venerdì 25 marzo 2016

sfiducia a Miroddi: sopravvive il circo Barnum

Se i consiglieri comunali di opposizione non si dimettono in blocco, la loro permanenza nel Consiglio Comunale avrà poca influenza sulla giunta e sul sindaco, come invece si vuol far credere. 
Il Consiglio comunale. non è e non sarà il muro di Berlino né il Vallo Adriano, cioè quella presunta linea di confine tra barbari e civilizzati. 
Le nomine, gli incarichi, gli affidamenti diretti, le ordinanze di necessità e urgenza, l'assenza di trasparenza dell' operato amministrativo, le gite fuori porta, l'assenza di dialogo con la società (con l'eccezione dei comitati ed associazioni e aziende amiche dell'amministrazione) e tutto il circo Barnum di contorno di funamboli e giocolieri, resteranno esattamente come sono e, all'avvicinarsi delle elezioni, le cose peggioreranno con una guerriglia bilaterale tra sindaco e consiglieri di opposizione. 
Del resto l'opposizione ha i numeri ma non ha programmi, né è stata scelta dagli elettori per dare un indirizzo politico-amministrativo alla città. Persino la scelta di dimettersi in blocco non è detto che sia condivisa da tutti i consiglieri di opposizione che sono solo una somma algebrica di programmi ed indirizzi, nel migliore dei casi. Al massimo potranno dire solo no. 
Penoso invece sarà poi il ruolo dei consiglieri che sosterranno il Sindaco perchè non conteranno più nulla, se prima hanno mai contato qualcosa. Il loro ruolo politico sarà uguale a zero, non servendo più a far numero.
C'è da pensare che siamo entrati in un pantano che farà solo danni alla Città. Alla fine si rimpalleranno reciprocamente le colpe: io avrei voluto fare questo e tu me l'hai impedito. 
Si ha la sensazione che l'opposizione, forse senza volerlo, stia costruendo i presupposti per una campagna elettorale pro-sindaco (o suoi epigoni e committenti), il quale si farà vittima davanti agli ingnari elettori dell'ostracismo dell'opposizione. Allora, non sarebbe molto meglio lasciarlo da solo? Alla fine del suo mandato non potrebbe prendersela con nessuno oltre che con sé stesso. 
Se si vuole creare un argine agli eccessi e ai difetti devono essere coinvolti i cittadini come protagonisti e non come comparse. Così come nel caso della privatizzazione del cimitero. La città si sollevò e il Napoleone degli Erei, colui che crede con coerenza nella forza morale del PD, fece marcia indietro (non l'unica). 
Ho letto da qualche parte tanto tempo fa che il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione  all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese sarebbero un fondamento della Repubblica Italiana. Mi era sembrato di capire che la partecipazione delle persone in quanto tali, non come iscritti ad associazioni partiti e comitati, fosse il cuore della Repubblica democratica. Data la crisi evidente dei partiti, per me non resta altra strada. E preso atto che in questa Città le proposte e le iniziative dei cittadini vengono sistematicamente ignorate o snobbate da Giunta, Sindaco, consiglieri che li sostengono e consiglieri gli si oppongono (tranne le proposte o le iniziative degli "amici" magari riuniti o infiltrati in comitati ed associazioni), altra via non c'è che quella dell'informazione e della protesta della cittadinanza. Verranno tempi migliori.

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