martedì 2 maggio 2017

programma partecipato

Spesso sento chiedere: ma chi si presenterà come sindaco? La risposta che spiazza rapidamente è: ma per fare cosa? L'idea che ha in testa  chi fa la domanda è quella di chi pensa che ci sia un eroe, un santo, un profeta, anche un personaggio biblico, dai poteri taumaturgici, capace come un San Fulippu di sanare ogni genere di male e guidare le masse nei momenti più difficili. L'idea è diffusa e alberga comodamente stravaccata tra inconsapevoli neuroni anche di intellettuali ma non per questo è giusta. Sa di tribale, di arcaico, di primitivo. Ce l'hanno messa in testa sin da piccoli già a scuola. Vi ricordate i sette Re di Roma, Augusto, Napoleone, Garibaldi, Mazzini e poi andando avanti nella scuola superiore, Cavour, Mussolini ecc. ecc. contava la persona, il capo, il leader. E non parliamo dei fumetti e dei cartoni animati, tutti eroi con le lodevoli eccezioni molto recenti di Paperino e dei Simpson, anti eroi per definizione.
Senza questa componente la sopravvivenza della specie umana forse non l'avremmo avuta. All'uomo delle caverne il capo serviva, era quello con più  forza, coraggio, velocità, abilità. Ti salvava la vita in tempi di aggressioni e fame, di caccia con arco e frecce, pietre, bastoni e reti primordiali. 
Per questo nelle antiche civiltà del mediterraneo il re veniva scelto con una gara di abilità. Ulisse, come racconta Omero, divenne re di Itaca perchè vinse una competizione, una gara tra carri trainati al galoppo da cavalli. E con un altra gara di abilità (con l'arco) si doveva decidere il successore di Ulisse. Esistono molti altri esempi di gare e combattimenti rituali per stabilire il nuovo re o il nuovo gran sacerdote delle antiche comunità. Sarebbe anche un archetipo già presente nella nostra mente, secondo Jung. 
A che ti serve un sindaco se non ha programmi da portare avanti e completare? Serve a tranquillizzare la tua amigdala, l'area limbica del cervello, quella che percepisce e stabilisce mi piace o è antipatico, non c'è pericolo, attento che c'è qualcosa che non va
Però il cervello è fatto anche di altre parti, la neocorteccia, per esempio. Quella che capisce i numeri e le forme geometriche, sa fare calcoli, interpretare i simboli del linguaggio, raggruppare oggetti simili, separare i dissimili. Quella che viene chiamata intelligenza e si misura con il q.i. (quoziente di intelligenza ampiamente usato nei test rispettivi anche se criticatissimo da molti).
Siamo entrambe le cose, emozionalità e razionalità, cerchiamo dunque di farle convivere pacificamente. Quindi, alla domanda chi si presenterà sindaco meglio continuare a rispondere per fare cosa? 
Se vi risponde per il bene dalla città, per cambiare la città, state tranquilli che non ha nulla in testa, vuoto pneumatico di programmi, idee e cognizioni sul tema.
Stessa cosa per la domanda: chi si candida alla Regione?