martedì 22 agosto 2017

Medio Evo turistico

L’utilizzo di internet si conferma essenziale per il turista. Secondo i dati del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo oltre il 90% di coloro che dispongono di un accesso ad internet usano il web per fare turismo.
Nella fase di pianificazione di un viaggio, per esempio, lo utilizza l’80% e nella fase di fruizione quasi il 60% per valutare attività e servizi. E il 40% crea direttamente sul Web un nuovo contenuto e lo condivide.

L'esperienza più semplice è quella di Maps di Google. Si cerca o ci si trova in una località e l'applicazione ci consente di trovare nelle vicinanze quello che si desidera: chiese, musei, ristoranti, alberghi, gommisti, meccanici ecc. ecc. Se chi crea l'inserzione è attento allora fornisce tutte le informazioni utili (contatto telefonico, orari di apertura, caratteristiche, link a pagine web dettagliate, ecc. ecc.). E se le informazioni inserite sono accurate e veritiere ci sono anche le recensioni degli utenti, ulteriore e decisivo fattore per scegliere.

Lo sviluppo di questi servizi "di rete" è destinato ad espandersi quantitativamente (sempre più persone lo useranno) e qualitativamente perchè conterrà più dettagli e servizi.
Il tutto funziona così adesso e funzionerà in futuro senza mediazioni (niente richieste di informazioni ad info-point, gestori di struttura alberghiera, agenzie di viaggio o altro). Il turista direttamente cerca, conosce, valuta, decide.

Questo cambia anche le strategie di promozione turistica per gli operatori e gli enti pubblici interessati.

La paginetta Web o Facebook che racconta un luogo, un monumento, una chiesa, un museo o una struttura ricettiva ha poco senso se non è collegata con i servizi di geo-localizzazione (attraverso i quali è raggiungibile molto più facilmente), con i servizi online di prenotazione e quelli di pagamento. Anche la vendita/distribuzione di biglietti di ingresso a luoghi di interesse rientra in questa strategia. Per esempio, se so che per vedere il Palio dei Normanni devo fare la fila o devo farmi raccomandare e non conosco nessuno, allora a vedere la Giostra del Saracino che è l'evento centrale del Palio non ci vado. E se ci vado e scopro solo lì che c'è da prendere un biglietto, avrò un giudizio negativo sulla gestione dell'evento ed esprimerò una recensione negativa. Così come sarò meno propenso ad andare in un museo che non è attrezzato in questo modo ed è molto visitato e ben recensito.

Le diverse reti e piattaforme vanno interconnesse per potere essere efficaci. E diventano efficaci quando il turista con meno clic e parole trova sul web quello che cerca (minor grado di separazione, vedi teoria delle reti).

Con qualche espediente è possibile già da adesso persino promuovere degli eventi (spettacoli, happening, mostre, competizioni sportive, ecc.). L'investimento in brochure, manifesti, banner, volantini e simili dunque diventa marginale, minimale, complementare, esattamente come gli uffici di informazione turistica o gli info-point. Profondamente primitivo appare iniziare o continuare ad investire in strumenti destinati a non avere più nessun senso nel giro di qualche anno.