credito d'imposta per nuovi investimenti

Il credito di imposta per 617 milioni l’anno, spetta in relazione agli investimenti realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019 per investimenti legati all’ acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio. 
Esclusi i settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo; l’agevolazione non si applica neppure alle imprese in difficoltà. Alle imprese agricole attive nella produzione primaria, nel settore della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura, l’agevolazione sarà concessa nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa europea in tema di aiuti di stato del relativo settore. Le imprese interessate devono presentare la comunicazione esclusivamente in via telematica tramite i servizi online Fisconline o Entratel, a partire dal 30 giugno 2016, direttamente o attraverso gli intermediari incaricati quali professionisti, associazioni di categoria, Caf e altri soggetti.  La trasmissione telematica avviene utilizzando il software “Creditoinvestimentisud”, che sarà disponibile sul sito www.agenziaentrate.it.

sfiducia a Miroddi: sopravvive il circo Barnum

Se i consiglieri comunali di opposizione non si dimettono in blocco, la loro permanenza nel Consiglio Comunale avrà poca influenza sulla giunta e sul sindaco, come invece si vuol far credere. 
Il Consiglio comunale. non è e non sarà il muro di Berlino né il Vallo Adriano, cioè quella presunta linea di confine tra barbari e civilizzati. 
Le nomine, gli incarichi, gli affidamenti diretti, le ordinanze di necessità e urgenza, l'assenza di trasparenza dell' operato amministrativo, le gite fuori porta, l'assenza di dialogo con la società (con l'eccezione dei comitati ed associazioni e aziende amiche dell'amministrazione) e tutto il circo Barnum di contorno di funamboli e giocolieri, resteranno esattamente come sono e, all'avvicinarsi delle elezioni, le cose peggioreranno con una guerriglia bilaterale tra sindaco e consiglieri di opposizione. 
Del resto l'opposizione ha i numeri ma non ha programmi, né è stata scelta dagli elettori per dare un indirizzo politico-amministrativo alla città. Persino la scelta di dimettersi in blocco non è detto che sia condivisa da tutti i consiglieri di opposizione che sono solo una somma algebrica di programmi ed indirizzi, nel migliore dei casi. Al massimo potranno dire solo no. 
Penoso invece sarà poi il ruolo dei consiglieri che sosterranno il Sindaco perchè non conteranno più nulla, se prima hanno mai contato qualcosa. Il loro ruolo politico sarà uguale a zero, non servendo più a far numero.
C'è da pensare che siamo entrati in un pantano che farà solo danni alla Città. Alla fine si rimpalleranno reciprocamente le colpe: io avrei voluto fare questo e tu me l'hai impedito. 
Si ha la sensazione che l'opposizione, forse senza volerlo, stia costruendo i presupposti per una campagna elettorale pro-sindaco (o suoi epigoni e committenti), il quale si farà vittima davanti agli ingnari elettori dell'ostracismo dell'opposizione. Allora, non sarebbe molto meglio lasciarlo da solo? Alla fine del suo mandato non potrebbe prendersela con nessuno oltre che con sé stesso. 
Se si vuole creare un argine agli eccessi e ai difetti devono essere coinvolti i cittadini come protagonisti e non come comparse. Così come nel caso della privatizzazione del cimitero. La città si sollevò e il Napoleone degli Erei, colui che crede con coerenza nella forza morale del PD, fece marcia indietro (non l'unica). 
Ho letto da qualche parte tanto tempo fa che il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione  all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese sarebbero un fondamento della Repubblica Italiana. Mi era sembrato di capire che la partecipazione delle persone in quanto tali, non come iscritti ad associazioni partiti e comitati, fosse il cuore della Repubblica democratica. Data la crisi evidente dei partiti, per me non resta altra strada. E preso atto che in questa Città le proposte e le iniziative dei cittadini vengono sistematicamente ignorate o snobbate da Giunta, Sindaco, consiglieri che li sostengono e consiglieri gli si oppongono (tranne le proposte o le iniziative degli "amici" magari riuniti o infiltrati in comitati ed associazioni), altra via non c'è che quella dell'informazione e della protesta della cittadinanza. Verranno tempi migliori.

giovedì 24 marzo 2016

petrolio e gas entro 12 miglia, dati ministero

Produzione storica di gas naturale dalle concessioni 
poste entro le 12 miglia, ancora non scadute. 
La legenda riporta, prima del codice della concessione, 
l’anno in cui essa scadrà.  Le concessioni sono ordinate 
dal basso verso l’alto secondo l’ordine con cui 
scadranno. 
Produzione storica di petrolio dalle concessioni
poste entro le 12 miglia, ancora non scadute. 
La legenda riporta, prima del codice della concessione, 
l’anno in cui essa scadrà.  Le concessioni sono ordinate 
dal basso verso l’alto secondo l’ordine con cui scadranno.
Il referendum del 17 Aprile è semplice da capire. Ci sono 91 piattaforme nelle acque territoriali italiane che hanno ottenuto i permessi dallo Stato per estrarre gas e petrolio. Questi permessi scadranno in massima parte tra 6 anni (alcuni prima e pochi altri dopo). I cittadini devono decidere se alla scadenza dei permessi vogliono terminare l'estrazione di gas/petrolio dalle piattaforme (votando Si) oppure vogliono farla continuare fino all' esaurimento del giacimento (votando No) senza alcuna data di scadenza.
I dati ed i grafici sono ufficiali essendo quelli della Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche (DGRME), che fa capo al Ministero per lo Sviluppo Economico
Come si vede nessuna compagnia fallirà, nessuno verrà licenziato e nessuno verrà assunto. La quantità complessiva di petrolio e gas è insignificante rispetto ai volumi mondiali e quindi non è in grado di influenzarne in alcun modo il prezzo di mercato. 
Infine, equivoco importante da chiarire: una volta dato il permesso per estrarre il gas o il petrolio, tutto ciò che viene estratto è di proprietà del privato che lo estrae. Cioè il petrolio/gas non è più una riserva dello Stato Italiano e neppure della Nazione italiana che, quindi, dovrà comprarselo dal privato.

martedì 22 marzo 2016

petrolio e bidet

All'incirca ci potrebbero essere 1.800 milioni di barili di petrolio in Italia (600 milioni sicuri, gli alti probabili o possibili).  Ogni barile di petrolio è all'incirca 159 litri. Quindi, a conti fatti, 159 litri per 1.800 milioni di barili sono 286.200.000.000 (286 miliardi e 200 milioni) di litri di petrolio. Siamo 60 milioni di abitanti e ci toccherebbero a testa 4.770 litri di petrolio. Suddiviso per i 365 giorni dell'anno, sono 13 litri a testa al giorno. 
Noi siciliani, volendo farci il bidet solo con petrolio siciliano potremmo persino raggiungere i 15-20 litri al giorno. Ma solo per un anno (usandolo con parsimonia) e poi mai più per sempre. 
Eppure, fior di pseudo-ambientalisti sono diventati improvvisamente filo-petrolieri. Ci tengono all'igiene intima con prodotti locali a Km zero. Sparano delle balle mostruose per convincere amici e loro allievi a non andare a votare per il referendum. 
Ho sentito alcuni dire ah ma se fosse per bloccare le trivellazioni io ci andrei! E per ridurle nel tempo no, non ci vai? 
Altri parlano di occupazione, di posti di lavoro. In Basilicata il petrolio estratto dal sottosuolo non ha portato né occupazione e né ricchezza alla popolazione. L'argomento occupazione è qualcosa che non c'entra nulla col referendum.
Qui si deve decidere col referendum solo ed esclusivamente una cosa semplice: siccome per tutte le concessioni ( i permessi diciamo per ricercare ed estrarre petrolio) esistono dei controlli preventivi, dei limiti di tempo e dei rinnovi limitati, perchè mai invece nel mare entro le 12 miglia dalla costa (circa 22 Km.) questi limiti non valgono per chi ha già una concessione (il permesso per ricercare o estrarre)? Perché -secondo la legge sottoposta a referendum- questi permessi sono validi per tutta la durata di vita utile del giacimento
Insomma, se chiedo il permesso (concessione edilizia e simili) per costruire una casa, il permesso che ottengo è limitato nel tempo, non posso costruire tra 20 anni, né spostarmi in un altro posto anch'esso edificabile. La stessa patente non è eterna, non è finché ho l'automobile. E poi, perchè la legge parla di giacimento cioè di un'area molto vasta nella quale si possono scavare moltissimi pozzi fino al suo esaurimento? 
Chi ha frequentato con gli occhi aperti le spiagge di Gela dopo la chiusura della raffineria, avrà notato che sulla battigia c'è sempre una sottile linea nera. Piccoli e grandi sversamenti di petrolio dalle petroliere, dagli oleodotti e dalle piattaforme sono inevitabili. Ma è giusto rendere impossibile la bonifica delle spiagge per via della presenza sine die delle piattaforme e annessi oleodotti e navi che partono ed arrivano da lì? E il petrolio non ha già fatto gravi danni alla salute dei Siciliani e dei terreni? 
Non avremmo diritto ad un piccolo risarcimento per tutti i morti di tumore e per tutti i nati malformati in conseguenza della raffinazione del petrolio? E non avremmo diritto di godere delle spiagge tra le più belle del mondo, tra dune, colonne doriche e vasi greci? Quanti nel mondo possono avere la stessa unica opportunità?

ll testo del quesito è il seguente: «Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

SI, voglio che sia abrogato.

domenica 20 marzo 2016

agnello kamikaze

Martedì 22 Marzo il Consiglio Comunale di Piazza Armerina dovrà decidere, con il voto di 14 Consiglieri, se mettere fine alla amministrazione guidata dal Sindaco Miroddi (sostenuta negli ultimi mesi da 9 consiglieri su 20). 
Come chiedere all'agnello se gli piace la Pasqua. L'agnello sa che la Pasqua è la sua fine. 
Quelli bravi sanno distinguere tra coloro che sostengono il Sindaco e quelli che gli si oppongono. Però guardateli bene, sono tutti agnelli e poco importa se hanno addosso la pelle del lupo. Passerebbero tutti dalla poltrona rossa della Sala delle Luci alla teglia da forno grigia, tra patate e rosmarino. 
L'agnello che vuole fare il killer di altri agnelli, in fondo è un kamikaze e in cuor suo, spera che tutti i 9 agnelli-consiglieri che sostengono il Sindaco votino no al pranzo di Pasqua anticipato, così eviterebbe il suo di arrostimento. 
In ogni caso se non dovesse passare la sfiducia, dicono i firmatari della mozione di sfiducia, si certificherà che il Sindaco non avrà più la maggioranza e che come conseguenza il controllo del bilancio sfuggirà dalle sue mani. 
Resterebbero però nelle mani del Sindaco le uova di Pasqua da donare ( pagina 3 della delibera)  e non è poco. In questa crisi pasquale il controllo delle uova di Pasqua è strategico così come lo è il controllo delle padelle romane (pagina 6 della delibera) indispensabili per far luce sull'amministrazione. 
In altre parole se gli agnelli non si decidono a farsi ammazzare in anticipo, la palude stagnante di questa amministrazione comunale, continuerà per oltre due anni, senza programmi della ex-maggioranza (non avendone) e senza programmi dell'opposizione (non avendone), senza che i cittadini abbiano dato mandato all'opposizione di guidare in qualche modo la città. Nessuno avrebbe dubbi sulla responsabilità di chi nella palude stagnante ci ha portato e lasciato. Molto meglio dimettersi in massa ed evitare equivoci pasquali.

mercoledì 16 marzo 2016

democrazia autoritaria

Andiamo spesso a votare. Europee, Comunali, Regionali, Referendum. Nessuno può sostenere che la nostra non sia una democrazia. 
Il popolo vota e lo fa spesso, che cos'è questa? Semplice, la democrazia. 
Eppure non tutti ne siamo persuasi. Io parlo per me. Ricordo di avere votato nel 1993 un referendum per abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Ricordo che in massa gli italiani votarono per abolirlo. Ma i partiti continuano ancora dopo 26 anni a prendere soldi dallo Stato. Ricordo il referendum del 1987 contro le centrali nucleari. In massa il popolo italiano disse no, centrali non ne vogliamo. Ma circa 20 anni dopo il Governo tirò fuori una proposta per rinuclearizzare l'Italia. Ci volle l'incidente di Fukushima e un nuovo referendum nel 2011 per ribadire il concetto: niente centrali nucleari in Italia. Responsabilità dei giudici? Era il 1987 gli italiani dissero che la responsabilità dei giudici non poteva essere limitata; e come è finita? Non c'è concretamente nulla di diverso. Per evitare brogli elettorali gli italiani con un referendum nel 1991 ridussero il numero delle preferenze da 3 a 1. Come è finita? Che le preferenze le hanno abolite completamente, in totale contrasto con la volontà del popolo che i suoi rappresentanti se li voleva scegliere da solo e non farseli scegliere dai partiti. Nel 2011 abbiamo votato il referendum sull'acqua pubblica. Come è finita? Tutto come prima. 
Dal 1948 ad oggi sono state raccolte firme a milionate per proposte di legge di iniziativa popolare, ma neppure una sola proposta popolare di legge è stata mai approvata dal parlamento. Dal 2006 abbiamo un sistema elettorale nazionale che funziona così: tu (formazione politica) prendi meno del 30% dei voti, e ti ritrovi con il 55% dei deputati! Strano, eppure è successo e succederà ancora. In questo modo il parlamento non è più rappresentativo della nazione. In più, non puoi esprimere preferenze. Ti devi prendere il pacco tutto intero qualunque schifezza ci sia dentro. Ma se il parlamentare rappresenta la nazione, perchè deve essere il partito a sceglierlo, dove sta scritto? Tutto questo per me è democrazia autoritaria. 
In questo ultimo quarto di secolo anche i partiti sono diventati più autoritari. Il peso degli iscritti nelle decisioni di partito è praticamente uguale a zero. Se negli anni '70 avessi chiesto chi comandava la democrazia cristiana, ti avrebbero riso in faccia. 
La domanda era stupida, non c'era nessuna singola persona che comandasse quel partito. Oggi prova a chiedere chi comanda Forza Italia. La risposta arriva in un "nano"-secondo. Se pensi che negli altri partiti la cosa sia diversa, prova a contare i commissariamenti di circoli del PD. Sono in crescita esponenziale. Significa che il centro controlla la periferia. Cioè gli iscritti non contano, ma si contano. Significa pure che la struttura del partito da fortemente gerarchica (come era nel PCI) è diventata fortemente autoritaria. Autoritario è quel potere che tende ad espandersi comprimendo altri poteri.  E se chiedi oggi chi comanda il PD la risposta arriva in uno "scemo"-secondo. Poi senti dire in giro, eh ma la gente non partecipa più alla politica! E ti credo, i partiti hanno preso a calci in bocca i cittadini, cosa ti aspetti? 
Le cose non vanno meglio a livello locale. Le petizioni popolari vengono esaminate con mesi di ritardo dai consigli comunali, la partecipazione dei cittadini alle decisioni su almeno il 2% della spesa comunale, sebbene obbligatoria per legge, nel nobile Comune è lettera morta e neppure l'opposizione presente in consiglio comunale protesta. Le istanze e le proposte dei cittadini non vengono degnate neppure di una risposta (maleducazione autoritaria?). Il quadretto non è bello. Ma non è solo una questione estetica. Dissento profondamente da chi sostiene che sono le riforme Renzi a innescare il processo di democrazia autoritaria. Ci siamo dentro sino al collo da un quarto di secolo. Se i cittadini vengono allontanati dalla partecipazione alla vita politica (e questo accade per volontà di istituzioni e partiti) anche la società nella quale viviamo -e non solo la democrazia- diventa autoritaria. Torneremo indietro ad una società di primati con il maschio alfa che domina il gruppo. E la lotta politica sarà solo una lotta per il dominio su altri. 
Ma a molti questo piace. L'idea di una società di eroi, maghi, santi, l'idea stessa del "genio", ce l'abbiamo in testa sin dall'infanzia. Fumetti, libri di scuola, cartoni animati, film, ci hanno impresso l'idea di una società differenziata tra chi mostra di avere capacità straordinarie e chi no. Ai primi spetta il potere, agli altri spetta subirlo. Idea che si raccorda con le nostre infantili immagini genitoriali. Siamo rimasti dei bambini e la politica ha successo se ci tratta come bambini. Anche i media ci giocano su questa infantile tendenza, riducendo le faccende politiche ad uno scontro tra "personalità" dotate di capacità eccellenti, di astuzie raffinate, di abilità a tessere tele di alleanze e a disfare quelle altrui. Renzi diabolico che frega Bersani. Renzi cinico che si allea di nascosto con Berlusconi. Renzi che convince l'Europa. Berlusconi che ghe pensi mi, e il padano che ce l'ha duro.  Contenuti? Fateci caso ma non ne parla più nessuno.

giovedì 3 marzo 2016

lacrime di coccodrillo

Spesso dietro pensieri elevati nascondiamo le nostre più acute debolezze. Ci commuoviamo per le tragedie che gli uomini e i bambini patiscono in mare e sulla terra. Si tratta quasi sempre di qualcosa che accade lontano da noi, nello spazio del Mediterraneo, in Africa, in qualsiasi parte del mondo da noi mai vista, mai attraversata e conosciuta. Spesso lontana nel tempo. Eppure intorno a noi 665 persone non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. Forse il tuo vicino di casa è tra questi. Ma egli è troppo vicino, non viaggia per il Mediterraneo e non lo vedi nei tuoi pensieri, occupatissimi ad inseguire immagini esotiche. 
Sono le 665 persone che due sole Parrocchie della nostra città sostengono occasionalmente con cibo e vestiario, frutto di piccole donazioni private. Ma il numero è sicuramente più alto. Uomini, donne, bambini, famiglie che attraversando il mare della vita sono naufragati. Ma non sono stati raccolti.
E se il nostro cuore si strugge davanti alle immagini di bimbi lontani piangenti, sporchi, affamati, esso però tace di fronte a ciò che la nostra intelligenza ci prospetta. E quanti bambini intorno a noi sono naufraghi di questa città? Cosa ci rende così sensibili a ciò che è così lontano e nello stesso tempo così tanto più difficile da affrontare e impossibile da risolvere? Un gesto di solidarietà interiore così, ai nostri occhi, ci rende generosi, grandi, civili, sensibili e dotati di grandi qualità umane e di carattere.
In realtà, non facciamo altro che gonfiarci. Ci facciamo il selfie di noi stessi accattivante, rassicurante, che ha solo uno scopo, quello di compensare la nostra interiore consapevolezza di essere inadeguati ad affrontare e risolvere problemi -sì, dolorosi- ma semplici che hanno una soluzione possibile e reale. Noi nel profondo sappiamo di non esserne all'altezza. E dunque riequilibriamo, gonfiandoci, quello che in realtà siamo: esseri piccoli piccoli.
E così ci rendiamo più sopportabili a noi stessi, prendendoci in giro da soli.
Il discorso è serio, perché riguarda ciascuno di noi e le istituzioni pubbliche. Di fronte ad un affondamento umano così prossimo a noi, persino l'autorità, oltre alle nostre coscienze, tace. Eppure, ci sono le persone competenti e i mezzi che potrebbero occuparsi in modo non occasionale e in forma professionale del disastro che ci circonda. Ma per molti di coloro che sono stati investiti di tale autorità il problema principale è quello di evitare il proprio naufragio e, se dovesse accadere, organizzare il proprio soccorso e salvataggio.
Viviamo in una società che non è brillante, diciamo, sotto il profilo della solidarietà umana. Ed anche per le autorità vale la regola della compensazione. Un bel gesto generoso li rende grandi, ai loro occhi, ma è il solito selfie rassicurante di sé, soltanto una immagine auto-prodotta, che nasconde una angusta personalità.

martedì 1 marzo 2016

la prima vera mazzata per Acquaenna

Quali regole si dovevano applicare
Le partite pregresse non sono state calcolate da AcquaEnna come previsto dalla normativa,  e quindi non sono dimostrate. In ogni caso se fossero dimostrate sarebbero in parte prescritte per legge, cioè AcquaEnna può attaccarsi al tram perchè sarebbero scaduti i termini per recuperare le somme eventualmente dovute.
Il deposito cauzionale non vale per i vecchi contratti
Quanto al deposito cauzionale il Giudice ritiene che deve essere pagato solo dalle nuove utenze. La ragione è semplice, il vecchio utente ha già versato il deposito cauzionale al vecchio gestore.
Questa in sintesi la sentenza del Giudice di Pace di Enna che per la prima volta condanna AcquaEnna in modo pesante.
Le somme sono prescritte
Sicuramente AcquaEnna farà appello ma, per il momento, la sentenza è esecutiva ed AcquaEnna (che è stata anche condannata alle spese di causa, cioè a pagare gli avvocati dell'utente vittorioso) dovrà rimborsare le somme indebitamente percepite.  Si tratta della prima vera sentenza di portata generale che può essere utilizzata dagli utenti contro AcquaEnna. Se confermata in Appello, si profila il tracollo finanziario di AcquaEnna.                                                                                      
Nella colonna a sinistra sono riportati i brani più significativi tratti dall'originale della sentenza.




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