martedì 24 maggio 2016

Piazza Armerina irriconoscibile


popolazione residente nel 2002

20923

2002 2014 emigrati -4791

2002 2014 deceduti -2779

totale

13353
previsione




2015 2017 emigrati -1104

2015 2017 deceduti -639

Totale 2017

11610
Proviamo a pensare ad un commerciante o a un artigiano di Piazza Armerina che nel 2002 aveva 1000 clienti. Oggi di quei mille clienti ne ha persi più di 500. Non per via della concorrenza degli Outlet, degli Auchan, della concorrenza di extracomunitari, per i possibili errori di gestione, ma solo perchè oltre la metà degli abitanti della Città è diversa. Allo stesso modo, un politico che nel 2002 prendeva 1000 voti oggi ne ha persi oltre 500, indipendentemente dalle sue capacità, soltanto perchè non esiste più in città la metà delle persone che c'erano nel 2002. 
Dal 2002 al 2017 si può stimare che circa 11.600 concittadini non saranno più residenti (perchè deceduti o emigrati). Nel 2002 c'erano quasi 20.900 residenti in Città, meno gli 11.600 che non ci saranno più, significa che saranno "sopravvissuti" nel 2017 solo 9.300 dell'originario gruppo di quasi 21.000. Un cambiamento così con un tasso di mortalità dell'1% annuo, si verifica in 50 anni. Ma qui sta accadendo in soli 15 anni. La popolazione mancante è stata "rimpiazzata" dalle nuove nascite e dall'immigrazione proveniente soprattutto da altre città italiane. L'attuale distribuzione della popolazione maggiorenne per fasce di età è questa indicata nel grafico: 
Gli effetti di questa bomba sociale si ripercuotono su tutto: depressione economica, pressione tributaria, relazioni sociali, processi educativi, cultura, flussi elettorali. 
Il danno maggiore è quello delle relazioni sociali, la rete relazionale. Il motivo è semplice: quando scompaiono da un gruppo oltre la metà degli elementi, quello che si distrugge e la fitta rete di relazioni che gli individui hanno tra loro. La difficoltà di rimpiazzare i "link" sta nel fatto che le nuove generazioni tendono naturalmente a costruire la loro rete di relazioni cominciandola a tessere dall'età scolare. E gli immigrati tendono a costruirsela tra gruppi separati. Quindi in realtà quella che prima era una rete integra in cui tutti erano connessi direttamente o indirettamente, adesso è un arcipelago, fatto di tante isole. Isole sulle quali ciascuno di noi abita ma non percepisce immediatamente che non ci sono più gli stessi ponti tra un'isola e un'altra e in taluni casi non c'è alcun ponte. 
Per reintegrare la rete preesistente ci vogliono anni. Ma se la velocità di rinnovazione del gruppo è così alta, gli strappi della rete rimarranno ampi e profondi. E produrranno effetti pesanti. Sono le reti di relazione sociale a determinare il successo negli affari, nelle professioni, nel commercio, nell'artigianato, nell'occupazione e così via.
I grafici sono stati elaborati sulla base di dati ISTAT.



martedì 17 maggio 2016

galateo comunale

Se ne erano accorti in molti ma nessuno osava parlarne. Durante le cene e le cerimonie ufficiali del Nobile Comune degli Erei succedeva di tutto. Rutti, flatulenze, sgomitate, cibo preso con le mani, macchie d'unto sui vestiti, liti, sberleffi, scherzi pesanti. E tutto questo non è bello, diciamolo chiaramente. L'immagine istituzionale veniva rovinata. E poi c'era quella brutta ressa davanti alle poltrone con i vari no tocca a me sedermi, no tu ti sei seduto l'altra volta, e tu chi sei il figlio della gallina bianca che ti ci devi sedere tu? Per non parlare delle bandiere e dei gonfaloni, dove metterli esattamente, vicino al WC per caso? No. Che dire del menu da presentare agli ospiti istituzionali, offrireste una bistecca ai ferri a un sottosegretario indagato? Sarebbe una gaffe imperdonabile. 
Il rimedio e la prevenzione per il futuro c'è. La giunta del Nobilissimo Comune dei Monti Erei ha stipulato un protocollo d'intesa con degli esperti del settore. Esperti la cui mission è, tra l'altro: 
1) Le colazioni e i pranzi ufficiali e di lavoro: la sala, i tavoli, i posti e il menù.
2) Il bon ton del vestiario nei diversi contesti ( per esempio stirare le camicie prima di indossarle e dare una pulita alle scarpe). 
3) Le regole del cerimoniale. Il posto d’onore e l’ordine delle precedenze, regola della destra e posizionamento delle bandiere (con tutti i cambi di casacca che succedono il posizionamento delle bandiere è vitale per l'immagine dell'Ente). 
4) Accoglienza ed ospitalità. 
5) La comunicazione strategica in situazioni di emergenza ( per esempio, dire avrei bisogno di andare alla toilette anziché devo andare al cesso subito che sennò mi cago addosso).
Ora ironia a parte (è bene precisarlo purtroppo perchè di questi tempi l'ironia è diventata merce rara, scambiata spessissimo per altro) gli esperti dichiarano sul loro sito di essere esperti in comunicazione ed immagine. Il che potrebbe significare che la giunta comunale sente il bisogno di superare il gap di comunicazione di cui soffre da anni su stampa, web e social. 

lunedì 16 maggio 2016

Museo del Palio di Piazza Armerina a rischio

La Magistratura sta indagando (contro ignoti) sulla ristrutturazione ed allestimento del Museo del Palio dei Normanni di Piazza Armerina. Non è noto il motivo del procedimento RGNR 2860/2015, Mod. 44, avviato dalla Magistratura ma, da quanto pubblicato sull'Albo Pretorio del Comune, si viene a sapere che la Magistratura avrebbe sequestrato i documenti relativi al progetto originario ed alla variante della ristrutturazione ed allestimento dei locali comunali di Piazza Armerina di Via Mons. Sturzo, da destinare appunto a Museo del Palio. Si tratta di elaborati progettuali, atti contabili ed amministrativi, regolare esecuzione, determine, stato finale, determine di approvazione, SAL e pagamenti a saldo, fatture, DURC, ecc. Da quanto si legge, una parte di questi documenti, sequestrati dalla Magistratura, non è mai stata inviata all'Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana. Senza questi documenti l'Assessorato non verserà al Comune di Piazza Armerina i soldi a saldo del finanziamento. 
Non è la prima volta che l'Assessorato richiede chiarimenti ed integrazioni. Dalla lettura infatti del Decreto di approvazione del finanziamento del 2013 si scopre che già dal 2012 c'era stato uno scambio di note tra Comune di Piazza Armerina ed Assessorato Regionale con richieste da parte di questo di integrazioni e chiarimenti. Scambio poi continuato almeno nel 2015 con una espressa doglianza dell'Assessorato che lamentava con una lettera del 7-10-2015 il mancato inserimento dei documenti di chiusura del progetto nel sistema di monitoraggio denominato Caronte.
La Giunta del Comune di Piazza Armerina per sbloccare il finanziamento ha dunque bisogno di accedere ai documenti sequestrati per copiarli ed inviarli a Palermo e per questa ragione ha nominato un legale che è componente del Nucleo Indipendente di Valutazione (il nucleo che verifica tra le altre cose il raggiungimento degli obbiettivi di funzionari e posizioni organizzative del Comune anche ai fini dell'attribuzione di un premio in denaro spettante).
Il legale incaricato per chiedere il dissequestro della documentazione è anche il capo politico locale di una delle liste civiche che ha partecipato alla coalizione in sostegno del Sindaco Miroddi e che poi non lo ha sostenuto in Consiglio Comunale per un po'. Lista che successivamente ha aderito all' NCD e successivamente non ha aderito più all' NCD ma sostiene l'amministrazione Miroddi. Ha gli occhiali, i capelli scuri, porta il 42 di scarpe, dovrebbe essere un gruppo zero RH positivo con anticorpi anti A e anti B e genotipo ii.

martedì 10 maggio 2016

Siete favorevoli all'ingresso incontrollato dei prodotti Cinesi in Italia?

Base giuridica della contro-consultazione

Articolo 10 TUE : I partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell'Unione.
Articolo 11 TUE : Le istituzioni danno ai cittadini e alle associazioni rappresentative, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione.
Si tratta di dare ai Parlamentari Europei un'indicazione popolare forte, confidando che questa possa influenzare la decisione del Parlamento Europeo. Se il Parlamento Europeo voterà NO alla liberalizzazione completa nei nostri mercati dei prodotti Cinesi, la procedura si fermerà. Occorre infatti il voto conforme della Commissione, del Consiglio e del Parlamento per aprire totalmente le porte alla Cina.
Non si tratta della solita petizione on line.
Per votare bisogna collegarsi a questo link http://www.meschinawhynot.eu/
.
Ignazio Corrao (Parlamentare Europeo)

Stamattina qui a Strasburgo si è discusso del riconoscimento dello status di economia di mercato (MES) alla Cina. Molti di voi si chiederanno... e a noi cosa vuoi che ce ne importi della Cina?
Invece vi deve importare eccome, perchè questa è una di quelle cose IMPORTANTISSIME di cui purtroppo non si parla per niente e di cui i cittadini sono all'oscuro.
Sui rapporti economici con la Cina è sempre stato fatto un errore di fondo; Si pensava che con la globalizzazione si sarebbero avvicinati i "metodi cinesi" ai nostri ed invece siamo noi che ci siamo "cinesizzati", che diventiamo sempre più simili a loro e quindi negoziamo tutto al ribasso.
Quando nel 2001 la Cina fece il suo ingresso nell'organizzazione mondale del commercio (WTO), si era previsto che avrebbe cessato di essere un’economia “non di mercato” dopo 15 anni, quindi quest'anno, per via delle grandi riforme in corso d’opera, che però non sono mai state realizzate.
C'è anche un problema politico di non poco conto, perchè la Cina considera automatico tale riconoscimento, se lo aspetta e sta facendo le dovute pressioni sui singoli governi occidentali.
Alcuni stati sono favorevoli, come ad esempio il Regno Unito e la famigerata Germania che riesce sempre ad esercitare un'intollerabile influenza sugli altri, perchè hanno molte industrie che hanno delocalizzato in Cina. Altri Stati invece sembrano essere contrari.
Le negoziazioni sul riconoscimento nel WTO saranno però condotte dalla Commissione Europea e la decisione finale dovrà essere approvata qui a Strasburgo dal Parlamento Europeo e dal Consiglio (gli Stati Membri). Abbiamo quindi facoltà di opporci se tutti mettiamo la giusta pressione sui vari gruppi politici e Governi degli Stati membri.
Siderurgia, Meccanica, Chimica, Ceramica, Bulloneria, Carta, Calzature, Tessile, Arredo sono alcuni dei settori messi a rischio dal riconoscimento del MES alla Cina. In questi settori si rischia la perdita di altri 4 milioni di posti di lavoro in Europa (di cui 400.000 in Italia) ed un calo del PIL di altri 2 punti percentuali.
C'è solo un modo per difendere le imprese europee dall'estinzione e fermare queste negoziazioni al ribasso che ci stanno portando alla "cinesizzazione": dire ‪#‎NoMesCina‬.
Il MoVimento 5 Stelle ha lanciato una ambiziosa consultazione pubblica in tutta Europa.
I cittadini hanno a disposizione il sito web www.meschinawhynot.eu per poter esprimere la propria opinione e il nostro David Borrelli sta girando l'Italia per spiegare cosa sta succedendo. Solo così si possono contrastare decisioni prese a porte chiuse tra pochi che ricadono sulla vita di tutti.







domenica 8 maggio 2016

petizione popolare contro il taglio dei contatori idrici

Oggi 8 maggio 2016, davanti l'ingresso della Villa Garibaldi di Piazza Armerina, il Meetup Grilli Armerini (Movimento 5 Stelle) ha promosso una petizione popolare diretta al Comune di Piazza Armerina. La petizione chiede al Consiglio Comunale di modificare lo Statuto ed il Regolamento Comunale della Città dei Mosaici per impedire un taglio ingiusto ed indiscriminato della fornitura di acqua nelle abitazioni da parte del gestore. Il problema messo in luce dalla petizione è l'applicazione della normativa già esistente. Secondo il Meetup la funzione amministrativa spetta al Comune e trattandosi di un diritto umano (come enunciato dall'Assemblea dell'ONU e di recente anche da una Risoluzione del Parlamento Europeo) la sua applicazione non può più essere ritardata. 

Ecco il testo della petizione.

domenica 1 maggio 2016

il Comune di Piazza Armerina verso il dissesto

Fonte SIOPE (il dato di Aprile è indicativo di una tendenza non essendo 
completato il secondo trimestre)
Le anticipazioni di cassa negli ultimi 2 anni sono più frequenti, segnale di
una insidiosa crisi di liquidità. Infatti, la linea blu indica che le spese 
del Comune di Piazza Armerina sono in crescita tendenziale.
Dal 2008 ad oggi non era mai accaduto. Per la prima volta si è registrato il livello più basso di entrate (tasse e trasferimenti da Stato e Regione ecc.) e di uscite (spese). Dalla data di inizio del secondo trimestre 2016 sono entrati nelle casse comunali quasi 1.069.000 Euro e ne sono usciti poco più di 1.876.000. Il record negativo precedente era del secondo trimestre del 2012 quando le entrate furono all'incirca di 2.441.000 Euro, Il record negativo delle uscite è del primo trimestre del 2014 con 2.620.576 Euro. 
I conti sono in fibrillazione ed il rischio di non potere pagare stipendi al personale del Comune o il servizio di raccolta rifiuti è concreto. La cassa prima o poi rimarrà vuota. E ci potremo sistemare dentro il Nobile Comune per una degna tumulazione. Fare il lifting ai conti favoleggiando sulle entrate previste non è servito e non servirà a nulla, è come fare lifting al defunto, sempre morto è. 
Le conseguenze di una poco attenta valutazione degli effetti del bilancio approvato nel Dicembre 2015 sono queste. Se qualcuno puntava sul cade Sansone con tutti i Filistei ha fatto male i conti per la seconda volta. Dallo sputtanamento di tutto l'apparato politico-amministrativo non si salverà nessuno.



1° Maggio Piazza Armerina non accoglie turisti

Ecco come era la situazione oggi. Chiese chiuse, Pinacoteca  chiusa, verde pubblico indecente proprio alla stazione degli autobus. Di contro oggi da mezza Sicilia si muovevano pellegrini per Aidone (Festa di S. Filippo) molti transitando da Piazza Armerina e il Museo di Aidone, la Villa Romana di Piazza Armerina erano aperti e gratis.
Del tutto inutile scrivere nei programmi elettorali rilancio del il turismo. Sono cazzate.


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