sabato 9 aprile 2016

solidarietà ai petrolieri ma io voto SI

Lo scandalo di Tempa Rossa è direttamente legato al referendum contro le trivellazioni. I ministri, i sottosegretari, i Sindaci, la Presidenza del Consiglio e persino un Capo di Stato Maggiore si sono dati da fare a vari livelli per permettere a compagnie private di fare il loro business. Questo emerge non tanto dalle intercettazioni, quanto piuttosto ed oggettivamente dalle norme di legge approvate. Non si era mai visto nella nostra Repubblica una norma di legge che autorizzasse lo sfruttamento del petrolio a vita. Questo significa cedere di fatto la proprietà delle risorse pubbliche a dei privati  con l'ulteriore agevolazione del pagamento rateale (royalties). Ci troviamo di fronte ad una cessione del patrimonio statale, senza precedenti, che contiene dentro anche una macroscopica violazione del principio di libera concorrenza, pilastro del diritto europeo. Si, c'è anche questo. Stai dicendo, tu che hai già le concessioni sfrutti il giacimento a vita e tu, invece, che hai le concessioni scadute o non ce l'hai proprio, non ci puoi fare niente. Evidente che si tratta di un favore fatto alle compagnie operanti in danno delle altre. 
La normativa esistente dice che non si può più estrarre petrolio e gas perforando le coste italiane. Il problema però era ed è come gestire l'uscita delle compagnie già operanti sulle coste. La soluzione data dal Governo è quella di permettere loro di sfruttare il giacimento a vita. Attenzione anche al fatto che nella legge si parla di giacimento, non di area o zona del giacimento, ma di tutto il giacimento
Questo significa che la compagnia che esaurisce le estrazioni nell'area o nel pozzo si può spostare in altra area e perforare altri pozzi dello stesso giacimento. Insomma la norma presenta una contraddizione enorme, ma è coerente con una politica di aiuto spudorato alle compagnie petrolifere. Tutta la normativa dello sblocca italia è stata concepita così, dare un aiutino ai poveri. 
E in questo caso i poveri non sono altro che le compagnie petrolifere. Chi non ha mai veduto agli angoli delle strade poveri petrolieri chiedere l'elemosina e chi non li ha visti imbucarsi in qualche cena elettorale per raccattare un tozzo di pane da sotto i tavoli. 
Tempa Rossa è una tessera dello stesso mosaico. 
C'era bisogno di trasportare il petrolio estratto in Basilicata verso un porto, quindi alla compagnia petrolifera serviva un oleodotto, un deposito per il petrolio ed un ampliamento di un porto.
Parte dell'oleodotto, l'intero deposito e l'ampliamento del porto però si dovevano fare in Puglia e non in Basilicata.
La regione Puglia, che non ha diritto alle royalties perchè non è lì che si estrae il petrolio, tuttavia, visto che il petrolio deve passare per forza dalla Puglia con tutti i rischi noti, chiede delle compensazioni ambientali. I poveri petrolieri che già non compensano il pranzo con la cena figurati se sono disposti a compensazioni ambientali. E che problema c'è? C'è lui al governo. Non era necessario leggere le intercettazioni della Guidi e i suoi riferimenti alla combriccola e al quartierino per sapere dell' enorme bontà d'animo del Governo.

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